Caso di Montichiari, la replica di Fabio Rolfi

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

di FABIO ROLFI*

Gentile Direttore,

Sono a chiederLe la cortesia di uno spazio per replicare all’articolo di Gilberto Oneto sulla presunta inerzia della Lega Nord nel caso che riguarda la brutta (e strana) vicenda giudiziaria del Sindaco di Montichiari, Elena Zanola. Anzitutto vorrei fare una premessa: leggo spesso, e con interesse, gli interventi di Oneto sulla Sua testata, condividendo anche, in certe circostanze, talune sue osservazioni critiche, a patto però che queste non siano gratuite e animate da livore politico o peggio personale. A questo proposito mi spiace constatare come, dall’articolo sopraccitato, emerga un forte  risentimento politico, motivato con argomentazioni del tutto infondate. Quanto ho appena scritto mi sento di ribadirlo con convinzione perché, in quanto rappresentante del territorio, sto seguendo personalmente questa vicenda dal suo inizio, cosa che personalmente credo Oneto non abbia fatto, se non per sentito dire o basandosi su qualche articolo di giornale.

Così non fosse, il vostro opinionista saprebbe infatti che i cosiddetti “ectoplasmi con la pochette verde” (cioè i Consiglieri regionali della Lega Nord) sono proprio quelli che hanno recentemente sostenuto e approvato in Consiglio regionale, ancor prima di questo inquietante arresto, mozioni per chiedere alla Giunta di introdurre a livello legislativo il concetto di “impatto cumulativo con indice di pressione comunale” affinché, raggiunto un livello stabilito su base regionale, un territorio possa essere definito “saturo” rispetto alla realizzazione di nuovi impianti di smaltimento.

Questi “ectoplasmi” sono inoltre gli stessi che stanno lavorando al nuovo Piano Rifiuti Regionale, nel quale inserire questa importante novità (oggetto di diverse sollecitazioni da parte degli Enti locali) e che da subito si sono schierati apertamente dalla parte di un sindaco la cui storia, e il cui impegno per il territorio, l’hanno spinto negli anni ad assumere posizioni molto critiche, e certo non gradite dallo stesso sistema che anche Oneto, a parole, dice di voler combattere.

E ancora: questi “ectoplasmi”, che secondo l’editorialista del Suo quotidiano, non si guadagnerebbero lo stipendio, sosteranno la richiesta di prevedere dal punto di vista formale, quindi all’interno di un provvedimento, l’esplicita indicazione delle convenzioni compensative comunali affinché i sindaci non siano più costretti a mendicare, ma abbiano dalla loro la legge, andando così a sanare un evidente vuoto legislativo. Forse Oneto dimentica che i cambiamenti, quelli veri, si fanno dall’interno delle Istituzioni, promulgando leggi, e che i problemi non si risolvono certamente da dietro una tastiera; l’attività politica infatti si fa entrando nel merito delle questioni, con pragmatismo, non con elucubrazioni teoriche e propagandistiche, delle volte anche avvincenti, ma allo stesso tempo, sul piano pratico, vuote e inutili.

Infine vorrei fare una precisazione: stasera il sottoscritto (con tanti altri “ectoplasmi” col fazzolettino verde) sarà in piazza a manifestare in difesa di Elena e della comunità di Montichiari. A questo punto viene da chiedersi se il signor Oneto ci onorerà con la sua illustre presenza, sperando magari che l’appuntamento di questa sera a difesa del Sindaco Zanola riesca a vincere l’ardua concorrenza con il suo divano di casa.

*Consigliere regionale della Lombardia, Lega Nord

 

Non mi permetto di replicare in sostituzione di Gilberto Oneto, che in questo momento sta a qualche migliaio di chilometri di distanza dalla sua amata Padania: se lo riterrà, lo farà al suo rientro oppure quando avrà modo di leggere questa replica al suo articolo. Da parte mia mi limito a osservare in generale che gli interventi dell’amico Gilberto sono spesso critici e feroci per l’amarezza, più che giustificata, di vedere la Lega troppo spesso correre appresso e perdersi dietro questioni che nulla hanno a che vedere con la sua storia e la sua missione (ripeto, non mi riferisco al caso specifico, che non conosco nei dettagli). 

Mi permetta comunque, caro Rolfi, di fare riferimento a una sua frase, quando Lei afferma che i “cambiamenti, quelli veri, si fanno all’interno delle Istituzioni”, per osservare che anni e anni di presenza della Lega nelle Istituzioni non pare abbia prodotto grandi risultati. O mi sbaglio?

gianluca marchi

 

 

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16 Comments

  1. Comandante Otto says:

    Sig. Rolfi , dal tono e dai termini usati per la sua replica si capisce che lei è bene inserito all’ interno delle istituzioni. Di questo passo lei e i suoi colleghi di partito , cacciatori di poltrone , forse attaccati alla sedia ci rimarrete ancora fin che potete contare sui quattro voti dello zoccolo duro che avete preso in giro fin’ ora. Mi sono divertito di più a leggere i commenti , come mi sono divertito con i miei amici leghisti storici a portare la Lega ad essere il primo partito a Brescia nel ’92 ( 24,95 % ). L’ augurio che faccio ai cacciatori di poltrone è che vadano a Roma, che si tolgano dai piedi e non facciano più ritorno, i codardi non servono, sono solo utili al sistema , ai nostri nemici. Requiem.

  2. corrado says:

    Certo Rolfi, ” i cambiamenti, quelli veri, si fanno dall’interno delle Istituzioni”.
    Infatti la Lega dopo anni e anni di Governo a Roma, per il Nord non ha portato a casa nulla, niente, lo zero assoluto.
    E questi sono fatti, non pugnette da politico incravattato.
    Lei continui pure a combattere il sistema alleandosi con i piu’ biechi partiti centralisti e nazionalisti, continui pure a portare avanti la linea DemoCristiano-Maronita.
    A casa mia quelli come lei si chiamano COLLABORAZIONISTI.

  3. Riccardo Pozzi says:

    Caro Rolfi, il sistema si cambia dal di dentro? Vero. Sono venti anni che vi mandiamo nel sistema per rivoltarlo come un calzino, non per accomodarvisi. Per quello ci potevamo tenera la Dc, che a parole arginava il comunismo e nei fatti ci si accordava. Noi vi abbiamo messo lì per altro.

  4. AUVERNO says:

    Un vero democristiano.
    Nella forma (leggere le prime 15 righe)
    Nella sostanza (si parla di un sindaco perseguitato e ‘sto qui tira fuori il piano rifiuti regionale)
    Nell’ipocrisia interessata (“i cambiamenti si fanno all’interno delle istituzioni”)

    Almeno gli interventi del suo omologo bergamasco, Belotti, sono tanto strampalati da fare ridere. Qui è solo grigiore…

  5. Aquele Abraço says:

    Caro Fabio, forse hai perso di vista l’obiettivo vero, scritto al primo punto dello statuto leghista. Va bene abbandonare le pagliacciate bossiane degli elmi celtici e delle ampolle ed essere più efficienti anche nei labirinti burocratici del sistema, ma l’impressione che oggi date è di un rammollimento generale, quando invece a questa parvenza di maggiore serietà notarile si doveva aggiungere più cattiveria, durezza e coraggio nel denunciare e contrastare in piazza i soprusi italioti. La versione 2.0 della Lega ha bisogno urgentemente di un aggiornamento di questo tipo e scollarsi dalle poltrone romane o sarà sempre derisa e schernita dai veri indipendentisti duri e puri in versione basca.

  6. Sandro says:

    L’incazzatura maggiore è di sapere che questo maleducato, sì maleducato, è segretario provinciale a Brescia e consigliere regionale.
    Lei è la somma di due maleducati ed incapaci che abbiamo a Bergamo, l’ex segretario Invernizzi, purtroppo ora parlamentare, e del Pedretti ex consigliere regionale, guarda caso due pedine del disastroso Calderoli.
    A breve anche Invernizzi ex, lei con il suo garbato stile mi auguro sparisca presto dalla scena politica.
    Appena dimenticata la Rizzi perfortuna, arrivano ora questi impiegati di partito che sanno tanto di Fini o PdL.
    E’ riuscito a fare una pessima figura prendendo in mano carta e penna anzi tablet.
    Si vergogni a rispondere a G.Oneto in questo modo, che di autonomia ne diffonde il verbo prima ancora che lei nascesse, lei è anche irriconoscente.

  7. Paul Brembilla says:

    “i cambiamenti, quelli veri, si fanno dall’interno delle Istituzioni”
    sarò miope, ma da 30 anni fatico a vederli …

  8. Silvia says:

    Ecco perché Oneto non tiene più la sua rubrica settimanale su RPL da tempo. Siete peggio del KGB.

  9. Giovanni says:

    Sig.Rolfi non condivido e non ho gradito, nella forma e nella sostanza, la sua lettera di risposta a Oneto.
    Gilberto con i suoi scritti cerca di spronare e di richiamare ogni leghista a dare il meglio di se stesso per ottenere il raggiungimento dell’articolo 1 dello statuto della Lega.
    Mi dispiace che lei non abbia colto il significato, di questo articolo come tutti i suoi altri, io al posto suo farei tesoro di quanto scrive Oneto.
    Posso convenire che Oneto ha un linguaggio diretto e talvolta forte e schietto, ma ben venga in momenti come questi dove necessitiamo di chiarezza e passione per uscire dal pantano.
    Gilberto ha un pregio e un dono, riesce a parlare dritto al cuore degli autonomisti/indipendentisti, un cuore che batte forte ancora, ma forse non a tutti, ecco perché qualcuno o non sente o non capisce, o non gli interessa capire.
    Ecco spiegato perché la Lega non si trova in buona salute, ha messo da parte gli uomini che si muovevano di passione, con un forte credo delle proprie azioni.
    Oggi in Lega sono rimasti in pochi così, soppravvive l’apparato con i suoi funzionari, e la sua risposta ne è la dimostrazione.
    E di questo mi rammarico.

    • Federico Lanzalotta says:

      Rolfi, il travet della politica bresciana, si è offeso!
      Stasera a Montichiari non l’ho visto, ma forse perché io ero in fondo al corteo e lui di sicuro in testa!
      Lei Rolfi è, in sintesi, solo un manettaro leguleio come hanno dimostrato gli anni da vicesindaco di Brescia.
      Con la Lega autonomista non ha niente a che vedere.
      La Lega dovrebbe vergognarsi di averla tra le sue fila, ma ormai non si vergogna più perché anche gli altri sono come Lei.

  10. Giuseppe says:

    Caro il “nostro” Rolfi, che nella vita “di lavoro” fa il mediatore finanziario (troppi i mediatori di varia specificità nella Lega, per i miei gusti), c’è un dato incontrovertibile che a un esercente la Sua professione, fatta di tempismo e precisione, non può sfuggire: la povera sindachessa è agli arresti domiciliari per comportamenti, a Suo dire virtuosi (e vogliamo tutti crederlo e sperarlo) ma forse anche tecnicamente erronei, che hanno comunque la loro origine proprio nelle manchevolezze e inefficienze di coloro che siedono in Consiglio Regionale, ai posti di potere, come Lei stesso riconosce e come sottolineato da Gianluca. Non Le sembra di essere un po’ arrogantino, a esser gentili, in una situazione del genere, con una persona privata forse ingiustamente della libertà per aver cercato di fare – forse in modo non consono, anche perché non supportata da norme adeguate – l’interesse della sua comunità?.
    In ogni caso, mi creda, la lettera sembra redatta seguendo gli schemi dell’ormai ufficialmente scomparso P.C.I., aggiornati con muffoso stile aziendalista.
    Roba lontanissima dal sincero, onesto e grintoso sistema espressivo leghista di un tempo…

  11. Roby says:

    “Forse Oneto dimentica che i cambiamenti, quelli veri, si fanno dall’interno delle Istituzioni, promulgando leggi”

    Che linguaggio da democristiano.

    In 30 anni non avete ottenuto nulla, ne maggiore autonomia, ne federalismo, ne devolution, solo di diventare il 3% del corpo elettorale facendoci vergognare di avervi votato con porcate tipo il moro di Venezia tesoriere, il trota consigliere regionale e altre terronate.

    Ora pensate di fare qualcosa per il vicesindaco, qualcosa di eclatante o continuerete a lavorare dentro le istituzioni come democristiani qualsiasi?

  12. Giulio says:

    Rolfi, la sua risposta putroppo la trovo molto “d’apparato” e di costruzione debole.
    Lei è molto puntiglioso, si rechi con la stessa precisione e determinazione nella zona di Palosco, le suggerisco di “scavare” in quella zona, sulle orme di qualche suo collega di partito, di area bergamasca.
    Finite le ricerche, credo che il suo prossimo comunicato sarà un tantino diverso.
    Attendiamo notizie, coraggio!

  13. Gianfrancesco says:

    caro Rolfi tutto bene quello che fate nelle istituzioni, tutto bene la manifestazione, ma non si può negare che la vicenda sia passata un po’ sottotono e ciò da l’idea del cambiamento nella lega. Quando il mitico Cesarino Monti è stato destituito dal prefetto, apriti cielo, altro che una manifestazione e in quel caso la battaglia non la si è vinta solo nelle istituzioni, hanno fatto molta paura anche le migliaia di padani che sono andati a Lazzate!

    La domanda è: volete solo correggere le cose nelle istituzioni, oppure volete tornar a dar battaglia nelle piazze, tra la gente, nelle strade? Volete trasformare una vicenda amministrativa in una questione identitaria? Quant’è che la Lega non fa più queste cose? Perchè non le fa più?

    Ecco cosa vi rinfaccia Oneto e non te la prendere ma ha ragione da vendere.

    Infine non pensate sempre che le critiche siano dettate solo da livore politico e da rancore, se la Lega tornasse ad essere fieramente indipendentista il primo ad esserne contento sarebbe proprio Gilberto Oneto.

    Capisco che la critica non faccia mai piacere, ma se accettaste di più le critiche di indipendentisti di provata fede, magari sorvolando sul tono e cogliendo il contenuto, forse forse sarebbe un bene per voi, per la Lega e per tutti i padani, … anche senza il forse forse…

    • Aquele Abraço says:

      Forse hanno perso di vista l’obiettivo vero, scritto al primo punto dello statuto leghista. Va bene abbandonare le pagliacciate bossiane degli elmi celtici e delle ampolle ed essere più efficienti anche nei labirinti burocratici del sistema, ma l’impressione che danno è di un rammollimento generale, quando invece a questa parvenza di maggiore serietà notarile si doveva aggiungere più cattiveria, durezza e coraggio nel denunciare e contrastare in piazza i soprusi italioti. La versione 2.0 della Lega ha bisogno urgentemente di un aggiornamento di questo tipo e scollarsi dalle poltrone romane o sarà sempre derisa e schernita dai veri indipendentisti duri e puri in versione basca.

  14. Sebastiano says:

    Gianluca Marchi non si sbaglia

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