Caro presidente, se è “un dovere salvare chi annega”, chi salva il lavoratore che annega nello Stato?

di ROBERTO BERNARDELLI

“Aiutare chi chiede aiuto o salvare chi sta annegando è un dovere elementare” e le politiche dell’immigrazione europee “dovrebbero essere omogenee”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla conferenza degli ambasciatori alla Farnesina. Bene, ma caro presidente, tutti i giorni ci sono anche lavoratori e imprese che sprofondano. Si muore in acqua ma anche in altri mari profondi, come quello del fisco, della crisi, di uno Stato che abbandona i propri cittadini. Giusto l’altro giorno abbiamo letto i dati sui nuovi suicidi: un picco che trova al Nord e in particolare nel Triveneto nuovi record. Era un dovere salvare anche loro, presidente. Sono stati lasciati annegare nel mare della burocrazia, soli e senza speranza. Affogati nello Stato. Era un dovere correre. Invece a quanto pare è un dovere solo preoccuparsi dei disperati sui barconi.

Presidente Indipendenza Lombarda

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