Caro Matteo, dovevi brindare col prosecco veneto, non col mojto

Schermata 2019-08-22 alle 14.49.45di Stefania Piazzo e Luigi Negri – Aveva solennemente promesso che avrebbe tolto le sanzioni economiche alla Russia. Aveva solennemente preso l’impegno di far saltare l’Europa. Le sanzioni, con lui al governo, non sono state cancellate. In Europa abbiamo visto come è andata. I populisti sono arrivati almeno quinti e non hanno fatto numero per il ribaltone di Bruxelles. Aveva infatti solennemente garantito che avrebbe fatto vincere i populismi, usciti invece sconfitti e scornati dalle urne. Quel 30 e più per cento della Lega non è servito a nulla. Aveva promesso solennemente che si sarebbe isolato, e questa è l’unica promessa che ha saputo mantenere.

Matteo Salvini, per quanto sopravvalutato, utilmente invitato per anni in tv per la sua facile presa nell’audience, creatura politica in un certo senso anche di un giornalismo che bada alla riposta rancorosa e facile dell’ascolto più che alla cultura politica, da dopo il voto di maggio ne ha inanellate una dietro l’altra di castronerie politiche. La guerra alle ong, più agguerrita e mediatica rispetto alla lotta alla mafia e al lavoro nero, l’incalzare continuo sui temi del nazionalismo che ha visto la Lega mutare senza sosta, ha portato sì ad una crescita facile dei sondaggi, ma anche alla repentina sconfessione internazionale del giovane Matteo. Dalla viaggio negli Usa in poi, per arrivare all’amico, si fa per dire Putin, la valutazione dell’aspirante premier dai pieni poteri, è scesa al punto che è arrivato il guaio Metropol. Ma chi può immaginare che una politica estera ed economica così pasticciata, arruffata,  le promesse mancate, potessero dare piena fiducia allo zar ex capo del Kgb? Scaricare, parola d’ordine. E scaricato fu. Il resto lo ha fatto da solo.

Poteva non solo ammettere di essere stato “ingenuo”, ma avrebbe potuto dire: “Sapete che vi dico? Io torno al Nord. Tenetevi Roma, le sue poltrone. Io torno tra la mia gente”. Ma non solo non lo ha fatto. E’ rimasto “giù”, è sceso in piazza con la regina della Garbatella, di nuovo assieme a saluti romani e sciami tricolori. Al Nord avrebbe trovato spazio, ma ha preferito il fascino estinto dei nazionalismi.

In più, contesta un ribaltone. E’ il secondo, Matteo. Il primo lo hai fatto tu quando da terzo partito uscito dalle urne del 2018, hai preso i voti del centrodestra e li hai portati in dote al governo con i 5Stelle. Pensa alla faccia degli elettori di Forza Italia o di Fratelli d’Italia che votarono nei collegi i tuoi candidati, seduti poi a fianco dei no tav o dei “redditaioli” di cittadinanza.

Certo, un altro ribaltone è in atto, ma tutto sommato meno innaturale, tra il primo e il secondo partito per eletti in Parlamento. Quello che è curioso e che nessuno ha fatto ancora notare, è la presenza di Conte. Premier prima di una maggioranza, garante di un accordo, e ora di nuovo garante di un’altra maggioranza, completamente diversa. Conte, premier di due maggioranze profondamente diverse. Ma anche questo è il frutto di una estate vissuta pericolosamente dal giovane Matteo. Avrebbe dovuto brindare col prosecco del Veneto, e ricordarsi di più da dove arriva e soprattutto dove avrebbe dovuto tornare dopo la scornata internazionale senza precedenti. Il Nord, siamo convinti, una seconda possibilità gliel’avrebbe data. Ma invece niente, caduto da imperatore, non lascia la sua Capitale.

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2 Comments

  1. Paul says:

    le manie di grandezza sono il cancro della politica… alla lunga generano guerre esterne e disastri interni
    oltretutto Matteo Salvini (che straparla di coerenza ogni santo giorno) non ha MAI chiarito (ufficialmente) che fine ha fatto l’art.1 dello statuto di un partito di cui sarebbe il Segretario e nemmeno i “rapporti di forza” con il movimento “noi con Salvini”
    … o forse ha capito che con gli itagliani è tutto inutile, bastano i like sui social e le sceneggiate in TV

  2. giancarlo RODEGHER says:

    Sta facendo la stessa fine di Berlusconi.
    Berlusconi con le donne, Lui con il Papete. Non ha capito ancora come ci si deve comportare quando si ha una carica istituzionale.
    Peccato perché adesso che è fuori…..incominceranno a colpirlo con certi magistrati…….
    Vai a capire perché quelli del Nord perdono la testa solo perché gli sembra di essere diventati l’ago della bilancia, mentre sono solo degli ingenui incapaci di gestirsi il potere che gli elettori gli concedono.
    WSM

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