Letta e Renzi: dite qualcosa di sinistra per i poveri

di ELSA FARINELLIricchi e poveri

E’ la scoperta dell’acqua calda ma va bene lo stesso. Lo dice anche la Caritas, d’altra parte un governo Letta che aumenta l’Iva e un governo Renzi che eroga 80 euro al mese a chi ha la busta paga, o è in disoccupazione, non sposta di un niente l’asticella dei redditi o della povertà. Infatti, dice la Caritas, se la politica economica messa in campo dal governo Letta è stata ‘neutra’ nei confronti delle famiglie condizione di povertà assoluta, ”qualche effetto, assai ridotto” lo ha avuto quella del governo Renzi e, in particolare, il bonus degli 80 euro. Più nel dettaglio, senza gli interventi dei governi Letta e Renzi la percentuale di famiglie italiane in povertà assoluta era del 6,09%, dopo gli interventi di Letta è passata al 6,11% e successivamente all’introduzione del bonus Renzi al 5,9%. La Caritas nello studio presentato dal titolo ”Il bilancio della crisi” ha messo a confronto le ripercussioni sulla poverta’ assoluta delle politiche economiche dei due ultimi esecutivi. ”I principali interventi del governo Letta – rilevano gli analisti – consistono nell’incremento della detrazione Irpef a favore dei lavoratori dipendenti (piu’ altre variazioni dell’imposta sul reddito di minore importanza), nell’aumento dell’aliquota ordinaria Iva dal 21% al 22% e nei cambiamenti nella tassazione degli immobili (in particolare la riduzione dell’Imu e l’introduzione della Tasi). Complessivamente – decreta lo studio della Caritas – la povertà assoluta rimane di fatto invariata dopo gli interventi di Letta: la sua politica economica non ha aiutato le famiglie in povertà ma non ne ha neppure peggiorato le condizioni”. Successivamente, ”il bonus di Renzi ha avuto un qualche effetto sulla povertà ma di portata assai ridotta”, si legge nel rapporto in cui la Caritas traccia ”il bilancio della crisi”. ”Come noto – prosegue il rapporto – è stata annunciata l’intenzione, a partire dal 2015, oltre che di mantenerlo per chi già lo riceve, di estenderlo anche agli incapienti, cioè coloro i quali non pagano le imposte perché hanno un reddito troppo basso, condizione sperimentata dalla maggior parte delle persone in povertà assoluta”.

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