Caso Cancellieri, paradigma di un paese putrido

del DIRETTORE

L’Italia è proprio il paese dove si dà l’impressione che tutto cambi affinché nulla cambi. E affinché i cittadini allocchi – solo pecore da tosare e oche da spennare – vengano presi sempre per il naso, per non dire di peggio… Ne è l’ennesima riprova il caso della ministra Cancellieri, che salva il suo posto nel governo, nonostante abbia tenuto comportamenti sconvenienti, anche se non penalmente perseguibili. In qualsiasi altro Paese decente del mondo civile, un ministro di Giustizia che fosse incappato in un incidente del genere, sarebbe stato accomodato alla porta da suo stesso premier, anche se fosse stato palese che nessun vantaggio specifico era stato determinato per la signora Ligresti. Nella cloaca maxima stivalesca, invece, andiamo avanti da settimane in una discussione stucchevole, grazie al quale i padroni del vapore buttano in pasto al popolo bue parecchio fumo perché non si renda conto dell’inculata che gli sta confezionando su altri fronti, inchiappettata che quando sarà evidente, sarà anche troppo tardi per evitarla.

E si badi bene, la regia di tutta questa vicenda, così come quella del governo, sta nelle mani di un signore ultraottuagenario che solo qualche mese fa gli esponenti di quasi tutti i partiti hanno pregato in ginocchio che accettasse l’incombenza di assumere un nuovo mandata da presidente della Repubblica.

L’Italia è un paese marcio, putrido, dove tutto rischia di crollare se solo si tocca una casella. Ma alla gente, complici anche i giornali e le tv, fanno credere che sia sulla strada della riabilitazione. E il segretario dell’unico partito almeno nominalmente indipendentista (sic!) che fa, anziché innalzare le barricate (che non ha più!)? Si propone di fare da ufficiale di collegamento fra Alfano e Berlusconi. Complimenti allo statista…

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8 Comments

  1. caro Direttore lei scrive
    “tutto rischia di crollare se solo si tocca una casella”
    magari fosse vero, invece si trovano sempre alacri muratori pronti ad aggiungere cemento per tenere in piedi il castello.
    Quel che è grave è che tanti muratori provengono dal nord.

    • Aquele Abraço says:

      Tecnicamente in questo caso i muratori si sono espressi sconsigliando di sostituire quel grosso (e grasso) mattone instabile perché l’operazione rischiava di far crollare l’intero Governo. D’altra parte, per fare che poi se i mattoni del mucchio son tutti riciclati e marci?

  2. Barbara Vr says:

    Un applauso al direttore!

  3. massimo says:

    è tutto vero ciò che dici, ma in un paese normale i magistrati non fanno pubblicare intercettazioni telefoniche per mettere in difficoltà chi non gli è gradito

  4. Albert Nextein says:

    Impuniti e senza scrupoli.
    Amici, amici degli amici, parenti degli amici , e parenti degli amici degli amici, etc, etc.
    Avanti con sotterfugi, accordi infami, porcherie di ogni genere, favoritismi di livello infimo, clientele anche canine, soprusi, abusi.
    Si va così, verso l’ inevitabile redde rationem.

    Per quanto riguarda la cancellieri, non mi piace, non me ne fido.
    Siamo ad un punto tale che un governo formato da 30 puttane raccolte dalla strada potrebbe fare meglio dell’attuale.

  5. lory says:

    che brutte facce !!!!!!!!!!!!!!!!!!

  6. Davvero, non ci sono parole per commentare. Ed il tutto si svolge tra parole di assoluzione o giustificazione, segno che eventi del genere sono così abituali che oramai non occorre neanche nasconderli.
    Fanno ribrezzo.

  7. renato says:

    Per cortesia, evitiamo lo stupore ! E’ sconveniente. Lo spirito italico ci ha offerto nefandezze già nel passato, anche recente. E soprattutto tra coloro che noi abbiamo elevato ad elezione per rappresentarci in parlamento.

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