Caro giornalista, pensa e scrivi ma fallo in soffitta

di ANGELO VALENTINO – Umberto Bossi, la bellezza di… 17 anni fa, la raccontava così: aiutiamoli a casa loro.  Parla per tutti l’archivio dell’Adnkronos.

Eccolo….


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IMMIGRATI: BOSSI, AIUTIAMOLI MA A CASA LORO

SINISTRA DIFENDE CLANDESTINI A SCOPO ELETTORALE

Roma, 20 dic. (Adnkronos) – Gli immigrati vanno aiutati, ”ma a casa loro, e la Lega e’ l’unica che va in giro ad aiutare i poveri, a costruire scuole e asili nei paesi piu’ poveri. Gli altri sono dei chiacchieroni che non si vedono mai in giro”. Umberto Bossi, intervenendo in aula a Montecitorio sull’immigrazione rinnova le proprie accuse al centrosinistra e a parte della magistratura. ”Alcune procure si stanno mettendo in mezzo sostenendo ad esempio come i provvedimenti di fermo ed espulsione siano di loro stretta competenza, ma dietro l’intervento della magistratura c’e’ una regia politica: la sinistra teme per il suo futuro elettorale, per questo si agita e chiama a difesa dei clandestini anche la magistratura”, afferma tra l’altro il leader della Lega.

”Oggi -rileva tra l’altro Bossi- la sinistra ha svuotato questa legge. Un provvedimento che non e’ piu’, come noi avremmo voluto, un monito alla mafia di carne umana, un avvertimento per dire che non si passa piu’ dalla finestra per entrare in Italia, ma dalla porta principale che e’ nostra, del popolo che vuole una sola legalita’ e non due o tre come fa comodo alla sinistra”. ”E’ tutta da cambiare la politica dell’immigrazione rispetto a quella portata avanti oggi dalla sinistra. E lo faremo noi”, conclude Bossi.

(Fer/Pe/Adnkronos)

Un pronunciamento scomodo tanto che per anni questa opzione è stata “bannata” dalla politica, considerata fuori luogo e persino percecutoria. Ora il leader del Pd afferma gli stessi principi. Sulla questione persino un giornalista di alto rango come Luciano Ghelfi, giornalista mantovano, quirinalista del TG2, da sempre apprezzato per le proprie cronache equlibrate e argute, si è lasciato andare sui social così commentando: “Poi qualcuno dovrà chiedere scusa a #UmbertoBossi, qui una dichiarazione del 2000, criticatissima all’epoca”.
La questione sta proprio qui. La libertà d’informazione ha i suoi tempi e le sue liturgie. Possibilmente il gironalista o più in generale il cittadino non deve pensare o scrivere. E, se proprio proprio lo vuole fare, deve andare in soffitta, dove non distruba nessun politicamente corretto!
Non c’è altro da aggiungere, si rischia di essere accusati di lesa maestà. Ma viene da ricordare quel Pompeo Trogo che, ai tempi di Augusto, ardiva di scrivere contro l’impero. Augusto, a differenza di altri re, non lo dà in pasto ai leoni, sceglie un’altra strada, quella di fare in modo che nulla dei suoi resoconti vengano pubblicati. Silenzia cioè la voce del dissenso, di chi non la vede allo stesso modo. Che è un po’ quella tentazione contemporanea di lasciar dire, lasciar fare, purché chi non la pensa come chi comanda scriva e pensi in soffitta, nel chiuso di una stanza. Il processo di fare aprire gli occhi è temuto da sempre.
ghelfi
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One Comment

  1. Riccardo Pozzi says:

    Propongo l’istituzione della “Tassa per l’accoglienza” : il10-12 per cento dell’imponibile eccedente i 60/70.000 euro lordi all’anno.
    Gia’, ma chi lo propongo?

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