Caro Renzi: dovevi rottamare l’Italia, un paese stravecchio

di GIANFRANCESCO RUGGERI

Premesso che il centro destra non riesce neppure a decidere se farle o meno, il Pd e il centro sinistra non escono bene dalle loro primarie, nonostante la forte affluenza di votanti e i sondaggi che li vedono in crescita: l’immagine è quella di partito vecchio e stantio.
Non è una questione d’età anagrafica, non mi riferisco al fatto che Bersani ha qualche anno in più di Renzi, né al fatto che sia in politica da molto tempo, penso alle idee e ai comportamenti che lo hanno portato a vincere.
Il Pd è vecchio come partito, basti ricordare che Renzi aveva dalla sua parte solo 1-2% dei segretari e degli onorevoli, quindi se solo l’1-2% non aveva paura di essere rottamato, vuol dire che l’apparato di partito è bello stantio, roba da preistoria.
È vecchio il modo di fare politica del Pd che ha vinto, Bersani ha mantenuto ferma la linea di sempre, “tutta la colpa è delle destre che ci hanno preceduto”, ha rievocato ad ogni occasione lo spettro del Berlusca e mentre Bersani dava la colpa agli altri e solo agli altri, ad uno in particolare, Renzi non l’ha neppure citato, l’ha dato per superato e ha fatto le sue proposte, giuste o sbagliate che fossero erano comunque proposte e non inutili attacchi. Se Bersani ritornerà all’attacco personale, alla politica fatta sulle barricate degli insulti, non farà altro che favorire un possibile ripensamento di Berlusconi, che più facilmente potrà tornare in campo per impedire che i “comunisti vadano al potere”.
È vecchio il modo di vedere le alleanze, Bersani è alleato con Vendola, non è dato sapere se vorrà intruppare anche Di Pietro, ma soprattutto non chiude la porta a Casini, che potrebbe portarsi in dote persino Fini e Montezemolo. È una storia già vista, è una storia vecchia come il cucco, sembra il governo Prodi II, allora c’era Mastella al posto di Casini e Bertinotti al posto di Vendola, sembravano i capponi di Renzo e ogni giorno avevano un valido motivo per litigare. Renzi invece è stato chiaro, ha detto che di Casini non ne voleva sapere, come dargli torto, e non certo per motivi ideologici. Forse Renzi ricorda come gli UDC hanno letteralmente sfinito e logorato i governi Berlusconi II e III, forse ricorda le mille bizze di Follini, i distinguo, i ma e i però, i tira e molla durati mesi e mesi, anni e anni, al cui confronto le rotture tra Bossi e Berlusconi prima e tra Fini e Berlusconi poi sono state rapidissime, quasi istantanee. Renzi aveva una vocazione maggioritaria, non voleva chiedere voti in conto terzi a Casini, ovvero non aveva timore delle sue idee, perché voleva presentare una sinistra credibile che potesse ritagliarsi nuovi spazi, invece Bersani ripropone ancora la vecchia sinistra che ligia alle sue vecchie e stantie idee sa di dover ricorrere per forza ad alleanze di vario tipo per vincere. Bersani rischia di infilarsi in un vicolo ceco come è successo a Prodi, una storia vecchia, la solita Italia.
Persino l’elettorato di sinistra è vecchio, mamma che vecchiume, inquadrati come soldatini e ideologizzati come pochi, sono tanto prevedibili che puoi farci ciecamente affidamento. Al primo turno Bersani ha preso il 44,9% e Vendola il 15,6%, sommati fanno il 60,5%: quanto ha preso Bersani al ballottaggio? Il 61,5%, guarda che caso, praticamente i suoi voti più quelli di Vendola, ciò vuol dire che i vendoliani sono andati compattamente a votare per Bersani, tutti, uno per uno, con precisione quasi matematica, giusto perché l’ha detto Vendola che si è sentito lusingato da qualche parola di sinistra detta da Bersani. Povero Renzi che invitava gli elettori di Vendola a ragionare con la loro testa senza seguire le logiche di partito, con vecchio stile sovietico non l’hanno ascoltato, da bravi tovarish hanno votato il simil – tovarish Bersani senza capire che così facendo si son dati al zappa sui piedi: dal loro punto di vista era molto meglio Renzi, piuttosto che un innaturale alleanza con Casini!
L’elettorato di sinistra che ha scelto Bersani è vecchio anche perché è contro ogni cambiamento, perché vuole lo status quo, il cosiddetto “usato sicuro” e lo si è visto chiaramente nel voto meridionale che ha premiato Bersani. Se al primo turno Renzi è andato male al sud, al secondo turno è stata una disfatta, in Calabria ha preso tanti voti, quanti sono stati i SI al referendum sulla devolution, il 25%, e non è un caso! Il rottamatore, colui che voleva portare una ventata d’aria nuova nella sinistra e più in generale nel paese si è trovato a scontrarsi, come molti altri prima di lui, contro la parte più conservativa del paese, il sud, quel mondo leggendario dove ci dicono che tutto vada malissimo e dove pure non si vuole e non si riesce mai cambiare nulla, come ben raccontava il principe Tomasi di Lampedusa ne’ Il Gattopardo. Ovviamente Bersani sarà pesantemente condizionato da questa forte componente meridionalista del voto che lo ha portato a vincere, sarà condizionato dalla parte politicamente del paese riluttante al cambiamento e non potrà che riproporre politiche antiche, da era glaciale e ciò non è un bene per noi padani: prepariamoci a pagare e subire, ancora.
Infine una nota sulla sconfitta: Renzi è stato innovatore persino nella sconfitta, ha detto che è tutta colpa sua, senza tanti giri di parole ha dichiarato di aver sbagliato di aver perso. È il primo politico italiano che abbia mai sentito dire candidamente “Ho perso, è colpa mia!”
Purtroppo però non è così, non è colpa di Renzi, è il paese a cui si è rivolto che è troppo vecchio, troppo stantio per stare al suo passo, il vero errore di Renzi sta nel non averlo capito: non doveva rottamare solo una classe dirigente da antiquariato, doveva rottamare l’Italia, il concetto stesso di Italia. Padania libera.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

10 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Vedo che Dalla Villa e Trunfio hanno già detto quel che c’era da dire.
    Aggiungo che a me Renzi piace per la sincerità che gli traspare anche se non lo voterei mai.
    Di tutto il baraccone mi fa pena Alfano. Berlusconi lo ha messo lì e lui lì sta in attesa di ordini, e se gli ordini non arrivano, tentenna e non prende alcuna decisione.
    Mi sembra Maroni che Bossi inviava a fare accordi che lui poi subito disfava facendolo passare per fesso.
    Di Maroni ne diceva un gran bene ed ugualmente Berlusconi di Alfano.

  2. lory says:

    l’Italia un paese stravecchio e marcio !

  3. Claudia says:

    C’è un unico aspetto positivo nella vittoria di Bersani : quando sarà eletto Presidente del Consiglio, darà l’ultima e definitiva spallata all’Italia,facendola precipitare nel burrone….e così finalmente il collage di popoli tenuti falsamente uniti in questa cosidetta nazione,riconquisteranno la propria Libertà !
    Questa sarà la vera luce in fondo al tunnel…

  4. Aquele Abraço says:

    La destra non voterà.
    Anche se Berlusconi si candidasse e vincesse non lo farebbero governare comunque, com’è già successo.
    La sinistra del triumvirato Napolitano-Corte Costituzionale-Bersani ha tutto il potere.
    Le primarie della sinistra sono state decisive e Renzi ha fallito, qualunque fosse stato il suo obiettivo.
    Averle fatte prima o dopo che senso avrebbero avuto le primarie della destra? Stabilire chi avrebbe dovuto soccombere ai poteri istituzionali dell’asse Presidente-CC?

  5. Albert Nextein says:

    Da osservatore esterno.
    Il pd ha trovato il cavallo vincente,renzi, e ha fatto di tutto per ostacolarlo.
    Bersani è l’ultimo comunista.
    Un vero e proprio ronzino.
    E così si va a perdere altro tempo.

    Non che a me renzi piacesse.
    Riconosco che non è un liberale,e mantiene l’impostazione statalista tipica dei sinistri.
    Ma sarebbe stato un bel colpo se avesse schienato il bersani.
    Per tutti gli italiani.
    E un colpo pessimo per i competitori di centrodestra.

  6. Gian says:

    leggo solo ora una odierna dichiarazione di Bersani a cui è stato chiesto un giudizio su una possibile ridiscesa in campo del Berlusca: “se sarà sfida, la faremo: NON VEDO L’ORA!”

    come volevasi dimostrare.

  7. Dan says:

    Hanno promesso una cadrega anche a lui e questi essendo ben consapevole di non essere così amato da venire rieletto di volata a sindaco (e poi diciamoci la verità, fare il sindaco è complicato, troppi rischi con la giustizia per pessima amministrazione, mafia e mazzette varie) ha già puntato un posto in parlamento.
    Per adesso si limiterà a rottamare un povero cristo che s’è fatto giusto in tempo il vitalizio, poi si vedrà, tanto i pirla che votano si trovano sempre e non sono neanche comprati col voto di scambio

  8. Luca says:

    Renzi era LEGGERMENTE meglio degli altri politici, e quindi ovviamente ha perso, visto che in politica in Italia a vincere è immancabilmente il peggiore. Con un elettorato sempre più irrazionale poi, tutto ciò risulta amplificato (basta vedere l’ascesa di Grillo). Prepariamoci perchè dalle prossime elezioni uscirà uno scenario a dir poco comico.

  9. Analisi impeccabile. La paura del cambiamento è una situazione mentale, da cui si può uscire solamente se lo si vuole. Probabilmente gli italiani non hanno ancora toccato il fondo e preferiscono uno status quo, anche se di pessima fattura, piuttosto che il rischio, anche perché rischiare è sinonimo si intelligenza, di sfida (vediamo se mi riesce anche questa…) Agli italiani manca la capacità e la voglia di rischiare, perché qualcuno li ha cotti a puntino, come la rana nell’acqua che da tiepida diventa sempre più calda, gradualmente, tanto che la rana non se ne accorge, si abitua alla situazione nuova, con una temperatura che a lungo andare la cuocerà suo malgrado.
    Altro discorso: la collaborazione invece della contrapposizione. Sempre la mente, per sua comodità, vuole vedere le cose: o bianche o nere. La mente fa molta fatica a comprendere che tra i due colori vi siano innumerevoli sfumature di grigio. Così, Renzi, il rottamatore, perde a vantaggio di Bersani, perché chi vota a sinistra si basa essenzialmente sulle contrapposizioni, sulle classi sociali, insomma su tutto ciò che oggi non ha più senso (forse non ne ha mai avuto, ma è comunque lecito sbagliare; non lo è ripetere l’errore). Io stesso sono la dimostrazione di quale sia il risultato delle contrapposizioni. A causa di una paralisi cerebrale infantile (avevo un anno ed oggi ne ho quasi 54), le mie gambe non mi hanno mai concesso la gioia di correre e saltare. Non le colpevolizzo, ma non posso negare che questa situazione mi abbia impedito diverse soddisfazioni. Ecco, l’Italia che non collabora per il bene comune è come una società handicappata. Farà sempre molta fatica, si sprecheranno sempre tante risorse per ottenere il risultato che altri hanno ottenuto, sprecando meno fatica e tempo!

    • Antonino Trunfio says:

      concordo Della Villa. Aggiungo : tutto come da copione !!
      Regia, testi, sceneggiatura e finale : già visti.
      Il cambiamento a coloro (nomenklature, boiardi, parassiti di ogni specie, portaborse e politici di ogni risma) che di “status quo” vivono e prosperano non ha mai interessato, anzi fa davvero paura.
      Renzi ha fatto il giullare di corte, per divertire il suo sire, che non è certo la gente italiana e i giovani che disillusi se ne impippano di lui e di quelli come lui, figurarsi dei dinosauri come la sbindi, la turka, la ventola, il pirlugi bersani, fra’ dalema e quell’altro losco figuro che sta sul colle proclamando everyday il suo sacro verbo alle masse beote e suicide.

Leave a Comment