CASSIERI DEI PARTITI, SEMPRE SUL FILO DEL RASOIO

di REDAZIONE

La incredibile vicenda di Luigi Luisi (nella foto a fianco), il senatore del Pd ormai vicino all’espulsione ed ex (fino a pochi giorni fa) tesoriere della Margherita che ha usato 13 milioni di euro del partito di Rutelli ormai morto a fini personali, che ha ammesso e si dice pronto a restituire il maltolto, riporta in auge la figura dei cassieri dei partiti. Per inciso, comunque, resta un fatto inspiegabile che i dirigenti di un movimento ancorché morto perché confluito nel Pd, non si fossero accorti finora che mancava all’appello una somma del genere.

Dicevamo delle vicende dei cassieri dei partiti, spesso nell’occhio del ciclone, anche se in genere non per questioni personali  come nel caso d’attualità. Francesco Pontone si era pentito di averlo fatto e lo disse. Quando il suo nome venne fuori nell’ inchiesta sulla casa di Montecarlo affittata al cognato di Gianfranco Fini, l’ex tesoriere di Alleanza nazionale confessò di aver sbagliato ad accettare tale incarico nel partito, tanti anni prima. Mestiere rischioso quello del segretario amministrativo, specie dal 1992, l’anno di Tangentopoli e di Mani Pulite. Parlamentari fino a quel momento nell’ombra, come Severino Citaristi della Democrazia Cristiana, furono trasformati da un giorno all’altro in star negative loro malgrado, sotto l’infuriare dell’inchiesta milanese. Citaristi, che aveva 70 anni, stabilì il record degli avvisi di garanzia, 74. Allora l’accusa era quasi sempre di aver raccolto finanziamenti illeciti e tangenti per il partito. Nell’ultimo caso di questi giorni, invece, Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita e senatore del Pd, è sospettato di aver sottratto 13 milioni di euro di rimborsi elettorali destinati al partito poi confluito nel Pd. Lusi si avvia ora al patteggiamento e alla restituzione dei soldi. Pochi mesi fa il tesoriere dell’Udc Giuseppe Naro è stato indagato dalla stessa procura di Roma per illecito finanziamento ai partiti nell’inchiesta sugli appalti Enav. A Vincenzo Balzamo, segretario amministrativo del Partito socialista, la tempesta giudiziaria di 20 anni fa costò invece la vita: accusato di essere il collettore delle tangenti ai socialisti, iscritto nel registro degli indagati, fu stroncato da un infarto prima che iniziasse il processo. Aveva 63 anni. Aveva invece 56 anni Marcello Stefanini, tesoriere prima del Partito comunista e poi dei successori del Pds, quando morì nel 1994 per un’emorragia cerebrale. L’anno prima era finito nell’inchiesta Mani Pulite per le tangenti del Gruppo Ferruzzi al partito. Citaristi, Balzamo e Stefanini sono i casi più clamorosi della storia italiana recente, uno per ogni partito-pilastro della Prima Repubblica. Per il Pci si ricorda anche la vicenda di Primo Greganti, che tesoriere non era: considerato dai giudici un collettore di tangenti divenne noto come ‘il compagno G’ per aver rifiutato di fare qualsiasi ammissione. Venne condannato e andò in carcere. Anche all’estero si rischia a maneggiare i soldi dei partiti. Nel 2010 un ex tesoriere del Partito repubblicano degli Stati Uniti, Christoper Ward, è stato condannato a tre anni di carcere per essersi intascato 850 mila dollari. Ha confessato di averne usato una parte per ristrutturare casa. Avrebbero dovuto servire per un galà del presidente George W. Bush. Nello stesso anno lo storico cassiere del Partido Popular spagnolo, Luis Barcenas, in carica da 20 anni, si è dimesso anche da senatore a seguito del coinvolgimento in un caso di corruzione da 1,3 milioni di euro. Di tangenti.

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2 Comments

  1. batwoman says:

    Approfitto dell’anonimato e dico la mia. Secondo me, il motivo di tale sparizione sotto gli occhi dei colleghi di partito non è da ricercarsi fra i bisogni personali del cassiere , quanto piuttosto, proprio come accadde nel aprtito di Fini con il Pdl, di una mancanza di fiducia fra margherita e ds. Secondo me al momento della fusione dei due partiti e della nascita del PD gli esponenti della margherita non si sono fidati del tutto dei nuovi colleghi di partito e hannoc ercato un modo”diplomatico” di garantirsi una riserva personale da utilizzare al momento di un possibile scioglimento o di una prevaricazione da parte dei colleghi.

    lo stesso accadde con An che ben si guardò dal mettere tutti i suoi averi, eredità comprese, nelle mani di Berlusconi.

    E pensare che sciolsero An nel PDL perchè credevano che la Lega nord avrebbe fatto altrettanto…
    Figuriamoci…

  2. Sante says:

    kiedo certezze dalla vita e sembra ke l’on. Lusi, ke ha “evaporato” 13M€ dalla Margherita, “STRAPPANDO” 13M di “petali”, fosse il capo segli scout-agesci in italia.
    …..praticamente lo scalino sotto il vaticano ….

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