Caro Gilberto, la Lega e il percorso culturale della Macroregione padano-alpina

di STEFANO BRUNO GALLI

Caro Gilberto,

ci conosciamo da un quarto di secolo, dagli anni dell’avventura editoriale di Etnie, unica e autorevole voce nell’inverno delle autonomie e delle minoranze nell’età della Prima repubblica. Allora ero solo un giovane imberbe e tu un pochino più avanti di me. Ma tra noi due c’è sempre stato quel rapporto aperto, franco e chiaro, come si conviene a due padani veri; rapporto al quale faccio appello in questa sede – seguo e ti seguo sull’Indipendenza – per sviluppare alcune considerazioni in merito al tuo articolo Macroregione padano-alpina: il furbo Formigoni e il ruolo di Maroni.

La «lezioncina» di storia della macroregione padano-alpina (Zerbi, Fanti, Fondazione Agnelli, Miglio: mancava solo il mio amato Putnam) che ha fatto il Presidente Formigoni nel suo sito rispecchiava i contenuti e la struttura di un mio articolo – non citato – di qualche giorno fa, apparso sul Sussidiario. Le date lo certificano. Ovviamente il Presidente non è giunto alle mie medesime conclusioni rispetto alla situazione del presente. Basta andare a leggerlo, questo articolo, che comunque ha avuto un’ampia diffusione sui social network e numerose approvazioni (lo trovi QUI).

Studio e scrivo su questi temi da tempo, sia in sede scientifico-universitaria, sia in sede divulgativa. E regolarmente trovo da anni ospitalità sui mezzi di comunicazione ufficiali della Lega, che sono organi di partito: pubblico sulla Padania, intervengo e vengo intervistato da TelePadania e da RadioPadania Libera. Non sono stato estromesso, non sono dotato di «straordinarie doti di leccaculismo» (ma non penso ti riferissi a me) e non credo neppure di essere una «disciplinatissima nullità». Mi sono semplicemente ricavato il mio spazio, senza pestare i piedi o sgomitare, solo con il mio lavoro. È il mio stile. Non è quindi del tutto corretto quel che tu affermi a proposito dell’atteggiamento della Lega relativamente alla Padania, alla Macroregione del Nord e alla Questione settentrionale. Ti cito: «il Carroccio ha trattato il tema cruciale della Padania e della Macroregione delle comunità padano-alpine con la profondità della chiacchiera da bar, non l’ha rivestita di contenuti culturali o ideologici ma l’ha avviluppata di pirlate, di corse ciclistiche, concorsi di bellezza e di altre iniziative inutili e becere».

Stampati e raccolti, i miei articoli degli ultimi quattro-cinque anni compongono due voluminosi faldoni. E i temi dei miei interventi sono sempre i soliti, quelli legati alla «ragione sociale del Carroccio», come la definisci tu. Mettici poi le conferenze che ho tenuto nelle varie sezioni della Lega, i cicli di incontri che ho organizzato, i dibattiti ai quali ho partecipato. Basta andare a leggere la risoluzione finale del Parlamento del Nord di Vicenza del marzo 2008, nell’ambito del quale ho svolto – su incarico dell’attuale Segretario federale, Roberto Maroni, allora Presidente del PdN – il ruolo di coordinatore scientifico del Gruppo n. 1 sul Federalismo istituzionale. Oppure leggere la sbobinatura del mio intervento al Parlamento della Padania di qualche mese fa. Intendiamoci, sono d’accordo che la Lega avrebbe potuto spendere qualche euro in meno per organizzare Miss Padania o il Giro della Padania, per destinare le risorse a organizzare convegni e dibattiti, ricerche e pubblicazioni sulla Questione del Nord. Roberto Maroni – sono certo – lo farà.

E tuttavia, un conto è il piano culturale, altro è quello politico. Non confondere, caro Gilberto, i due piani. Che la Lega, dal punto di vista politico e istituzionale, abbia seguìto un altro percorso e che – come tutti i partiti – abbia qualche difficoltà nella selezione della classe politica, non vuol dire che abbia negato ai padanisti di buona volontà, e dotati dei necessari strumenti, di lavorare sul piano culturale per ricostruire e ribadire le ragioni di sempre. Che sono poi le giuste ragioni del Grande Nord. Certo, si sarebbe potuto dare maggior risalto a questo lavoro, invece di relegarlo in un angolino. Magari è stata poca cosa e la mia ti sembrerà una difesa d’ufficio. Però, te lo assicuro, in questo angolino la fiaccola del federalismo e del padanismo, di Zerbi e di Fanti, della Fondazione Agnelli e di Miglio – ma anche di Putnam – ardeva e scaldava i cuori. Basta parlare con qualche militante.
Con la stima di sempre.

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40 Comments

  1. Roberto says:

    fino a quando accetterete o meglio perseguirete, con insistenza e protervia peraltro, la “diversità”, più o meno presunta, agirete nei fatti contro il nord e voi non farete “aria fritta” ma fatti concreti che fanno solo la delizia di Roma, Napoli e Palermo, ciascuno per la propria quota. Occorre unità sia pure nella diversità (vera).
    La Lega è solo uno strumento, come tutti gli altri, anzi a ben vedere è forse il più capace.

  2. freddy says:

    Che scribacchino ridicolo:siamo stanchi di questi pseudointellettuali organici a via Bellerio, che lecchino il c**o al gerarca legaiolo di turno ma non pretendano di essere rispettati. Oneto invece avrà i suoi mille difetti ma rimane a modo suo coerente, nonostante lo scivolone della prefazione fatta scrivere a Maroni, dettata forse da volere dare un’ultima possibilità alla Lega (ampiamente delusa da chi ha cancellato Pontida e Venezia per sostituirle con gli stati generali del nord a cui parteciperà come ospite d’onore Passera).

  3. giannarcixo says:

    Caro Galli, come pensavo!
    Nessuno che ci spiega, tanto meno la Lega, come arrivare con percorso pacifico, demopcratico e legale alla padania.
    Tutte balle campate in aria e chi come lei e oneto parla ancora di padania se ne dovrebbe vergognare.
    Dentro alla vostra testa come pensate di arrivare alla padania o ad un vero federalismo?
    Sarete corresponsabili, e ben venga, del definitivo tracollo leghista, il pensiero indipendentista sarà allora libero di esprimere tutti i progetti che ci porteranno alla libertà in modo pacifico, democratico e legale, l’unico modo che il laborioso popolo Veneto può accettare.

    • Teresa says:

      la macroregione del nord non è un percorso pacifico, democratico e legale? la costruzione di un’alleanza tra tutti coloro che vogliono difendere gli interessi di questa regione nono è un percorso pacifico, democratico e legale?
      le leggi italiane non consentono la secessione, consentono però alle forze sociali e politiche di coalizzarsi e di essere un interlocutore, territoriale, della Padania. se non è un progetto chiaro questo, signori, è meglio che torniate a sventolare bandierine come quei leghisti che tanto contestate (senza sapere per altro che fanno molto altro).

  4. migotto sandro marco says:

    tutto molto bello…come sottofondo metterei la musica della pubblicita’ di Mulino Bianco. il piano culturale, il piano politico etc… Sembrano le giustificazioni dei gerarchi nazisti a Norimberga a giustificazione dell’olocausto… Fortunatamente non si parla di quello. Si parla della commistione tra economia, politica, universita’ al fine di mantenere lo status quo. altro che questione del Nord. Che non esiste. Culturalmente avete fallito primo ancora che politicamente. Esiste la questione veneta, esiste una questione lombarda. e non sono assimilabili per storia, lingua, economia e Cultura. Mettere tutto nello stesso calderone e’ un errore marchiano. significa non comprendere le specificita’ di un Popolo, quello Veneto piuttosto che un altro. Come ebbe a dire uno dei pochi (a mio avviso) intellettuali onesti, ovvero Indro Montanelli, la Serenissima Repubblica nulla ebbe ed ha mai avuto a che fare con il resto d’Italia, se non occupare porzioni di terre necessarie alla sua difesa. Ridicolo poi che il Professore in quetsione, giustifichi il percorso politico della Lega Nord per la mancata capacita’ di esprimere persone di livello. Questa e’ una responsabilita’ politica caro signore, come Lei e’ responsabile Politicamente (e non culturalmente) di aver avvalorato tesi quali la padanita’ del Nord. In Veneto diffidiamo, forti del tentato genocidio sul Vajont dei Dottori Universitari che spesso hanno avvalorato “culturalmente” scelte politiche nefaste, fatte contro la gente che ha eletto i medesimi politici. Lei caro Signore e’ colpevole. E’ probabile che a Bossi, quando morira’ venga fatto un bel monumento in Piazza Navona, quale artefice massimo negli ultimi venti anni dell’unita’ d’italia. Sono certo che ai piedi di questa statua, una targhetta con il suo nome ci sara’.

  5. elisa uberti says:

    ….in questo angolino la fiaccola… del padanismo…. scaldava i cuori. sembra un secolo fa, ma non c’era l’indipendenza da clickkare la sera!!! e nello squallore del “leghismo” bresciano (gli stessi ahimè che ora agitano le scope) sentire in qualche sperduto cenacolo, le lezioni del prof. galli, forse ci ha fatto sentire meno soli. grazie.

  6. Salice triestino says:

    Egregio Galli, ha ragione Oneto, lasci perdere la Lega, ormai è diventata una specie di buco nero che lo Stato usa per farci cadere dentro gli autonomisti, indipendentisti ed altri, lasciando che a governarla siano i rozzi, razzisti, nazionalisti, irredentisti, insomma niente su cui costruire qualcosa di serio.

  7. liugi says:

    Il signor Galli, come Oneto, è una persona molto colta.
    La Lega doveva mandare avanti gente come loro invece di personaggi che ricalcano lo stereotipo del leghista rozzo e ignorante. Non parliamo poi delle “sparate” infelici dei leghisti di qualsiasi ordine e grado, che non perdono occasione di fare figuracce in qualsiasi contesto pubblico. Se ogni dibattito organizzato da Galli dà un punto alla causa autonomista, basta una sparata infelice di un assessore dell’ultimo paese della Valle Brembana per toglierne dieci.
    E dire che le certezze fasciste su cui si basa lo Stato italiano sono talmente labili che, piazzando le persone competenti nei posti giusti e tappando la bocca agli stupidi, si sarebbe potuta demolire in pochissimo tempo la resistenza al cambiamento. Peccato che si è fatto il contrario, ed ora ci troviamo circondati da un esercito di nazionalisti di sinistra: la peggior “razza” politica che si possa immaginare.

    • Franco Angeli says:

      Concordo pienamente. Peccato che ora forse e’ troppo tardi. Per poter vincere una guerra servono eserciti e noi li abbiamo persi per strada giocandoci la credibilità di un grande disegno. Quante brave persone hanno creduto nella Lega (anche in presenza di qualche-tanti rozzi e ignoranti)! Cosa resta ora di quell’esercito? Poco,purtroppo. Ricominciare da capo sara’ possibile? Temo di no. Resteranno le sagre di Paese? Forse si. Tanto folclore per nulla? Auguri a tutti coloro che resteranno in buona fede!

      • Teresa says:

        forse non è chiaro che le feste di paese servono alle sezioni – oltre che a dare visibilità al progetto di padania con le bandiere,i gadgets, i libri e tutto il resto – a sostenere l’attività politica economicamente, come per tutte le altre associazioni che fanno queste feste. e chi critica la lega per queste feste è evidente che non solo non ha mai lottato per la propria libertà CONCRETAMENTE (e non solo a parole nei blog), ma non ha mai nemmeno attivamente preso parte alla vita civile, a quella società di associazioni che contraddistingue inequivocabilmente i popoli padani da quelli italici. va bene, va di moda criticare la lega, complimenti continuate così. tutte le critiche sono sempre stimolo a fare meglio, però un po di senso pratico e di senso delle cose da parte di chi critica, renderebbero almeno più autorevoli eventuali (e comunque per ora non contemplati) SUGGERIMENTI.

  8. Franco Angeli says:

    Patetici tutti. La Lega ha perso solo occasioni. A partire dal suo capo, che dopo aver scopiazzato ideologie dal povero Salvadori, non ha saputo dare contenuti veri. Alla fine il gioco si e’ scoperto e si sono tutti svegliati da un letargo durato ormai vent’anni. Di dirigenti veri il “partito” non ne ha più . Mister Calderoli si dichiara “finalmente libero” dopo che qualcuno ha scoperto che il suo scherzo della maglietta sarebbe costato circa 900.000 euro alla comunità. Ah,si. Erano soldi romani, anche quelli! 8 poliziotti di scorta alla sua villa,anche quando era assente! Vergogna, vergogna. A chi dovremmo credere ora? A qualche intellettuale che sembra delirare attorno a parole d’ordine vecchie di vent’anni? Io mi sono stancato. Son troppo poche le facce pulite. Rifondiamo tutto e basta!

    • Luciano Vogheri says:

      Ha chi devi credere? Credi al Trota.
      Lui ha risolto, sta tirando su la sua bella azienda agricola investendo i milioni di euro che il padre e la madre hanno rubato in 30 anni di politica, oltre ai soldi presi con il suo stipendo da 12 mila euro netti al mese da consigliere che ha percepito fino a poco tempo fa + paghette varie….bella roba!!!!!

      Un altro su cui puntare? il salvini.
      Pochi giorni fa ha mandato a dire a Pisapia che se avrebbe tenuto i soldi dell’IMU a Milano, la Lega lo avrebbe sostenuto..
      Ma dove vive questa gente? sulla Luna?
      Quale demente penserebbe mai di poter tenere nelle casse Comunali la prima tranche dell’IMU, che tutti sanno essere la parte spettante alle casse dello stato? pensa si imbuonirsi i padani con ste solite menate? è proprio un povero scemo, lui e gli altri esseri inutilii di Zaia Borghezio e Maroni che hanno fatto anche il NO IMU DAY!!!!….loro però l’imu l’hanno pagata!!!

      Insomma, con questi giullari di corte non andiamo da nessuna parte. Se siamo messi in queste condizioni, se le fabbriche del Nord stan chiudendo tutte, bisogna dire grazie solo a questi parassiti che abbiamo votato per decenni.
      Mea culpa signori….dobbiam fare solo il mea culpa.

  9. Franco says:

    La Lega 2 è formata dagli stessi poltronari della Lega 1con qualche defezione (concordata?); per cui:
    a) non si puo pulire con la scopa sporca;
    b) è minestra riscaldata;
    c) pensiero e azione. Il solo pensiero non basta. E l’azione
    quando mai è stata fatta? Tutti ciltroni?
    Condivido l’opinione del Lucumone.

  10. Teresa Micheli UPA says:

    “E tuttavia, un conto è il piano culturale, altro è quello politico. Non confondere, caro Gilberto, i due piani. Che la Lega, dal punto di vista politico e istituzionale, abbia seguìto un altro percorso e che – come tutti i partiti – abbia qualche difficoltà nella selezione della classe politica, non vuol dire che abbia negato ai padanisti di buona volontà, e dotati dei necessari strumenti, di lavorare sul piano culturale per ricostruire e ribadire le ragioni di sempre. Che sono poi le giuste ragioni del Grande Nord.”

    Che bella barzelletta della collezione “cialtron-story”

    Basta Lega
    Basta Roma
    Basta tasse.

  11. Teresa says:

    complimenti a tutti coloro che si battono per trovare strade per l’indipendenza! per fornire le basi culturali al processo di autodeterminazione, per dare dignità accademica al progetto di Padania, per divulgare i principi del federalismo, gli ideali di libertà, le soluzioni per l’autonomia!

    permettetemi una manciata di sdegno per chi non fa altro che criticare, e non gli va bene mai niente.
    se si fanno i gazebi dicono che siamo militonti che non leggono i libri, se si fa miss padania dicono che buttiamo i soldi per le ca..ate, se lavoriamo per racimolare qualche soldo con patatine e salamelle dicono che perdiamo tempo, se facciamo cultura dicono che dovremmo lavorare di più, se cerchiamo soluzioni democratiche per l’indipendenza dicono che bisogna prendere i fucili, se inneggiamo alla lotta dicono che siamo dei pazzi….
    ok ragazzi, NOI LEGHISTI PERÒ INTANTO CI SIAMO! on siamo certo noi i chiacchieroni.

    Bravo prof. Galli, la cultura non è MAI una chiacchiera. complimenti bello scambio con Oneto.

    • donferrante says:

      Ci siete, ci siete!
      Ma non capite che chi vi sfotte ed insulta oggi e chi se ne è andato o è stato espulso dalla Lega? Non capite il vomito e la vergogna che assale chi ha per anni lavorato col paraocchi per permettere ad una banda di furbacchioni di sbarcare il lunario e di fare la bella vita ?
      Non capite il disprezzo e l’odio verso chi per un quarto di secolo si è prostrato al Capo, servendolo ed assecondandone le bizze demenziali, ma recentemente, per sporca convenienza, lo ha umiliato e bastonato ?
      Non ti vergogni di stare a reggere la coda a chi ha succhiato il latte romano…ed il latte padano, con la più grande spudoratezza dei levantini ?

      Questi sono i fatti: vergognatevi !!!

      • Teresa says:

        chi mette in un sacco solo ideali, militanti e classe politica non ha mai conosciuto la lega nemmeno da lontano. quindi si tenga pure il suo odio profondo e la rabbia contro la lega, sappia però che sta prendendo a calci qualcosa che esiste solo nella sua fantasia, attribuendo poi soprattutto ai militanti colpe e comportamenti che non hanno mai avuto. non ci vergognamo, no. aspettiamo invece il suo aiuto se le interessa davvero fare qualcosa di utile alla Padania.

    • Stefania says:

      se io fossi una leghista che ha votato quegli esseri senza spina dorsale per 20 anni, bhè, mi VERGOGNEREI da quì all’eternità.

  12. valter bay says:

    interessanti dibattiti sulal consistenza organolettica dell’ARIA FRITTA…complimenti sia ad Oneto sia a Galli…da sempre grandi intellettuali ed ispiratori della Lega Perditempo….
    continuate a dibattere (senza nemmeno sapere quali siano i confini geografici della inesistente Padania)…sui vostri dibattiti la Mafia Romanizzata e colonialista ingrassa se stessa e le sue future generazioni….alla faccia nostra che facciamo salotti e discorsi da bar….

    Durante l’ultima guerra sbarcò in Sicilia anche un certo generale Charles Poletti che parlava…parlava…parlava….
    E i siciliani coniarono un detto:

    “Charles Poletti!!!!…meno chiacchiere e più spagehtti!!”

    Con questo tipo di dibattiti “polettiani” mi sento un pò siciliano anche io e suggerisco questo detto:
    “Oneto, Galli e Maroni!!!! meno chiacchiere e più munizioni…”!!!!
    baci baci baci

    • lorenzo says:

      aspettiamo dunque il suo illuminato contributo, “inesistente” signor Valter Bay…

      • valter bay says:

        spero che il mio illuminato contributo sia illuminante come le schioppettate dei fuochi d’artificio

        caro lorenzso! troppa lingua e poco incenszo!!!
        baci baci baci

    • Teresa says:

      giusto! freghiamocene della storia, della cultura, di tutto ciò che cerca di spiegare chi siamo! infondo si vive di cibo, sonno, sesso e lavoro. tutto il resto è ARIA FRITTA, andiamo tutti a zappare la terra!

      • donferrante says:

        Certo che la cultura dei dirigenti leghisti è proverbiale !
        Chiunque distinguesse il romanico dal gotico, la Croazia dalla Serbia, il caviale dalle “palline” delle capre era considerato un pericoloso intellettuale centralista nemico del popolo!
        Non parlate di cultura: nonostante l’opera indefessa dei vostri tanti luminari che ne trasudano e la predicano in tutti i borghi continentali, in una generazione siete passati dalle sceneggiate napoletane al melodramma “Cavalleria Rusticana” ed infatti hanno ammazzato compare Turiddu!
        Il futuro: “Un ballo in maschera” !

  13. giannarcixo says:

    Nel 92 aderivo alla Lega convinto come ero che le macroregioni proposte da Miglio potessoro dare un futuro.
    Nel 2002 davo le dimissionio da segretario comunale della Lega e da altri incarichi proprio perchè niente era più chiaro, se non la sola volontà di bossi & c. di entrare nella stanza dei bottoni.
    Mi spiego meglio: nessuno ha mai spiegato come arrivare alla “padania” , il percorso legale e democratico per giungere a tale risultato qual’ è?
    Non rispondermi che bisogna passare per roma, per il parlamento, perchè sappiamo che è tempo perso.
    Su questo la Lega è servita, siamo certi dopo il referendum devolution del 2006 che la maggioranza degli italiani e quindi la maggioranza del parlamento non intende addivenire a nessun cambiamento, dopo il 2006 siamo certi che la tragrande maggioranza degli italiani vuole continuare a mangiare sulle spalle del lombardo / veneto.
    Il risultato del referendum infatti ci dice inequivocabilmente che solo il Veneto e la Lombardia vogliono il cambiamento!
    Quindi niente roma e quindi come arrivare alla padania?

    • giuseppe says:

      Questo è parlar chiaro e la grave colpa della Lega è stata non pretendere, immediatamente a quello del 2006, un referendum per l’indipendenza del lombardo-veneto.
      Sarebbe poi stato bello vedere come Roma l’avrebbe impedito, col rischio di surriscaldare gli animi padani per non perdere la sua più florida provincia.
      L’essere stata la Lega pavida e di supporto al Cavaliere non ha giovato ai padani e le conseguenze si vedono e pagano oggi.

    • gigi ragagnin says:

      si dà troppa enfasi alla devoluzione seconda, quella bocciata dal referendum. era una porcata. si può sempre domandare a Oneto e a Pagliarini un commento su quella che è passata sotto il nome di “sdevoluscion” e che l’abbiano promossa per un pelo solo Lombardia e Veneto non ne migliora la qualità.

  14. Luca Morisi says:

    Risposta educata e ineccepibile del prof. Galli, concordo in pieno e sono felice che sia qui comparsa. Ho trovato l’articolo onetiano di ieri come sempre frizzante e sferzante, ma decisamente ingiusto (pensavo proprio all’opera di Galli), anche in considerazione degli sforzi che sta facendo Maroni, insieme alla nuova classe dirigente per ‘abbassare il ponte levatoio’ e passare da una Lega ideologica e incardinata al solo potere carismatico del ‘Capo’ ad un movimento ‘reticolare’ in grado di allargare il consenso a fasce nordiste ma non (ancora) a loro agio con il ‘padanismo’ e davvero guidare la riscossa del Nord, ché sempre quello è comunque il nodo cruciale.

    • eric says:

      Lega 2.0 = credibilità 0 !!!

      La Lega non è mai stata ideologica perché non ha mai definito il proprio obiettivo ! Gli statuti …son sempre stati pezzi di carta !
      Ha sostenuto tutto ed il contrario di tutto. così i voti arrivavano (ed in parte arriveranno ancora) e non é necessario ricordarsi ciò che si é detto solo qualche ora prima !
      Gli sforzi di Maroni? Pensiamo a quelli di Bossi, che deve mantenere la famiglia !
      Una Lega reticolare ? Ah, sì ! Per prendere i pesci che non abboccano !

      Forza Viadana !

  15. Il Lucumone says:

    Stefano Galli, omonimo del capogruppo leghista in Regione Lombardia, ci racconta, in sintesi, di non essere un leccaculo e di aver sostento la fiaccola del federalismo!

    Se l’avesse fatto dovunque, ma non dentro la Lega, potremmo dirgli: bravo!

    Il professore ha invece contribuito negli anni alla premeditata presa per i fondelli del popolo settentrionale !

    Mancetta al Doney, Pontida Fin, Credieuronord, Villaggio Skipper in Croazia, omaggi a Gheddafi e Milosevic, Mauro, Belsito, miserie di famiglia, Tanzania libera e l’innumerabile serie di manifestazioni demenziali, pagliacciate col dio Po, l’anno del samurai, il mafioso di Arcore, Miglio scorr…a nello spazio, i servizi segreti, i figli di nessuno, l’immondizia che scopa l’immondizia e tutti che restano sulle poltrone…….

    Dov’era l’illustrissimo accademico?
    Cosa faceva l’emerito pensatore?
    Approvava tacitamente ?
    Certo non disapprovava, perché non lo diceva e non lo scriveva: l’avevo sott’occhio per l’omonimia !

    Non si è ancora reso conto, il bardo di Padania, che l’escrementizio operare della Lega ha coinvolto inevitabilmente l’immagine dell’indipendenza e degli indipendentisti in qualsiasi accezione?

    Non parla con la gente “normale”, quella che non campa delle varie indennità pubbliche?

    Fuori la Mauro, Belsito e Bodega (Kooly Noody ensemble) la Lega 2.0, scopa in mano (!!!), è formata dalle stesse persone che, a tutti i livelli, l’hanno portata allo “splendore” attuale ! Come potrebbe cambiare ?

    Resti il Galli nel pollaio: chi ha le ali ma non sa volare, non può capire….!

  16. jimmie says:

    Sara’…. e personalmente voglio credere e credo che il Sig. Stefano Bruno Galli sia persona qualificatissima e al di sopra di ogni sospetto.
    Cio’ detto, a mio avviso, il problema non e’ se il problema delle macro o micro regioni sia o non sia stato arieggiato, vale a dire campato in aria dalla lega o chi per essa. O se il relativo ‘percorso culturale’ si sia fatto strada su radio padania o sul giornale ufficiale della lega.
    La lega e’ squalificata. C’e’ la netta impressione che l’apparatkit leghista non sia stato che una mangiatoia. Apparatkit che, sia pure a denti stretti, ha sacrificato pochi capri espiatori, contando di illudere il pubblico sull’ ‘innocenza’ di chi e’ rimasto.
    Chi, per esempio, ha militato nella sezione della lega nord estero ha avuto ampie occasioni di osservare di persona la corruzione mentale, la vilta’ e il peggiore italianismo di certi cosiddetti dirigenti.
    Leggo nell’articolo, “…che la lega abbia qualche difficoltà nella selezione della classe politica…” (?!) Vale la medaglia d’oro per gli eufemismi.
    Gentile Stefano Bruno Galli, ci vuole ben altro che interviste in Telepadania sulla opportunita’ o meno delle macro o micro regioni per ripulire la lega dagli impostori. Se ha letto i molti commenti su questo Giornale, il partito (che altro non e’) ha spudoratamente preso per il sedere i militanti illudendosi di poterli gabbare sine die.
    Non una buona ricetta per prendere sul serio qualunque altro argomento.
    jimmie
    http://www.yourdailyshakespeare.com

  17. Giacomo says:

    Esilarante.

  18. lory says:

    uno stato è indipendente solo, quando ha una sua moneta una sua bandiera confini vigilati.il federalismo leghista, autonomismi vari , macro regioni ecc.sono solo cazzate ! lei Galli è per le cazzate!

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