Cari politici, anche voi come dice il Papa, ricordate che non siete eterni. Buon Natale da l’Indipendenza!

di BENEDETTA BAIOCCHI giudizio_universale

Papa Francesco parlando alle sue gerarchie, ha elencato una serie di mali ma soprattutto la distrazione: l’uomo, che sia cardinale, vescovo o parlamentare, governatore o sindaco, è sempre lo stesso. Dimenticano, tutti questi soggetti messi insieme, che non sono “immortali, immuni, e non fanno autocritica”.

Le malattie curiali sono le stesse patologie che affliggono i politici: vanità, vanagloria, mormorazione e pettegolezzi…. schizofrenia esistenziale… Attici e superattici! Il cardinal Bertone al pari di alcuni ex ministri? Ma senz’altro sì. Vista Parioli o Colosseo, non è accumulo di beni materiali? Non sono forse le stesse omissioni?

Sentirsi immortali è fondamentalmente ciò che li accomuna, caro papa, politici e curiali. Divinizzare i capi, sentirsi  “padroni e si sentono superiori a tutti”…. Prendete quelli che si fanno chiamare onorevoli… o i segretari di partito… o i presidenti di qualche ente per nomina e grazia ricevuta. “In molti casi delle persone vigliacche, che non avendo il coraggio di parlare direttamente, parlano dietro le spalle”. Ma è Montecitorio, è Palazzo Madama, sono i palazzi delle Regioni, santità!

Altro che bene comune, che promesse… “Il sudario – ha ribadito il Papa – non ha tasche e tutti i tesori terreni non riempiranno quel vuoto”.

E’ vero, in politica il tesoro dovrebbe essere la speranza, coltivare la verità, alimentare il cambiamento, assecondare la fame di giustizia. Invece, caro Papa, Curia o Palazzo, è solo profitto ed esibizionismo. La politica ha perso se stessa. Un giro, come lei suggerisce, ogni tanto in cimitero, per ricordare di cosa si è fatti e a cosa occorrerebbe aspirare, farebbe bene anche a quelli che tutti i giorni promettono di cambiare il Paese senza cambiare se stessi.

Da tutti noi de l’Indipendenza, buon Natale e buone feste a tutti i nostri lettori. Amici e nemici.

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3 Comments

  1. Giorgio da casteo says:

    Non sono un teologo. Sono solo un poveraccio che si sforza di capire la realta’ e trae le conclusioni che: si stava meglio quando si pensava di stare peggio. E’ stato per l’umanita’ un progresso la rivoluzione francese, il concilio vaticano II, il crollo del muro , una Ue allargata senza confini ne costituzione….. ?Perché meravigliarsi di Roma vaticana, capitale delle mafie, dove in primis contano le carriere delle caste, politiche,religiose,burocratiche ? Con poche eccezioni siamo tutti responsabili e non sono richiesti, ne utili,i sermoni del papa quando alle parole non segue la coerenza dei fatti (Bertone docet)
    Questo ebetismo diffuso sta esponendo gli italioti a rischi incalcolabili. E pensare che anche in Veneto, dei gonzi,ancora pensano che Renzi sia Il neo-Mose’ che ci salvera’ portandoci nella terra promessa !!! WSM

  2. Venetkens says:

    e invece Roma è immortale, eccome se lo è. cambiano le facce, i nomi, le sigle, i loghi e gli slogan, ma pur sempre di Roma si tratta, da 153 anni. Buon Natale a tutti.

  3. renato says:

    Parole sante, Benedetta. Ma il vero problema è che la gente comune, cioè la maggioranza, per poter valutare la gravità della situazione e giudicare dovrebbe prima pensare e ragionare. Cose che si rifiuta di fare, anche quando non deve prendere l’iniziativa ma solo considerare quanto le viene ricordato, proposto. E’ un insieme di ignavia ed incapacità di sottrarsi all’autolesionismo. La religione ed il clero non possono dirsi estranei a questo atteggiamento, nonostante i richiami di questo papa.

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