Caro Salvini, la rinascita può partire solo da una seria riforma interna

di ELENA BIANCHINI BRAGLIA*

In qualità di portavoce dei Comitati Confederati per il rinnovamento della Lega Nord ritengo che l’intervento di Matteo Salvini meriti un nostro commento. Anzi, che lo renda necessario.

Le belle parole come al solito non mancano, e vengono certamente usate per presentare principi del tutto condivisibili. Condivisibili come lo sono i discorsi di qualunque politico, di qualunque partito, in un qualsiasi periodo preelettorale (o, in questo caso, precongressuale). Quando tutti sono generosi di promesse. I problemi di solito sorgono dopo. Quando giunge il momento di provare a mantenerle, quelle promesse. Quando a tutte le belle parole e ai bei principi dovrebbero far seguito i fatti. Fatti non dico belli, ma semplicemente concreti. Cosa che ben raramente accade.

Queste dichiarazioni di intenti rischiano solo di urtare o infastidire chi, non portando più i calzoni corti o le trecce lunghe, sa come vanno le cose al mondo. Soprattutto se queste dichiarazioni escono dalla bocca non di un politico novello, al quale, non essendo mai stato messo alla prova, si può concedere il beneficio del dubbio, ma da una persona che da sempre vive nella e della politica.

È opportuno essere molto chiari su un fatto: l’attuale situazione sociale, economica e culturale delle nostre terre e dei nostri popoli è tremendamente grave. Siamo sull’orlo del baratro. Ai politici in generale, e a quelli della Lega in particolare, non è più consentito fare solo promesse. Nessuno ci crede più. Ora sono necessari i fatti. Mancati all’appello per venti lunghi anni.

Un politico di professione non può pretendere di raccogliere consenso sulle promesse, sulle parole: il consenso dovrebbe scaturire naturalmente dalle sue azioni, da ciò che negli anni ha realizzato effettivamente per i propri cittadini e le proprie comunità. E qui purtroppo la dirigenza leghista non ha molto da vantare. Un esempio valga per tutti. Salvini parla (parole, parole, parole…) di una possibile collana editoriale padana. Chi scrive, ma anche chi legge, e tutto il vasto mondo degli indipendentisti e dei leghisti che credevano nella cultura – e che ora fanno riferimento a queste pagine – dalla Lega Nord è rimasto deluso ben prima degli scandali da quella abdicazione macroscopica a qualsiasi intento culturale. Di collane di libri padani ce n’erano, e la Lega Nord le ha ignorate, non le ha mai incoraggiate. Lo sanno bene i lettori dell’Indipendenza, lo sanno bene le tante associazioni culturali indipendentiste. Chi voleva fare cultura nella Lega è rimasto marginalizzato, e perfino nel 2011, nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il movimento non ha dato voce ufficiale a chi avrebbe saputo e potuto spiegare le ragioni storiche dell’indipendentismo. Si è messa una scrivania in piazza, e basta. A spiegarne i motivi, a scrivere, pubblicare, sono rimasti i soliti pochi, soli, senza alcun appoggio. Ora a sentirne parlare ci si sente presi in giro! Riprenderemo l’argomento, che peraltro è uno dei dieci punti del decalogo, perché è troppo importante per non essere approfondito.

Ad ogni modo nell’intervento di Salvini manca una parte a nostro avviso fondamentale: una riflessione sulla Lega Nord come struttura. Sulla sua organizzazione e sul suo funzionamento. Secondo lui la Lega Nord va bene così o necessita di un profondo rinnovamento? Non pensa che la Lega abbia perso la sua spinta perché ormai è diventata un immenso apparato dove prevalgono ben altri interessi rispetto a quelli – non dico ideali – ma anche semplicemente programmatici? Non pensa che via Bellerio sia diventata in tutto e per tutto simile a un esecrato ed esecrabile Ministero romano? Non vi albergano forse esclusivamente logiche burocratiche e di carriera spicciola?

Noi vogliamo sottoporre ai candidati – utilizzando queste pagine che ormai sono diventate un punto di riferimento per l’area che ancora crede nella liberta degli individui e dei popoli – il nostro decalogo. Dieci punti che, se seriamente applicati, potrebbero portare a un vero radicale rinnovamento della Lega Nord.

Attendiamo, quindi, i commenti dei cinque, nella convinzione che non potrà esserci alcun rilancio della Lega Nord senza passare attraverso una rivoluzione interna che finalmente allontani, o almeno marginalizzi, i cacciatori di poltrone. Poca fiducia nutriamo, tuttavia, nel commento proprio del Salvini. Siamo consapevoli di come questo tema possa essere l’autentico tallone d’Achille del probabile neosegretario ma al contempo sia l’unica strada che possa restituire il Movimento ai suoi legittimi padroni, ossia la base militante e i milioni di padani che pretendono – e hanno il diritto –  di essere rappresentati da un soggetto politico credibile e efficace.

Lontani da Roma, vicini al rilancio. Decalogo per una riforma del Movimento

  1. Organizzazione confederale del Movimento

 

  1. Il Segretario non va a Roma: incompatibilità della carica di Segretario Confederale con ruoli elettivi nelle istituzioni italiane

 

  1. Basta politici di professione! Limite di due mandati per gli eletti

 

  1. Azzeramento e verifica della militanza

 

  1. Progetto politico credibile e realizzabile

 

  1. Formazione culturale di iscritti e militanti

 

  1. Moralizzazione interna, trasparenza, vicinanza tra eletti e militanza

 

  1. Creazione di una rete di realtà collaterali al partito

 

  1. Obbligo di rendimento per gli amministratori locali

 

  1. Internazionalizzazione

 

È possibile trovare la spiegazione dei singoli punti sul sito www.comitaticonfederati.org o sulla pagina face book dei Comitati Confederati.

 

* portavoce dei Comitati Confederati

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6 Comments

  1. L'incensurato says:

    Noooooooooooooooooooooooooooooo! Ancora le “femin” belleriote! B-A-S-T-A.

  2. lombardi-cerri says:

    Gentile Professoressa,
    il suo ottimo programma è quello della vecchia Lega.
    Punto per punto.
    Purtroppo vanificato dai carrieristi con la benedizione convinta di Bossi.
    Lei e le sue colleghe siete brave, ma cavatevi dalla testa di riuscire a modificare la Lega dall’interno.
    Come per l’Italia solo una rivoluzione che la distrugga la potrà cambiare.

  3. Riccardo S. says:

    Colgo l’occasione per fare una riflessione off-topic relativa al punto “Basta politici di professione! Limite di due mandati per gli eletti”, idea comune a molti nuovi partiti e correnti che mi ha sempre lasciato molto perplesso.

    Io capisco e condivido l’obbiettivo finale che è quello di rinnovare periodicamente l’organico di partito sradicando la tradizione italiana del poltronismo.
    Però secondo me bisogna prendere in considerazione anche i contro di questa “regola”.

    Prima di tutto tale regola impedirebbe a personaggi validi e magari strategicamente importanti di ricandidarsi dopo 2 mandati.
    Sacrifichiamo così dei validi soldati? Facciamo una legge ad hoc per una elite?

    Secondo, chi copre una carica investe tempo e denaro in questa sua missione. E tale attività politica non dev’essere un hobby per pochi benestanti.
    Prendo un esempio pratico su me stesso per farvi capire meglio.
    Se io fossi impegnato politicamente dovrei sacrificare il lavoro o la famiglia. Tra le due cose ovviamente sacrificherei il lavoro.
    Senza lavoro non avrei i soldi per mantenermi e in più dopo 10 anni di attività dovrei rimettere in gioco la mia vita? Mi devo trovare un nuovo lavoro? Riparto da zero?

    Insomma mi sembra una normativa con molte lacune.

    • Mirko MUK says:

      Io la vedo così: hai fatto due mandati stipendiati? benissimo, dal giorno dopo puoi mettere la tua esperienza a disposizione del Movimento, insegnando ai giovani, magari diventando segretario di sezione o altro, magari tornando a fare il consigliere comunale di qualche piccola realtà.

      insomma la lega nacque come anti-cadreghe e anti-carrierismo. Io credo che una persona dopo 10 anni che mangia grazie alla politica possa tornare a fare quello che fanno tutti gli altri per vivere: cioè LAVORARE. non mi pare uno scandalo.

      anche perchè se no ci troviamo che le poltrone “migliori” sono sempre prenotate dagli stessi culi. Tu magari ti impegni e vali, ma a certi livelli non ci puoi arrivare perchè ci sono le BARONIE della seggiola.

      ti sembra roba da Lega Nord?

  4. giocondo says:

    Signora Braglia, faccia il piacere..

  5. Padanista sfinito says:

    Il nuovo progetto Ducario. Chi dirige i comitati confederati Giorgetti, Maroni, i soliti Insubri, i bergamaschi o altro?

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