CASTA CALABRA: LO SPECCHIO DI UN’ITALIA SENZA FUTURO

di FRANCO DE POSSENTIS

I privilegi e le negligenze dei politici. Il trasversalismo di un potere che si ricicla sempre uguale a se stesso. Le colpe imperdonabili di un’intera classe dirigente. “Casta calabra”: il primo libro che racconta il familismo amorale di casa nostra, “Italia-Calabria” un tutt’uno.

Paolo Pollichieni, dopo aver lasciato la direzione del quotidiano “Calabria Ora” s’è messo di buzzo buono ed ha scritto questa inchiesta che la dice lunga sulle condizioni dello Stivale, che trovano nella sua “punta” geografica la sintesi del marciume che impera, dove politica e affari (malaffari) sono saldati dalla corruttela, togliendo ogni spazio alla libera intrapresa.

L’autore del libro, insieme ad altri colleghi, guida il lettore dentro un abisso popolato da politici e politicanti, faccendieri, mafia e antimafia, massondrangheta e borghesia mafiosa, tutta quella “zona grigia in cui affonda il vero capitale della ‘ndrangheta”, ditero il quale c’è una classe dirigente che fa del familismo amorale un modello di comportamento sociale, a scapito di chiunque. In Calabria, in Italia in pratica, succede di tutto: “Leggi sul taglio dei costi della politica che si rivelano fonti di ulteriori sprechi. Consulenze inutili e incarichi esterni assegnati a politici trombati alle elezioni, tra gli sbadigli annoiati del personale interno. Carrozzoni come l’Afor e l’Arssa, aboliti per legge da cinque anni, che continuano ad assumere personale. Società partecipate perennemente in rosso: emblematico il caso della Sogas, la società che gestisce l’Aeroporto dello Stretto e che dalla data della sua costituzione (1986) non ha mai chiuso un bilancio in attivo”.

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Si legge su un blog “Messaggi nella bottiglia”, dopo aver assistito alla presentazione del libro: “Nelle pagine di Casta calabra sfilano politici e burocrati, con il relativo codazzo di parenti attaccati alla mammella pubblica, tutti accomunati dal longanesiano “tengo famiglia. Tutti sorridenti dietro al vip di turno portato a sfilare sul corso Garibaldi per promuovere l’immagine di Reggio, mentre nelle periferie manca l’acqua e le buche nelle strade sono voragini. Il tanto sbandierato “modello Reggio”, assurto prima a modello da esportare a livello regionale, quindi declassato a “modello peggio”: scandali, debiti, misteri, il suicidio di Orsola Fallara, la nomina prefettizia della commissione d’accesso antimafia. E nuvoloni neri all’orizzonte”.

Un futuro scuro, dunque, nerissimo, raccontato con ritmo incalzante in questo libro edito dal cosentino  “Falco Editore”. Al termine della lettura non resta che un pensiero al lettore: Siamo di fronte ad una Calabria che sembra non avere futuro… proprio come l’Italia.

 

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One Comment

  1. ingenuo39 says:

    Bella pubblicità a libro. Complimenti.

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