Cari vescovi (romani), piantatela di imporci tutti i migranti: così ci portate all’autodistruzione

vescovidi ROBERTO BERNARDELLI – Prendeteveli tutti, incitano i vescovi romani attraverso il loro segretario, monsignor Nunzio Galantino. Caro monsignore, non sono tanto uno da sacrestia ma so cos’è il lavoro, la solidarietà, l’accoglienza. Non so cosa sia però la solidarietà per la Chiesa romana e le sue gerarchie, che invitano a prendere tutti i migranti che sbarcano. La solidarietà è un conto, l’autodistruzione, l’annichilimento, l’annullamento è un’altra cosa. Diventa un comportamento ossessivo compulsivo: accumulare. E’ una patologia che divora ciò che resta attorno.

Ha ragione persino uno come Alfano che replica:  non possiamo accogliere tutti. Certo, tranne poi fermare gli sbarchi. Dunque, è alleato della Chiesa, romana, romanissima. Ha ragione Matteo Salvini, quando replica a mons. Galantino: “E’ complice degli scafisti”. Vero, verissimo.

Monsignor Galantino non si è chiesto invece perché i vescovi polacchi ci tengono alla sovranità della Polonia? E idem compagnia cantando i vescovi ungheresi? E quelli croati? E quello austriaci? E quello sloveni? Avete sentito le conferenze episcopali dei paesi dell’Est incitare agli arrivi e all’accoglienza senza misura? Neanche per idea. Perché l’accoglienza deve essere misurata, proporzionata. Calibrata. Equilibrata.

Forse che la Chiesa, romana, ha una malattia che si chiama mondialismo? La carità è paziente, ma non stupida, caro monsignore.

 

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