Caro Grillo, il voto non si toglie agli anziani: lo si vieta agli ignoranti

zoccolo dei saperi

di Stefania Piazzo – Già  gli anziani hanno una pensione da fame, non hanno diritto ad una sanità civile, ci mancherebbe anche che siccome non producono più gli si tolga pure il diritto di voto! L’eresia di Beppe Grillo ci consente di tornare così su un tema cruciale per la libertà. Più  volte su questo quotidiano abbiamo scritto che il vero bipolarismo non è sancito da una legge elettorale. Né da chi contrappone Nord contro Sud, o destra contro sinistra. E’ un tema caro all’amico Luigi Negri, appassionato di epistocrazia. La potemmo ribattezzare per “semplificare”,  la democrazia della conoscenza o, per essere ancora più chiari, il diritto di voto subordinato alla conoscenza. Immaginatevi cosa potrebbe accadere…

Il tema è reale: il problema delle masse che la scuola ha smesso di scolarizzare, l’analfabetismo di ritorno, la società della paura e dell’impunità che indebolisce il sistema delle garanzie e del diritto, hanno accorciato le distanze tra il voto inconsapevole, di facile manipolazione attraverso la pervasività dei nuovi pseudomedia, e il consenso ad una classe politica mediocre, priva di competenze, eletta da una base elettorale sempre più povera di conoscenza. Stupidi  che eleggono stupidi. E’ una battaglia da prima linea, quella dell’epistocrazia.  Perché riaccende il dibattito sulla formazione scolastica, sulla consapevolezza dei cittadini, sulla comprensione quindi delle cose.

Oggi tutti i partiti sono diventati populisti. Si va dagli originali alle imitazioni. L’esempio viene dal taglio dei parlamentari, tema che ha imbarcato tutti, ma proprio tutti…

Eppure nessuno dice nulla su quel 40% di elettori che non vota. Non è più un non voto di disagio, ma di chi, piuttosto, non si riconosce più in chi governa e in chi fa opposizione. Chi vota lo fa spesso per rabbia, per disperazione, per “mandare a casa” quelli che c’erano prima. Nelle ultime elezioni, il polso lo ha dato il centro di Milano, dove si è registrato il numero più alto di astensione, a differenza delle periferie, dove si spera nel messia.

Il governo dei più beceri sembra essere il rischio ricorrente. Nessuno osa scrivere che il ribaltone lo fece innanzitutto Salvini, andando a governare con i voti di chi non voleva stare con i 5Stelle. L’altro ribaltone lo ha fatto il premier Conte, presidente di due diverse maggioranze come nulla fosse e che parla, lui che non è neppure stato eletto, di cambio della legge elettorale come fosse competenza del governo piuttosto che del parlamento. Appunto, il Parlamento, esautorato dalla piattaforma Rousseau, così come dal taglio dei parlamentari, che non risolve il problema della competenza e della conoscenza. Ma noi ci faremmo operare per alzata di mano?!

Certo, già viviamo in una democrazia limitata, e prova ne siano i listini bloccati scelti dalle segreterie di partito. Oggi, tuttavia, nella selezione della classe politica, l’esperienza è una colpa, l’ignoranza un merito. Un po’ come nel lavoro.

La stessa giovane Greta, odiata dal sistema, che va più a indagare sulle sue origini che sulla sostanza di quanto dice, ha risposto a chi le chiedeva : “Ma Greta, cosa vai a dire alla conferenza sul clima?”: “Ascoltate gli scienziati”. Ascoltate la voce della conoscenza prima di decidere.

L’educazione civica è infine tornata di moda. Certo che è importante, basta sia ben fatta! E cito questa esperienza personale. Il primo esame che diedi all’università umanistica che frequentavo fu quello di Storia. In un impianto letterario filologico ci saremmo aspettati un classico corso di storia… Invece il docente ci disse: “Siccome siete ignoranti in cultura generale, e non sapete cosa sia la Costituzione, gli organi dello Stato, l’esame sarà su elementi di diritto costituzionale e amministrativo”. Fu faticoso, ma all’esame di Stato da giornalista, qualche anno dopo, mi bastò il ripasso delle dispense per andare sicura alla prova. La conoscenza! Questa straniera che è nemica anche dei media, che troppo semplificano e tutto parificano in un egualitarismo pericoloso, uno vale uno. Non è così. Per cui, davanti all’ultima uscita di Grillo che propone di togliere il voto agli anziani come fossero l’ultimo tassello rincoglionito della società in eterno riposo anticipato, io invece dico, come dice l’amico Luigi: il voto si toglie agli ignoranti. Politici compresi. Ma secondo voi, ad un test di ammissione di cultura generale finalizzata al voto, quanti passerebbero la soglia della sufficienza? Basta vedere le leggi, l’organizzazione dello Stato, la macchina pubblica come sono ben governate. E basta vedere chi si propone all’opposizione come alternativa.

Abbiamo messo in apertura uno stralcio di esame di stato da preside in Lombardia. “Lo zoccolo dei saperi comuni introduce assi culturali”. Abbiamo detto tutto. Si può rischiare anche diventare ministri, sapevatelo.

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