CARI MERIDIONALI, PERCHE’ AVETE LA BAVA ALLA BOCCA?

di MAURIZIO BLONDET

Tratto da www.effedieffe.com, 05 Novembre 2012
Si ringrazia l’autore per l’autorizzazione alla pubblicazione

Pongo la domanda, posatamente, ai miei lettori meridionali. Il tema della separazione fra Nord e Sud ha un serio fondamento sociale, economico e storico. Naturalmente, ci si può opporvisi. Mi aspetto che l’opposizione all’idea di separazione possa esprimersi in molti modi. Mi aspetto costernazione, dolore, o anche indignazione patriottica. Mi aspetto – anche se meno – argomenti come: no, dobbiamo stare uniti perché noi abbiamo scelto un comune destino con voi. Mi aspetterei, magari, anche qualche cosa come: no, perché ci sforzeremo di migliorare, siamo capaci di adottare costumi più civili, di non dipendere tanto economicamente dal Nord, che ci trasferisce ogni anno una cinquantina di miliardi. Mi aspetto anche opposizioni dure, ma argomentate.
Invece, perché arrivano insulti striduli, e ululati con la bava alla bocca? Perché la sola menzione della possibilità di secessione fra Nord e Sud – della parola fine messa a questo esperimento fallito, a cui siamo stati forzati – a certi miei lettori meridionali (spero non a tutti) fa perdere il lume della ragione, dire cose insensate da idrofobi? Con una voglia suprema di esprimere odio e veleno?

Mi riferisco a «contributi al dibattito» di questo genere:
«Direttore mi fa specie di sentire da Lei frasi del tipo il Nord era esente da corruzione… mentalità sudista Aho!!! La corruzione c’è pure qui in Germania. Che idiozia! che parole da minorati mentali!!!».
«Chi l’ha importata la corruzione in Germania, Svezia, Finlandia, Islanda, etc.? I Terroni? I napuletani???».
«I lumbardi col gozzo sono puri? Penati, Formigoni, son teroni??? Vergogna scemi!!».
Oppure questo:
«Direttore, La prego cortesemente di non contribuire elevando a Razza Eletta il Padano, nordico o come lo vuole chiamare. O vuole fare uno Stato del Nord come Israele? La razza pura?
Dovrebbe pensarci 1milione di volte prima di dire (mi perdoni) baggianate così».
O anche questo:
«Il vostro progresso è dovuto semplicemente al nostro regresso programmato… Che l’apoteosi del Nord la facciate voi, oggi, sa di ‘popolo eletto’ accanto al quale ben volentieri vi vediamo».

Non so se si rendono conto di quanto siano abietti e falsi e fuori portata questi loro interventi. Dovrebbero conoscermi abbastanza da sapere che mai ho voluto sostenere che «il Padano è razza eletta» o che i lombardi sono «puri»; a meno che non siano nuovi del sito, sapranno che mai ho risparmiato derisione ai motivi della Lega e ai suoi seguaci, da me definiti neo-neanderthaliani.
Però l’equivoco per cui ogni critica ai mali morali del Sud viene interpretata come «razzismo» è così costante, da permettere una sola, triste conclusione: che troppi meridionali non sentono la mentalità mafiosa come un difetto estraneo a sé, ma come una particolarità del loro corpo, qualcosa che riguarda la loro intima identità etnica, la loro natura antropologica; l’hanno cara, la coltivano. E rispondono gettando sull’altro un insulto che intende colpire la sua antropologia. È come se uno, incontrando un amico che si gratta furiosamente la testa, gli dicesse: «Guarda che hai i pidocchi», e si sentisse rispondere inviperito: «E tu allora? Hai il gozzo, tu e tutta la tua famiglia!». Oppure: «Ti credi di razza superiore alla mia?» O persino: «Anche gli svedesi hanno i pidocchi…». Cosa dovrà concluderne l’amico? Che per quello, i pidocchi non sono una imbarazzante affezione esterna da curare con apposite lozioni e shampoo, ma una parte di sé che gli è cara. Che i pidocchi non gli sono capitati, ma che se li è scelti. Che per lui non sono parassiti, ma animali domestici come i gatti e i cagnetti.
Tutto ciò è qualcosa di veramente strano, che dovrebbe preoccuparvi, amici meridionali. Dovreste guardarvi dentro e chiedervi perché questo argomento vi fa uscire di senno e profferire follie insensate.

Al primo lettore dico: nella mia vita sono stato inviato speciale, ho viaggiato molto e conosco i Paesi di cui parla. Posso dirglielo con cognizione di causa: no, in Germania, Finlandia, Svezia, Islanda «non» c’è la corruzione che esiste in Campania, Sicilia Calabria. Nulla di paragonabile nemmeno lontanamente alle tre regioni dove la criminalità organizzata impera e intride di sé il tessuto della società, dal basso all’alto fino alla politica e la magistratura. Da parte del lettore, il suo è un negare la specificità e la gravità della cancrena meridionale, equiparandola a una pretesa normalità media pan-europea. Significa che non vede la patologia gravissima, incomparabile, che rende il Sud impraticabile persino ai turisti e che fa fuggire tanti meridionali. Dunque, la malattia del Sud gli sembra normale. E come mai la «corrottissima» Svezia è un Paese avanzato, e la Campania no? Ma è inutile dare corda ai suoi argomenti. Anche il lettore sa che questo suo coinvolgere nella stessa corruzione Svezia e Sicilia, Islanda e Calabria, Finlandia e Campania, è disonesto e ridicolo; e lo ammetterebbe se avesse conservato il lume della ragione. Invece, la parola «separazione» gliel’ha fatto perdere. Perché?
Mi stupisce che l’idea di secessione renda idrofobi proprio quei meridionali che, nello stesso grido con cui ci insultano in quanto «padani» o «lombardi gozzuti», denunciano che il Meridione all’Italia è stato annesso a forza, occupato e saccheggiato – cosa verissima. E allora, perché non cogliere l’occasione di separare i propri destini da quelli dell’occupante tanto odiato? Non è desiderabile diventare finalmente padroni di sé, accettare la sfida di essere responsabili del proprio destino e delle proprie istituzioni, come già fu il Sud in passato, quando era il solo Stato unitario realmente esistente nella penisola, il Regno delle Due Sicilie? Invece no. Vogliono stare attaccati a questi settentrionali, per i quali non esprimono altro che odio e disprezzo.

Un lettore che apparentemente accetta l’idea di separarsi, pone condizioni così assurde e demenziali, da essere ovviamente irrealizzabili. Condite da minacce mafiose di usare la pistola, di fregare il borsellino «pieno di soldi» (supposizione ahimè errata), e da una serqua di insulti gratuiti fino alla follia:
«… A me va benissimo la secessione (ma sarebbe più onesto dire fuga col borsellino scippato pieno di soldi), separazione, amputazione o che dir si voglia. A patto che i civilissimi padani mettano civilissimamente mano alla saccoccia e restituiscano tutto quello che hanno fregato al Sud in un secolo e mezzo, prima che gli incivilissimi terroni mettano mano alla pistola a dimostrazione che una giustizia divina esiste, eccome. Si badi bene soprattutto a restituire la dignità, ed anche i 40 milioni di emigranti sparsi per il mondo, compresa quella palude padana che oggi si pavoneggia a Stato grande il doppio del Portogallo (all’atto dell’unità Milano era una squallida stazione militare austriaca di scarsi centomila abitanti, oggi è una metropoli di 5 milioni».
Inutile replicare, per l’ennesima volta, che il Nord trasferisce 50 miliardi l’anno al Sud da almeno vent’anni, e che cosa ha fatto il Meridione di questi miliardi, se non devastare il proprio paesaggio con spazzatura e casotti abusivi sulle ex-splendide spiagge, ed affondare sempre di più nella rumenta, nel dialetto, nella propria secessione morale non dal Nord, ma dal mondo civilizzato? Inutile, perché costui ha voglia solo di rispondere che Milano era una «palude», una «squallida guarnigione austriaca», prima di essere portata al progresso (dall’immigrazione meridionale?!). Una vera manifestazione di pazzia furiosa.
E di odio. Sì, perché nelle proteste di questi lettori meridionali affiora un enorme odio e disprezzo per i loro concittadini, a cui però vogliono restare uniti; non si vergognano di applicare ad essi tutti i più vieti pregiudizi razzisti, i più antiquati e datati, che alludono tutti a qualche difetto fisico, ad una presunta mediocrità intellettuale, e persino a particolarità geografiche: «Avete la nebbia»… Una lettrice calabrese, che abita al Nord, accusa i settentrionali di non avere altra cura che dei «quattrini e le fabbrichette con gli operai al nero», tanto che «preferiscono lasciare morire di fame e abbandonare nel deserto chi è stato, suo malgrado, compagno di viaggio fino ad ora». Ora, le fabbrichette al nero sono rare al Nord; in Lombardia, Piemonte e Veneto, l’evasione fiscale è minima, è esattamente come in Germania e Francia. Le statistiche dell’Agenzia delle Entrate sono lì a provarlo: il nero, il sommerso, è al Meridione. Evidentemente la lettrice non conosce la realtà in cui vive, la odia e la disprezza; ciò è molto triste.

Torna, nella furia di questi interlocutori, l’argomento: «Voi avete progredito solo togliendo risorse al Sud, il vostro progresso è avvenuto a spese del nostro regresso». È lo stesso “ragionamento” per cui certi cannibali del Pacifico, vedendo che nella loro isola atterravano durante la guerra aerei americani carichi di alimenti e materiali utili e desiderabili (i rifornimenti per la guerra contro i giapponesi), s’erano costruiti la seguente teoria: quei beni, gli dèi li avevano destinati a noi micronesiani; gli americani se ne appropriano deviandoli nei loro campi di atterraggio lisci e illuminati; costruiamo anche noi una pista, spianiamo una striscia di foresta e accendiamo i fuochi ai lati, così gli dei si accorgeranno dell’errore e ci manderanno quell’abbondanza.
Questa teoria è stata chiamata “cargo cult”, culto degli aerei da carico. Voglio proprio sperare – per il loro bene – che i nostri lettori meridionali rinuncino a questo tipo di argomento, e capiscano che il “cargo cult” è dettato da una bassa invidia, dal pensiero magico, dall’impotenza e dall’incomprensione profonda della complessità del mondo moderno, anzi una disperata estraneità ad esso.

Questa estraneità – unita a un odio incoercibile – ritrovo nella replica di tale “valter 22” Uno che ha lavorato ed abitato al Nord, e scrive:
«Ai miei colleghi gli ‘cadeva la penna’ (o la tastiera se vuole) alle ore 18:00. Per la gente del Sud come me (io sono di Roma ma ho origini del profondo Sud) non si andava a casa fino a quando tutto era perfetto (potevano essere anche la mattina seguente!!!). Però si lamentavano di me se non arrivavo alle ore 9:00. Strana gente questa del Nord. Ricordo che ero impressionato quando i miei colleghi di allora guardando il Big Boss dicevano ‘.. arriva il Paron..’ (o qualcosa di simile) dimostrando nel profondo la loro sudditanza (eppure il Paron non era che un contadino arricchito… nulla di più). Inoltre non capisco Lei che ci insegna i trucchi del mondialismo (la disintegrazione a piccole entità) quasi quasi urla alla secessione… Boh?!?! Ricordo ancora il veronese che chiamava il mantovano mangia nebbia (come se loro non ce l’avessero…). Quando la Padania nascerà vi dividerete da quelli che a pochi km di distanza hanno un ‘pochino’ di nebbia più di Voi?».
Sarà inutile, credo, fargli notare che proprio in Germania, in Francia e in Svezia alle 18 non c’è più nessuno negli uffici e nelle fabbriche, e che proprio quei Paesi sono più prosperi e produttivi e più civili di quel Meridione dove, secondo lui, «non si va a casa se non quando tutto è perfetto, e poteva essere anche il mattino seguente». Passare la notte al lavoro, se accade (e non mi pare avvenga spesso al Sud), è inutile; è solo effetto di incapacità di organizzarsi. Gli orari rispettati d’entrata e di uscita dal lavoro sono semplicemente organizzazione, comprensione della necessità di coordinarsi con i colleghi, attitudine al lavoro collettivo e metodico.
Stavo su la notte, dice il lettore, «Però si lamentavano di me se non arrivavo alle ore 9:00. Strana gente questa del Nord». Anzi, gente vile, stupida, poco furba, che è suddita del Paròn, in cui il meridionale furbo invece vede «un contadino arricchito e nulla più». Decine di migliaia di questi contadini arricchiti, nel Veneto, sono gli stessi che – pur con il macigno al collo di uno Stato inadempiente, oppressivo e persecutorio, e di un Sud a cui trasferire tanta della loro ricchezza prodotta – riescono ad aumentare le loro esportazioni in piena recessione mondiale, e a guadagnare quei 70 miliardi annui in valuta pregiata, grazie alla quale anche i campani, siculi e calabresi trovano il carburante da mettere nei serbatoi delle loro auto; in qualche modo gratis, perché Sicilia, Campania e Calabria invece non sono in grado di esportare nulla mentre importano quasi tutto, la loro bilancia è in pesante passivo permanente (strutturale). Ancorché notoriamente in quelle regioni «si lavori fino a notte fonda, a volte fino al mattino»… Io provo simpatia, gratitudine e solidarietà per quei Paròn, e per gli operai sgobboni che li ammirano, pur vedendo che sono contadini, che se avessero più cultura farebbero meglio all’Italia.
Caro “valter 22”, col suo intervento lei non fa che confermare l’assunto che intende contrastare: dopo 150 anni di unità, ancora la sua mentalità meridionale resta profondamente estranea ed ostile all’Italia unita, non sa e non vuole fondersi un poco con i concittadini settentrionali, non ne apprezza le virtù – che trova mediocrissime, dunque facili da imitare – e non le vuole adottare. Resta uno straniero, e se ne vanta pure. «Da voi c’è la nebbia… », dice, e non si vergogna di scriverlo.

Lo stesso lettore dice:
«È l’ambiente che crea le persone non la latitudine… Dr. Blondet!!! Bisognerebbe solamente togliere quei mafiosi ai posti di comando per far tornare a splendere il sud. Provate voi a combattere il mafioso con la ciarla quando lui ti ammazza prima te e poi la tua famiglia!».
Ha ragione, per una volta: non è la latitudine a fare i mafiosi, ma “l’ambiente”. Ma anche avendo ragione, sfiora il cuore del problema senza capirlo. Che cosa è infatti “l’ambiente” a cui il meridionale è soggetto? Un intellettuale siciliano che abita a Firenze, ha raccontato con dolore il seguente episodio:
Tornato ad Agrigento dopo anni per la morte di sua nonna, è dovuto andare in Comune per ottenere un certificato di morte. Allo sportello aveva davanti non più di due persone. Ma l’impiegato al di là, riconosciuto in lui un antico compagno di scuola, ha chiuso lo sportello in faccia agli altri in attesa e, aperta la porta dell’ufficio, ha fatto segni e ammiccamenti al narratore: l’ha fatto entrare in ufficio, e gli ho detto: «Che certificato ti serve? Te lo faccio io subito».
Che senso ha questa “estrema cortesia”? L’intellettuale siciliano stesso l’ha spiegata così: «L’impiegato comunale mi ha voluto dare come un favore quello che era un mio diritto; e mi ha voluto mostrare, e far pesare, la sua briciola di potere che possiede; e che gusto ha avere potere, se non se ne abusa?».
Ecco, questo è l’ambiente meridionale, il contesto che ben conosco. Anche a me, quando feci un’inchiesta sull’economia siciliana e andai per ottenere dati e cifre al Banco di Sicilia, il capo-ufficio stampa, che mi conosceva da meno di due ore, già mi offriva un mutuo col Banco a tassi di favore. Cortesia? No, esibizione di potere, sotto forma di capacità di abuso e arbitrio. Bontà, generosità? Nient’affatto: a parte che è “generosità” a spese d’altri, se avessi accettato quel “favore” (indubbiamente grosso), sarei poi stato “in debito” con lui e con loro, e dunque “obbligato”: obbligato a ricambiare quando lui e loro mi avessero chiesto un favore in contraccambio. Poteva essere la richiesta di un articolo falso e simpatizzante, poteva essere – come in un famoso film con Alberto Sordi – la richiesta di portare una valigetta a New York senza far domande; e se avessi rifiutato, sarei stato “un infame”. E si sa come la mafia tratta gli infami.
Questo è l’ambiente meridionale che forma gli esseri umani, e che mette i mafiosi ai posti di comando. È questa la cancrena che infetta la società intera, purtroppo. Sa perché rifiutai la ghiotta offerta fattami “in amicizia” dal dirigente del Banco di Sicilia? Perché sentivo di non volere, di non essere in grado, di “sdebitarmi” e contraccambiare. Perché non intendevo i mio mestiere, pur di qualche prestigio – inviato speciale in economia al Giornale di Montanelli – come un “potere”, bensì come una “funzione”, un servizio; e specificamente, non come un potere di cui potessi disporre a mio arbitrio, come appartenente a me solo; era del giornale il potere, e la mia lealtà mi legava a dire la verità ai miei lettori, al mio direttore.
Questa è la sola virtù lombarda che mi riconosco. Non credo affatto che i lombardi siano nel complesso migliori e superiori; apprezzo però il contesto, l’ambiente, e desidero che non venga ulteriormente infettato da mafiosità. Non voglio che un contesto di diritti diventi un contesto di “privilegi” e “favori”, e i doveri si tramutino in “obblighi” e “contraccambi”. Sono pronto a denunciare i difetti dei settentrionali: anche loro non sono capaci di autogoverno, e sono stati per secoli – dopo gli Sforza – sotto dominio straniero, prima spagnolo, e poi austriaco. Sono dunque imbelli. La loro virtù è la loro laboriosità e docilità, che sta nel contesto, ed è fragile.

Una lettrice crede di sfidarmi:
«Lei sa quanti milioni di meridionali, di stirpe e di spirito, vivono e lavorano oggi al Nord e contribuiscono alla sua ricchezza?».
Eccome lo so. Ho lavorato 40 anni a Milano, spesso a fianco di immigrati: perfettamente integrati, ossia inseriti volontariamente nel contesto, quel contesto dove i “diritti” non sono “privilegi e favori”, e i doveri non sono “obblighi” del genere siciliano. È la prova che il meridionale non ha alcuna inferiorità razziale; che ha tutte le qualità personali, anzi alcune di più, che bastano ad inserirsi in un contesto più civile. Il che è peggio, se vogliamo. Significa che la malattia del Sud non è genetica; che ha i pidocchi, e dai pidocchi ci si può liberare con apposite lozioni. Ma se volete tenervi i pidocchi, se li difendete, se amate tanto i pidocchi mafiosi come interni alla vostra natura, allora non c’è che da separarsi. Il Nord non è esente per natura dai pidocchi. Ciò che ha di buono non sono le qualità personali di questo e di quello, ma solo “l’ambiente”… E l’ambiente – siamo italiani, ossia imbelli – è fragile, aggredibile.
Come? Dite che voi i vostri pidocchi, ossia i mafiosi e i camorristi, non li amate? Protestate che vorreste liberarvene, solo che quelli sparano? Mah. Vi riporto questo intervento da un altro sito:
«Ho passato un soggiorno di 2-3 giorni ospite a Napoli da un’amica… dopo averle fatto notare che c’erano parcheggiatori abusivi che ti chiedevano soldi anche per parcheggiare in aree pubbliche (se non vuoi avere poi la macchina rigata), automobilisti che oltre a passare col rosso, una volta che si scontravano non si fermavano nemmeno a fare la constatazione, immondizia da Terzo Mondo entrando in città, etc.. etc. .. insomma le stavo per dire, la tua città è una m…, lei mi risponde stizzita “ma se tutto funzionasse non sarebbe Napoli…” ».
Ecco com’è. La bava alla bocca. Gli ululati di rabbia. La voglia di esprimere odio per i concittadini più a Nord, perché? Domandatevelo, amici.

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89 Comments

  1. Ecomostro says:

    Siamo arrivati a Palermo alle 11,50. Alle 12,30 ci siamo seduti a un bar per mangiare un panino. Alle 12,50 la titolare del bar, senza nessuna richiesta da parte nostra, ci stava spiegando come la mafia sia l’unica soluzione per avere una mano, un aiuto e anche altro.
    A casa di amici in provincia di Catanzaro (tutti laureati e ben posizionati) ci raccontavano come i capi bastone del luogo contribuiscano a mantenere un poco di ordine nella zona.
    A Napoli, mentre installavo un programma per il controllo della produzione, il capo ufficio mi ha chiesto come entrare nel sistema per taroccati i numeri. Ho risposto che anche taroccandoli qualcuno se ne sarebbe subito accorto. “Ma non ci serve taroccarlo sempre, solo quando gioca il Napoli o l’Italia. Poi recuperiamo”.
    Mi sono rotto i coglioni. Poi quando li metti davanti ai fatti allora ti chiamano razzista, ignorante, tirano fuori Lombroso, le ferrovie e i briganti portati da Garibaldi.

  2. Anonimo says:

    I meridionali sono una piaga!
    Sono Calabrese, e per quanto la mia terra (paesaggisticamente) possa piacermi e affascinarmi, e non di certo per lo scontato mare e le scontate campagne, ma per le colline, le montagne e la pioggia che imperversa spesso (vivo a Catanzaro), mi sono da sempre dovuto scontrare con la mentalità di questa gente di merda. Persone pigre ed inette, per nulla puntuali ed imbroglione, ignoranti e superficiali, bigotte e forbite di schemi mentali assurdi e per nulla convenzionali, insomma chi più ne ha, più ne metta. A questo bisogna integrare la disoccupazione che se altrove si cerca quantomeno di velarla, qui la si intensifica ed asalta con raccomandazioni continue riducendo l’intelligente ad una polpa e l’inetto/furbetto a grand’uomo, come si può pretendere di vivere bene. Non posso certamente vivere le mie giornate affascinato dal paesaggio, quindi me ne vado, sarebbe solo una guerra persa in partenza con questa gente che mi ha solo sfruttato da opprtunisti del cazzo quali non sono altro, demoralizzato e cercato ad ogni costo di fottere e affossare, come si usa dire, morte tua vita mia. CREPATE MERIDIONALI (soprattutto Siciliani, Calabresi e Campani) OFFESA E VERGOGNA DELL’ITALIA, DELLA SUA LINGUA, DEL SUO ONORE E DELLA SUA FACCIA!

    • Francesco says:

      La storia della mia vita. Ogni volta che torno in Puglia, tento di girarmela come posso, ma, come tu stesso hai scritto, non si può vivere di paesaggio.
      Al momento sono a casa, nel letto in cui ho passato infanzia e adolescenza. Stasera ero dinanzi la cattedrale della mia città, a bere del vino con un’amica, mi è arrivata una pallonata in faccia da un venticinquenne. Nessun tentativo di scuse, solo qualche turpiloquio in dialetto.
      Ebbene, sono qui da una settimana, in primavera si sa, gli ulivi sono sempre gli stessi, ma i ciliegi, accanto agli ulivi, fioriscono e rendono tutto più bello; si sa, la pigrizia dei miei, ormai ex, concittadini li porta ad evitare come la peste la raccolta differenziata porta a porta e a gettare qualsiasi cosa capiti loro a tiro nelle campagne.
      Non si vive di solo paesaggio, mi hanno tolto anche quello.
      Sono anni, ormai, che tento, ogni volta mi ritrovi nel Nord barese, di cercare qualcosa di buono, di godermi gli anziani e il loro vernacolo, di godermi la mozzarella, di godermi “l’olio di giù”, la murgia, i centri storici e le loro vie minuscole ma, puntualmente, lo schifo con cui mi trovo a convivere mi fa tirare un sospiro di sollievo al pensiero che di lì a qualche giorno sarò a Milano.
      Ecco, in vista del viaggio di domani, dopo una settimana passata a struggermi per le condizioni della mia bella terra, non sono mai stato così felice di tornare nella nebbia meneghina. Il Millennio è iniziato, il secolo prosegue, ma le situazioni che mi hanno portato a fuggire restano invariate. Quindi, oh popolino meridionale gretto, bigotto, mentalmente mafioso, alla prossima vacanza comandata, sarà una tortura tornare a trovarvi.

  3. Alessandro says:

    Allora, riassumendo, il meridionale è “congenitamente” afflitto da: mentalità mafiosa (quindi, organicamente mafioso e/o camorrista), incapace di comprendere la specificità della cancrena meridionale (per cui, “dotato” di scarsissima intelligenza), spesso pazzo furioso, simile ai cannibali del Pacifico (ergo, culturalmente primitivo), presume d’essere furbo (pertanto, è inconsapevolmente stupido, essendo inconsapevole: è un cretino solare !), facente parte di una cancrena che infetta la società intera (dunque, socialmente pericoloso, “infettivo” in prospettiva: in quanto massivo esportatore di corruzione e clientelismo, di cui parrebbe avere l’esclusività su scala planetaria !), invidioso, incapace d’integrarsi in un organizzazione metodicamente puntuale (perciò, fondamentalmente inconcludente), ed infine, la chicca, metaforicamente – ma non solo – pidocchioso.

    …in estrema sintesi, cosa concludere: il cane rabido che inveisce contro l’idrofobo !!!

    Inoltre, questo “illuminato” oscurantista cattolico (?) sostiene testualmente che:
    “… Però l’equivoco per cui ogni critica ai mali morali del Sud viene interpretata come «razzismo» è così costante, da permettere una sola, triste conclusione: che troppi meridionali non sentono la mentalità mafiosa come un difetto estraneo a sé, ma come una particolarità del loro corpo, qualcosa che riguarda la loro intima identità etnica, la loro natura antropologica; l’hanno cara, la coltivano. E rispondono gettando sull’altro un insulto che intende colpire la sua antropologia.”

    …che dire, la più classica delle petizioni di principio

    per la serie:

    NON SONO IO CHE SONO RAZZISTA !
    SIETE VOI CHE SIETE MERIDIONALI !

    Assolutamente, fantastico !

    e poi, ancora:
    “…. “valter 22”, col suo intervento lei non fa che confermare l’assunto che intende contrastare: dopo 150 anni di unità, ancora la sua mentalità meridionale resta profondamente estranea ed ostile all’Italia unita, non sa e non vuole fondersi un poco con i concittadini settentrionali, non ne apprezza le virtù – che trova mediocrissime, dunque facili da imitare – e non le vuole adottare. Resta uno straniero, e se ne vanta pure. «Da voi c’è la nebbia… », dice, e non si vergogna di scriverlo.”

    A – RI – STRA – PETIZIONE DI PRINCIPIO !!!! ( …..e non si vergogna di scriverla !)

    Più in particolare:

    “…la sua mentalità meridionale resta profondamente estranea ed ostile all’Italia unita, non sa e non vuole fondersi un poco con i concittadini settentrionali, non ne apprezza le virtù …”

    Non c’è che dire: COLONIALISMO ALLO STATO PURO !!!!! Evidentemente 150 anni non sono bastati a debellarlo !

    ….avrebbe anche potuto firmarsi: Massimo d’Azeglio, od anche Cesare Lombroso, non l’avrei considerato un testo apocrifo; ovviamente, Anno Domini: 1865, o giù di lì

    ……fantastico, assolutamente fantasmagorico

    Ciao a tutti, virtuosi nordisti ed idrofobi meridionali, nonché a tutti quelli che si ritengono semplicemente … degli uomini

    P.S. ho apprezzato, infine, l’afflato paternalistico conclusivo (bontà sua, dopo il bastone, la carota, o meglio il cetriolo): “….È la prova che il meridionale non ha alcuna inferiorità razziale; che ha tutte le qualità personali, anzi alcune di più, che bastano ad inserirsi in un contesto più civile. Il che è peggio…” ……dicevano a scuola: “E’ intelligente, ma non si applica !!!”, all’elenco difatti mancava il “fancazzista” finale !

  4. Marco says:

    Questo articolo è magnifico, perchè racchiude tutti i peccati che, già dal titolo, vengono attribuiti a questi dannati terroni. Il pezzo è una sorta di collage di pensieri sparsi e fallacie logiche, assemblati con foga (si nota dallo stile vagamente Joyceiano, una sorta di flusso di coscienza al sapore di polenta) da uno che pensa che il mondo sia governato dagli Illuminati.
    Potrei salire sul treno delle fallacie (vedo che è prediletta quella del Proof by Anecdote) e raccontare dei Veneti che devastarono la hall di un albergo di Madrid pur di non pagare, o della signora dalla chiara inflessione bresciana e della sua scenata mariomerolesca di fronte ad un povero cassiere di una celebre catena di caffetterie in Francia. Potrei raccontare questo ed averne ancora (i casi sopracitati sono solo un assaggio dagli ultimi mesi), e potrei raccontare come io, il furbo e nero terrone, ho dovuto in entrambi i casi scusarmi, con varianti di “sa, non tutti gli Italiani sono così”. Persino un terrone estremamente critico della Terronia rimane impietrito davanti agli scritti nordici, ai loro Media, ai loro proclami, ed alla scia di commenti dei popolo sovra-Po, che sempre seguono articoli del genere, e sono fonte infinita di risate.

    • ben says:

      Si grazie, anch’io ho conosciuto alcuni inglesi maleducati.. Se io fossi meridionale proverei un grande disagio nel sapere che il sud è la patria delle peggiori mafie del mondo e che sono la madre di tutti i problemi italiani. Invece non la menzionate mai e ci venite a dire che tutto è più bello giù… ma col cazzo che ci tornate (anche da pensionati).

  5. ben says:

    La peggiore forma di razzismo è la mafia che purtroppo i meridionali sono riusciti a portare in tutte le regioni del nord in questi ultimi 20 anni (grazie anche alla disgraziata lega nord).

    Che mascalzonata è stata l’unità d’Italia voluta da qualche ricco massone e non certo dal popolo come falsamento ci hanno insegnato a scuola..

  6. stakanov says:

    Populismo, stereotipia, affermazioni colloquiali, vecchie remore, pochi fatti tante parole… questo e tant altro è questo articolo, uno sproloquio da bar… “la bava alla bocca…”?… i meridionali?… solo tanta rabbia, per la spazzatura che avete fatto sotterrare tra il napoletano e casertano, per le navi contenenti rifiuti chimici affondate a largo delle coste calabre… per le tasse che noi paghiamo ( perché chi ha poco paga le tasse… solo chi ha tanto evade) che vengono spese per rafforzare i vostri quadri urbanistici…ecc..ecc..ecc.. e dopo tutto quando siete nostri ospiti siete sempre serviti e riveriti come se fosse di famiglia… perché noi valutiamo il singolo uomo che la vita ci porta a conoscere, di certo non lo valutiamo per l’accento o per la provenienza…

    Se è questo che pensi… non voglio sapere cosa insegni ai tuoi figli…

  7. Calogero says:

    Sono Siciliano, e sono fiero di esserlo per il semplice motivo che in risposta a tutti i presunti vizi della mia terra sottolineati da questo articolo “con la bava alla bocca” ci sono sempre stati moti popolari poderosi che sono stati capaci di rivoltare come un calzino la situazione e liberare la mia terra dalle oppressioni di turno. E’ sempre stato così….almeno fino all’unità d’italia. E basterebbe ricordare cosa è stato capace di fare il Popolo Siciliano durante i Vespri. Ma mica solo allora, perchè si potrebbe rievocare l’impresa di Euno e persino la resistenza di Siculi e Sicani ai tempi greci, cosa che pose i presupposti per favorire uno sviluppo della Sicilia Greca ben diverso e per nulla colonialista al contrario ad esempio della Magna Grecia del sud italia continentale. Eppure l’italiano medio continua a credere che la Sicilia fu parte della Magna Grecia….errore madornale! A tal proposito suggerisco la lettura del celebre discorso di Ermocrate di Siracusa al Congresso di Gela, in cui pronunciò le celeberrime parole “Noi non siamo nè Dori nè Ioni, ma Siculi”.
    E’ sempre stato così, lo scrisse persino Marx, la Sicilia è sempre stata radicalmente INDIPENDENTISTA, dai tempi di Polifemo financo ad epoche più recenti passando per i moti del 1820, per quelli del 1848, per l’antisavoiardismo e per il separatismo del secondo dopoguerra.
    Ed è sempre stata ribelle persino nelle questioni interne, basta vedere quanto radicale e coraggiosa fu la lotta dei contadini siciliani contro il latifondismo baronale negli anni ’50, evento che in termini pratici fu il primo vero e proprio movimento di massa contro l’arroganza e la logica mafiosa. Movimento che fu in ogni modo ostacolato dall’italia e da Roma che piuttosto che far applicare la legge contro il latifondo e difendere il diritto alla terra dei poveri contadini siciliani quotidianamente ammazzati dalla mafia, preferì schierarsi apertamente dalla parte dei baroni e dei mafiosi consolidando un già ben consolidato patto Stato-Mafia che sfociò nei terribili fatti stragisti di Portella della Ginestra. Ecco proprio alla luce dell’onnipresente collaborazionismo Stato-mafioso, mi sono sempre chiesto, ad esempio, se la Sicilia non fosse stata una “proprietà” italiana, se nel secondo dopoguerra fosse riuscita ad ottenere l’agognata indipendenza da questo fottutissimo e massonico stato italiota, davvero la mafia avrebbe avuto lo strapotere che dagli anni 50 ai 90 ha avuto? Davvero la Sicilia sarebbe rimasta inchiodata sotto ricatto terrorista all’immobilismo, alla paura ed al sottosviluppo? Davvero la naturale propensione delle masse siciliane alla rivolta popolare contro le ingiustizie non avrebbe trovato la soluzione? Probabilmente sì. E ripeto, ci sono i precedenti storici a dimostrarlo….
    Se lo Stato italiano ad esempio non avesse permesso l’uccisione di Falcone e Borsellino (che non solo erano Siciliani, ma crebbero in uno dei più malfamati e compromessi quartieri di Palermo) e delle altre centinaia di Siciliani morti ammazzati nella lotta contro il compromesso Stato-mafioso, chissà che posto sarebbe oggi la Sicilia…. sicuramente un posto di gran lunga migliore rispetto a quello che l’italia ha programmato e realizzato in questo secolo e mezzo d’unità!
    E chissà, forse quelle migliaia di giovani Siciliani che ogni anno sono costretti ad espatriare per un tozzo di pane, potrebbero avere la possibilità di rimanere nella loro terra e lavorare per contribuire generazione dopo generazione a renderla il piccolo paradiso che meriterebbe di essere.
    Fatta questa premessa, rispondo brevemente alla questione posta dall’articolo. Allora, lo studio delle mie radici e della storia della mia terra per forza di cose mi ha reso indipendentista ed anti-italiano. Ripeto, è quasi una questione antropologica, qualunque siciliano conosca la millenaria storia e le innumerevoli vicende che hanno segnato la storia della nostra isola non può che essere indipendentista. E’ nel nostro DNA!
    Ma non per questo ho “la bava alla bocca”. Personalmente non odio nessun popolo, nè del nord nè del sud. Anzi, costretto come sono a vivere al nord mi sono sforzato di studiare e conoscere la cultura e le tradizioni del nord ed ho finito persino per apprezzarle (fatta eccezione per le minchiate leghiste su Padania e compagnia bella). So quanto questi ultimi 150 anni siano costati al Sud ed alla Sicilia, ma non ne do certo la colpa agli attuali cittadini del nord, che vedo come normali esseri umani con i loro pregi ed i loro difetti, esattamente come me.
    Tutto questo per dire cosa?
    Che per quanto mi riguarda la divisione possiamo, anzi dovremmo farla SUBITO. Ma pacatamente, senza cadere in provocazioni inutili e presunte argomentazioni di merito da bar (o da cortile). E’ evidente che questa italia non abbia fatto e non stia facendo il bene di nessuno dei popoli italici, ma solo di alcuni gruppi di potere. E non sto a disquisire sulla distribuzione geografica di questi ultimi, perchè non ha poi così importanza e perchè fondamentalmente sono distribuiti sia al nord che al sud, e a tal proposito basta vedere come andavano d’amore e d’accordo gli industriali del nord ed i baroni rurali del sud nel primo cinquantennio post unitario, quando furono gettate le basi del colonialismo interno in salsa tricolore.
    Insomma, cari cugini del nord, c’è tanta gente al Sud che è pronta a dividere questa dannata italia. Quindi perchè continuare a spendere energie nel calunniarsi reciprocamente e cercare “i pidocchi” all’altro? Perchè perdersi in questa inutile ed infinita guerra a suon di insulti reciproci che non porta a niente? Non è forse meglio concentrarci sull’obiettivo comune?
    Voi pensate che stando dentro l’italia la prendete in culo? Giusto, è verissimo!
    Però quello che forse non capite è che la prendiamo in culo pure noi, seppur in maniera diversa. Voi ci perdete gli “schei”, e noi ci abbiamo perso la libertà, l’identità e la dignità….e a dirla tutta 150 anni fa c’abbiamo perso pure gli “schei”.
    So che ci separa un abisso culturale (e personalmente rispetto entrambe le culture) però smettiamola di fare questa guerra tra popoli e cominciamo TUTTI a sforzarci di mettere a fuoco quello che davvero è il nemico contro cui combattere. Non è il “terrone” nè il “polentone”…..è il tricolore!

    Senza rancore: buona indipendenza a tutti.
    Saluti.

  8. JJ says:

    Tanta e profonda stima per questo articolo

  9. Maurizio says:

    Salve a tutti, mi chiamo Maurizio e sono un terrone e me ne vergogno, per esattezza mi vergogno di essere italiano per tante cose, ma soprattutto di essere un Palermitano. Da quando mi diplomai ho cambiato 11 lavori e l’ultimo in cui finalmente ho ottenuto l’agognato contratto a tempo indeterminato i miei conterroni me l’hanno fatto odiare, mi sono dimesso perchè mi costringevano a firmare buste paghe e tredicesime che non percepivo e venivo derubato di tutto, dagli straordinari alle ferie. Lasciamo poi stare il rispetto per l’ambiente. Città come palermo ed altre sono delle topaie. E purtroppo anche a me la cosa che più che mi rattrista è il volere di tutti o quasi i meridionali che le cose vadano al sud sempre in questo modo, come quasi fosse una caratteristica folkloristica. Beh a ferro e fuoco adesso abito a Bologna e giù non ci voglio tornare manco per il mio funerale…ed il nord ancora non mi ha dato un lavoro, ma solo solo la gentilezza e l’educazione che trovo per le strade…beh cari miei ne vale proprio la pena morire dal freddo e vedere il mare da lontano…che me ne frega del mare del sole se giù me li hanno fatto odiare?

  10. Dante says:

    Mettiamola così : Blondet semplifica pro-domo sua. Non è meridionale . Ma in queste semplificazione un pizzico ( solo un pizzico ) di verità c’è. Il problema di Blondet è che è malato di complottismo e di odi tanto profondi quanto variabili : ebrei, meridionali, donne, esoteristi…
    Ecco, una persona con questi GRAVI PROBLEMI…dovrebbe astenersi dal fare il grillo parlante. Gli manca l’autorevolezza e l’esempio per poterlo fare.
    Nel frattempo : cari meridionali, ci sono tanti pregiudizi, è vero, ma anche tante verità scomode. Blondet dimentica che il lombardo non è l’austriaco o lo svizzero tedesco …è più vicino al meridionale di quanto non creda. Ma sicuramente, mediamente e ripeto MEDIAMENTE, c’è più senso civico e dinamismo al nord che in altre parti d’Italia.

    • fabio ghidotti says:

      perchè “altre parti d’Italia”? Cosa c’entriamo noi con l’Italia?
      Se il lombardo è meno simile a uno svizzero, è perchè per un secolo e mezzo gli hanno predicato che essere simile a uno straniero è razzismo….

  11. Ciro says:

    Quanti stupidi stereotipi nelle vostre righe iniziando dall’articolo. Cittadini del nord, voi non sapete nulla dei cittadini che vivono nelle regioni meridionali di questa italietta. Al SUD i cittadini onesti e sono la quasi totalità pagano tasse molto più gravose degli altri. Si pagano accise su gas, benzina che al nord non esistono. In merito alle ruberie che l’impregilo (società del nord) ha effettauto con i nostri soldi per non asportare i rifiuti dalle strade,paghiamo la TARSU quattro volte di più rispetto a un milanese. Non ci hanno permesso di avere una banca e quindi paghiamo prestiti e mutui ad un tasso nettamente superiore ad un residente del nord. Non possiamo avere una nostra assicurazione e paghiamo sulle auto la RCA spesso quadruplicata rispetto al nord, non è vero che al sud si fanno più incidenti e anche se qualcuno ci marcia è ben poca roba rispetto ai risarcimenti dei morti causati nelle note stragi del sabato sera, ma direi anche del venerdì e della domenica. Ridateci la nostra dignità i soldi che nel 1860 ci avete depredato in una guerra di annessione neppure dichiarata, con l’ausilio della massoneria. Il SUD italia è divenuto un mero mercato per le industrie e per gli apparati economici del nord. Pensate a chi vendereste i vostri panettoni e gli altri prodotti se non alle regioni del sud, che forzatamente ne sono divenuti consumatori. E smettela una buona volta con questi stereotipi di meridionali arretrati, sporchi etc. evidentemente chi lo afferma non è mai stato più a sud di bologna. io sono per la secessione, ma dovete pagare i danni di una guerra purtroppo abbiamo perso nel 1860, anche perchè allora non sapevamo, che fosse una guerra.

    • fabio ghidotti says:

      toh, i “terroni” mangiano i panettoni? Fa rima, ma io li sento sempre parlare della superiorità dei loro dolci (peraltro buonissimi, ma fare paragoni è da stupidi).
      Visto che state imparando le nostre abitudini, perchè la secessione non la fate anche voi?

  12. maurizio says:

    mi rendo conto che la Lega ha vinto, anche nel pensiero di commentatori televisivi e giornali, anche negli intellettuali di sinistra. Salvini da sempre dei dati presi magari su Google senza la più elementare omogenizzazione dei data-set. Nessuno prende studi fatti da Banca d’Italia o ricercatori della Sapienza o dello Svimez. Il linguaggio e le definizioni sono importanti per capire la realtà e mi rendo conto che è mistificata irreversibilmente. La secessione il Nord non la farà mai ed è davvero un peccato che il Sud non è pronto. Semplicemente perchè chi sa, sa di perderci molto. Perchè accettare il federalismo fiscale che lascia il 75% delle risorse anzichè fare la secessione e prendere tutto? Parlate di cose che non conoscete, solo il Veneto potrebbe farlo senza scottarsi, il resto cadrebbe giù in neanche molto tempo. Studiare il risorgimento aiuta a capire quali le cause, sparare a zero sugli effetti significa non aver capito nulla, neanche del proprio territorio, perchè il risorgimento non è ancora passato…è presente. Possibbilmente cambiando libri ed autori,

  13. Il Perculatore says:

    l’ignoranza delle risposte fin qui avute, non fa altro che confermare quanto esposto nell’articolo di cui sopra. i meridionali cercano di svicolare dai loro problemi e colpe giocando allo scaricabarile. lo fanno in una maniera talmente spudorata da risultare imbarazzante e vergognosa

  14. Riccardo says:

    Quando si tirano in ballo etnie e campanili, c’è sempre puzza di bruciato. Il perchè è semplicissimo. E’ molto più facile buttarla sulla discriminazione deliberata, piuttosto che fare i conto con il comportamento, con le virtù o i vizi sociali. Allora qualcuno dice che al sud ci sono troppi furbi? Qualcun’altro sentirà la necessità di ricordare che non tutti i meridionali sono così e che comunque ache al nord ci sono motli furbi… e via così. Come se ne esce? Con il freddo e arido mondo dei numeri. Ci sono tre regioni che con i loro residui fiscali attivi pagano i passivi(senza riuscirci completamente) di tutte le altre. Punto. Chi vive e lavora in quelle regioni, può dire di essere stanco di essere cosi tanto solidale e per così tanto tempo, senza essere accusato di razzismo? ( e di quale razza poi..) . Tutto il resto è chiacchiericcio furbescamente fuorviante per nascondere il persistente rumore di unghie sui vetri che si sente in sottofondo a molti indignati e solidaristici commenti.

  15. Aquele Abraço says:

    Geneticamente mi sento inferiore a un meridionale, mi scotto al sole, non sono peloso come un vero macho, non alzo la voce, non sono un furbone, ma soprattutto non ho il loro sentimento di solidarietà e tratto tutti alla pari, anche i cugini di primo grado.
    Ma non è colpa mia, è che purtroppo vivo al nord, in un ambiente inquinato dalla candeggina, che usano ovunque persino negli ospedali, dove non si fanno sconti a nessuno e dove c’è la nebbia. Un posto di coglioni stressati che lavorano dalla mattina alla sera e che poi di notte sull’Indipendenza si contano, uno contro l’altro, i quattro peli biondi che hanno sullo scroto.

  16. fabio ghidotti says:

    toh, chi si rivede! Blondet!
    Ho iniziato a leggere il suo articolo con molta diffidenza (tipo anticorpi anti-Lembo, per capirci).E invece ho trovato un’analisi lucidissima, addirittura pacata nei toni. Forse non tutto è perduto. Se persino un integralista come Blondet si è finalmente accorto che alla radice dei nostri mali non ci sono complotti “demo-pluto-giudaico-massonici”, forse possiamo sperare che il tempo apra gli occhi a un numero crescente di padani e non solo.
    Manca nel testo di Blondet un tentativo di risposta ai quesiti posti. Ci provo velocemente.
    1) I “terroni” sono figli di una civiltà reazionaria che conosce solo l’adorazione dell’Io, possibilmente maschile. Un Essere immutabile, che non conosce alcuna forma di Divenire. Se fossero un popolo civile, è ovvio che la secessione l’avrebbero fatta da un pezzo. Ma la secessione è, concretamente, una forma del Divenire.
    2) La loro società attuale è talmente dominata dai mafiosi che per cambiarla dovrebbero, appunto, fare una strage di mafiosi. Cioè eliminare innumerevoli copie del loro stesso patrimonio genetico. Mafiosi si diventa, ma loro sono tutti “cuggini”, quindi si sentono ognuno la copia dell’altro, la prova che “non avrai altro Io all’infuori di me”. Essendo loro razzisti, si tengono i mafiosi con tutta la miseria che ne deriva. A questo punto non resta loro che farsi mantenere da noi, con la scusa di essere indennizzati dall’annessione subita un secolo e mezzo fa.
    Quello che fa più schifo è che tutto questo lo chiamano “unità”.

    • Pietro Caldiera says:

      Non il tempo, stimato Ghidotti, ma le nuove povertá e disperazione, causate e aggravate dall’insostenibilitá del drenaggio di ricchezza ai danni dei popoli dell’area alpino-padana.

    • liugi III says:

      Non ci sono motivi così “metafisici” alla base dell’attaccamento dei meridionali all’unità nazionale.
      Semplicemente è più bello spendere i soldi degli altri piuttosto che i propri.
      Quando le nostre povere terre saranno ormai esauste e non produrranno più abbastanza sono certo che saranno i meridionali a rivendicare la secessione a furor di popolo.

    • Culitto Salvatore says:

      [Essendo loro razzisti] poi dovrei incollare tutto il tuo “discorso”

  17. Pietro Caldiera says:

    “Le cicale croniche danno sempre la colpa del proprio fallimento alle formiche.” GIUSTISSIMO!!
    Si arrivera’ alla secessione, ma alla sua vigilia le cicale arrafferanno tutto quello che potranno, dai conti bancari ai tesori d’arte del Veneto. MA sara’ la loro vittoria di Pirro! Dopodiche’ si ritroveranno cittadini di uno stato del Terzo Mondo universalmente “schifato” come entita’ mafiosa. Stara’ alle cicale cambiare la loro situazione. Le formiche rapinate NON manderanno aiuti.

    • Salvo says:

      si, le cicale e le formiche…poi i meridionali non devono pensare che vi manca qualche rotella….

      Ti do una notizia: all’estero non non fanno tanta differenza tra nord e sud italia in termini di “mafiosità”…

      • liugi III says:

        Ah, adesso dobbiamo seguire gli stereotipi esteri! Allora mi sa che altri popoli dovrebbero aggiornarsi. L’italiano medio non sa distinguere un cinese da un giapponese. Che aspettano a unire Cina e Giappone?

        Comunque grazie per la pubblicità che ci avete fatto in giro per il mondo.

        • Pietro Caldiera says:

          Difatti, quando viaggio per l’Europa e dico che sono (sic!) italiano, i miei interlocutori si stupiscono perché hanno in mente lo stereotipo del meridionale che gesticola e parla inglese con un forte accento levantino. Poi, spiego che sono veneto …e gli interlocutori si rilassano e cambiano radicalmente atteggiamento. Pensate che vantaggio sarebbe per i cittadini di un Veneto indipendente la liberazione dallo “stereotipo mediterraneo”! PS Provate a iscrivervi a un corso di master o di dottorato in un paese dell’ “Europa civile” producendo una laurea di un diplomificio meridionale invece di una conseguita presso una rispettata universitá settentrionale (ne esistono ancora).

      • lombardi-cerri says:

        provare ad andare nei paesi nordici per veder se non fanno la differenza.
        Cominciate ad andare vicinissimo: in Sudtirolo

  18. padano says:

    Quelli che non sbavano chiedono soldi…incredibile…siete solo delle sanguisughe…ci sarebbe da ridere se ogni regione tenesse i propri soldi…la lombardia diventerebbee una piccola svizzera mentre la campania diventerebbe come il congo…ahahahahah

    • Nik says:

      Mi sa che non andrebbe cosi’…la lombardia diventerebbe terra di soldi prodotti da sporche multnazionali, col turismo che c’è qui in campania diventeremmo saint-tropez, povero illuso…

  19. Diego Tagliabue says:

    Le cicale croniche danno sempre la colpa del proprio fallimento alle formiche.
    Le formiche sono “razziste”, “asociali” o altro.

    Per quanto riguarda la “palude austriaca”, il Lombardo-Veneto era parte di una vera potenza mondiale. Dobbiamo proprio all’influenza austriaca l’attitudine al lavoro e ad avere la schiena dritta.

    Comunque, Siciliani e Napoletani possono continuare a raccontare la favola, che ci sia la stessa corruzione anche nell’Europa Centro-Nord e che siano loro a mantenere la Lombardia, un po’ come la Grecia manterrebbe la Germania e la Terra fosse un disco, attorno al quale ruota il Sole.

  20. gigi ragagnin says:

    a) buona uscita
    b) assegno di mantenimento

  21. nick says:

    Tutto l’articolo è da sottoscrivere, tranne quando si ipotizza l’inesistenza di differenze genetiche fra settentrionali e meridionali, che, ahinoi, ci sono, e come!

  22. Barbara says:

    Secondo me il sistema e’ stato fatto ad hoc…soldi al sud in mano ai tanti soliti, posti di lavoro in cambio di voti e i politici a spartirsi tangenti col mondo collegato per i vari appalti. ( Tanto al nord quanto al sud passando per il centro)e noi brava gente a lavorare e a pagare….e ora che ci lamentiamo (!!! ci lamentiamo perche’ non ce’ lavoro che ci permette di pagare tutto…senno’ si continuava a tacere lavorare e pagare ) loro ci ignorano o ci deridono.” Perche’ i giochi sono fatti…” In meridione stanno zitti perché dopotutto la maggior parte percepiscono stipendi d oro senza tante preoccupazioni e sforzi. soldi a tutti in qualunque forma…pensioni d invalidita’, sussidi..politica, posti statali sicuri ( e che quando al sud non ce’ più spazio per le assunzioni, li mandano al nord). Questo e’ il sistema Italia quello che bisogna distruggere prima possibile. Neanche l esercito puoi mandare per distruggere la mafia perché il 90% e’ costituito da meridionali… Noi vogliamo staccarci perché abbiamo mentalità completamente diverse per cultura e abitudini che ci sono state insegnate, intendo da ambo le parti naturalmente. Al sud sono arrabbiati perche’ hanno capito che non essendoci più soldi, se ci stacchiamo, devono inventarsi qualcosa …di cui non sono abituati a fare…lavorare con le proprie mani e propri soldi coi rischi che ne conseguono e capire quanto e’ faticoso guadagnarsi il pane quotidiano ( ma fanno anche quello “al nero” e gli costa sempre meno del nostro pane)

    • tere says:

      sottoscritto in toto

    • Salvo says:

      Posso quotare solo i primi 5 righi…ma ricordati che tutto è studiato per favorire le grandi imprese del nord, che pagano tangenti per appalti statali milionari…e portano soldi a casa!

      “la maggior parte percepisce stipendi d’oro”….leggi meno “La padania”, per favore!

      Il trionfo della banalità!

  23. franco says:

    La bava alla bocca l’avete voi settentrionali ogni volta che vi capita per piacere o per lavoro di andare in meridione, noi meridionali molto semplicemente viviamo una vita che neanche vi immaginate come possa essere, seppure con meno mezzi ma in maniera semplice, parlate di criminalità organizzata, dalla quale si viene fuori solo con l’alternativa di un lavoro dignitoso che è poi quello che cercano i meridionali emigranti.
    Un messaggio sincero da un meridionale che ha lavorato 10 anni all’estero voi settentrionali neanche vi rendete conto di quanto arretrati, strassati, frustrati siete nei confronti di chi sta sopra e sotto di voi

    • Mirko Pal says:

      Caro Franco,
      accetto tutto e di buon grado.
      Quindi scusami posso dedurre che tu sei favorevole a separarti dalla parte stressata, frustrata, arretrata?
      Scusa davvero ma è l’unica logica alla tua affermazione che per me va benissimo.
      O mi sfugge qualcosa?

    • tere says:

      Franco anche per te valgono le mie risposte a Salvo.
      con tutto il rispetto .

    • Zemiàn says:

      Sono d’accordo, il meridionale non crede che il lavoro sia al primo posto e magari preferisce lavorare qualche ora in meno per stare più con i propri cari. Ma se il meridionale sceglie di lavorare di meno, perché il settentrionale deve dargli dei soldi per questa scelta?

  24. Tyco says:

    L’Italia è fallita perchè gli italiani non sanno riconoscere i loro innumerevoli difetti. Non c’è alternativa al fallimento dell’Italia come popolo.

  25. Salvo says:

    articolo illeggibile per la troppo lunghezza (e pochezza, a mio avviso).

    Faccio notare che la mancanza di senso civico, lo scarso rispetto delle regole e della cosa pubblica,ecc…SONO SOLO LA CONSEGUENZA DEI DISASTRI CHE L’ITALIA HA FATTO AI DANNI DEL SUD (OLTRE AL MERO DANNO ECONOMICO).

    La logica del saccheggio 150 anni fa non regge. perchè il saccheggio c’è ancora…LA GENTE CHE LO SA PERCHE’ NON DOVREBBE INDIGNARSI?

    Infine….i “nordisti” tacciati di razzismo? basta leggere certi commenti per farsi un’idea…il razzismo è uno dei pilastri principali del secessionista padano.(fora di ball,ecc…ecc…)

    LOL!

    • Mirko Pal says:

      Scusami Salvo,
      va benissimo.
      Hai ragione al 100%.
      Posso quindi dedurre che sei favorevole alla separazione affinchè lo sfruttamento del Nord ai danni del Sud finalmente finisca?

    • Unione Cisalpina says:

      Kiagni.&.Fotti imperterrito e vivere a sbafo …e tu da buon sikuloporteghese non sei l’eccezione.

    • tere says:

      Caro Salvo, non capisco perchè ti ostini a leggere articoli pubblicati da”lindipendenza” vuoi risolveri i tuoi problemi ? vai dal tuo presidente di regione e chiedi l’indipendenza dal nord ! Così siamo contenti in due. o no ?

    • tere says:

      Ancora … Salvo, io ho appoggiato la richiesta del mio partito che chiede che il 75% delle tasse del nord rimangano al Nord. Ti potresti fare lo stesso … ma no, la tua regione già si tiene il 100% e ha il coraggio di andare a Roma per chiederne ancora e ancora e ancora …

  26. Franco says:

    Ma certo. Peccato che questa è una Repubblica fondata sul debito.
    Dividersi? Perchè no?
    Il debito pubblico come ce lo spartiamo giocatore di sapientino?

    • Mirko Pal says:

      In caso di “divisione” il debito pubblico viene ovviamente attribuito in base al PIL quindi ad esempio se il PIL Lombardia è 300 miliardi e quello Sicilia è 100 miliardi ognuno prende una quota in percentuale. MI pare ovvio o no?

    • Rinaldo C. says:

      si dividiamoci il debito al nord abbiamo circa 690 miliardi di euro da pagare al centro 400 miliarid voi ne avet 1.000 miliardi da pagare, cosa facciamo noi siamo anche d’accordo di pagare il ns debito ma voi del sud con che cosa lo pagate? Con i bergamotti, gli aranci, le fave, i mandarini e gli ortaggi, dLL fine nel 2.200 riuscirete a pagare, per cui pagando il nostro debito ci salviamo e ci dividiamo da voi e quest è una grande sconfitta per voi assistiti da ben 70 anni e per informarvi i vostri ex concittadini del sud emigrati al nord che lavorano e hanno avviato anche imprese non dico che vi hanno rinnegato ma non vi sopportono più perchè loro qui pagano le tasse, l’assicurazione e si sentono ora nordisti, non dico tutti ma una buona parte più del 60/70%.
      Voi state bene con i nord africani che nalla fine conoscendovi non vi vogliono.

      Auguri per il vostro futuro

      Rinaldo

      • Salvo says:

        LOL! tu sei un esperto contabile,sicuramente!
        Come fai le proporzioni tu….

        • Rinaldo C. says:

          documentate da economisti e studiosi del problema nord -centro-sud.studia anche tu o chiedi a persone più esperte di te quale è il debito del sud.

          rinaldo

          • Salvo says:

            LOL…e ci torna…errare è umano, perseverare è diabolico.

            Ancora i tuoi “studiosi” non te l’hanno detto che i debiti si dividono in proporzione a come e per chi sono stati fatti?

            Il criterio della popolazione è pura banalità….anche su quello del reddito avrei qualche dubbio, perchè non considera tutto quello che ci avete rubato in 150 anni.

  27. Mirko Pal says:

    Sempre un po’ complicato scrivere questo tipo di articoli e sempre un po’ complicato leggerli.
    Direi che una grande incomprensione tra Sud e Nord è ben presente.
    L’unica cosa che davvero va sottolineata è la mancanza di logica nella posizione di alcuni lettori del Sud: se odiano il Nord e ciò che questo rappresenta perchè vogliono restare attaccati al Nord?
    Se invce non lo odiano perchè scrivono cose così negative sul Nord?
    Se affermano che vi è stato sfruttamento del Nord sul Sud (e certamente all’epoca della invazione dei Savoia del Sud questo si è verificato) perchè vogliono rimanere in questo sfruttamento? Se il Sud è sfruttato una volta che si sia liberato dallo sfruttamento del Nord non dovrebbe stare meglio?
    Oppure invece non è sfruttutao ma sfrutta a sua volta?
    Perchè è chiaro che la logica porta li, o ci rimette a stare nello Stato Italiano e dunque dovrebbe essere il primo a volersene andare oppure ci guadagna ( a danno del Nord evidentemente) ed allora copre con pesanti e triviali parole una realtà molto semplice ed amara.

  28. Annibale says:

    In breve

    tutto giusto, scrivo dal sud, e confermo che qui è anche peggio di quello che si scrive, di quello che si conosce mediamente a livello nazionale

    non sono mai stato sicuro che dividere totalmente nord e sud sia l’idea migliore, ma se a sud la società continua a non evolvere, prima o poi occorrerà prendere dei provvedimenti seri

    di sicuro, una reale autonomia fiscale e finanziaria potrebbe apporre dei correttivi: vogliono assumere in sicilia più forestali dell’intero canada? bene, tirino fuori i soldi dalle loro tasche e lo facciano, ma la smettano di farlo con i soldi altrui

    tristemente aggiungo che, purtroppo, negli ultimi anni il nord italia si è alquanto meridionalizzato per usi e costumi

    • tere says:

      Caro Annibale finalmente un’analisi equa e pacata.
      Sono del Nord ma sinceramente mi dispiace per le brave persone che viviono al Sud ma tutti gli sforzi fatti finora non sono valsi granchè alla tua gente come alla mia.
      Noi esodati dopo 38 anni di lavoro e sulla graticola sperando di andare in pensione ( io sono una di queste)
      poi senti in TV dei miliardi che vanno in Sicilia ma a nessun siciliano meritevole e ti girano gli zebedei

    • Salvo says:

      La Sicilia si paga i suoi forestali, e non solo…al contrario delle altre regioni.

  29. Culitto Salvatore says:

    [Però l’equivoco per cui ogni critica ai mali morali del Sud viene interpretata come «razzismo» è così costante, da permettere una sola, triste conclusione: che troppi meridionali non sentono la mentalità mafiosa come un difetto estraneo a sé, ma come una particolarità del loro corpo, qualcosa che riguarda la loro intima identità etnica, la loro natura antropologica; l’hanno cara, la coltivano]

    se non è stupidità all’estremo questa!

    chi ha scritto l’articolo farebbe bene a fare una visita psichiatrica, ha scritto talmente tante idiozie che stento a credere che esista un essere umano in grado di fare tanto…incredibile!!! (sarà un alieno??)

    • Mirko Pal says:

      Scusami Culitto,
      magari questo Blondet ha scritto davvero tante cose errate.
      Perche’ non le elenchi una per una e spieghi bene dove sbaglia così dopo si capisce bene e non si commette piu’ lo stesso errore?

      • liugi III says:

        Mirko Pal, ti stimo moltissimo per queste tue risposte pacate. Sarebbe bello continuare così!
        Speriamo che i meridionali di questo sito lascino da parte il livore e ci spieghino bene il proprio punto di vista.

        • Culitto Salvatore says:

          mi sembra che ho evidenziato una piccola parte dell’articolo… dove a detta dell’autore il meridionale definisce il settentrionale razzista, come prosegue?

          [che troppi meridionali non sentono la mentalità mafiosa come un difetto estraneo a sé….la coltivano]

          se questo non è razzismo è stupidità allo stato puro, un meridionale non ha la necessità di dire al settentrionale che è razzista, ne prende solamente atto, certo in molti diranno che non tutti sono razzisti e questo è sicuramente vero, ma si dovrebbe pur considerare che quei molti non sono settentrionali!

          • Mirko Pal says:

            Grazie della risposta.
            Dunque correggimi ti prego se ho capito male.
            Blindet è in grave errore perché dice che il meridionale definisce il settentrionale come razzista.
            Invece tu dici che Blondet è razzista perché un meridionale non dee dire ad un Settentrionale che è razzista dato che questo è un dato di fatto,
            Ora scusami non cedo la differenza della tua posizio pne rispetto a quella di Blondet.
            Vuoi aiutarmi a capir meglio la fondatezza e verità delle tue ragioni?

            • Culitto Salvatore says:

              vedo che non hai capito niente…blondet (bel nome) dice che il meridionale è razzista e nel dare tale definizione usa solo razzismo,

              [troppi meridionali sentono la mafiosità come una parte del loro corpo e la coltivano]
              si parte da un presupposto errato, dettato da chi non ha mai visto il meridione ne un meridionale, definire tali persone “gente che coltivano la mafiosità” si chiama razzismo (unito ad illazioni)

              [Mi aspetterei, magari, anche qualche cosa come: no, perché ci sforzeremo di migliorare, siamo capaci di adottare costumi più civili, di non dipendere tanto economicamente dal Nord, che ci trasferisce ogni anno una cinquantina di miliardi. ]
              come prima illazioni unite ad una profonda ignoranza sia del sud che del nord, si accenna a costumi più civili..di chi? immagino ci si riferisca a quelli del nord ma in base a cosa sono più civili se non conosce quelli del sud? (e credo anche quelli del nord che definirli civili è abbastanza ridicolo) ci sforzeremo di migliorare, questo denota ignoranza, come ci si può migliorare nonostante tutti gli sforzi se il sud è regolarmente sfruttato e vessato? (per chi non lo sapesse a napoli si paga la più alta tassa in italia per la nettenza urbana, incredibile vero?) si accenna anche a 50 miliardi che il nord trasferisce ogni anno al sud…come dove? a parte che la notizia del trasferimento dei fondi è parecchio datata i fondi arrivano dalla UE non dal nord italia (ma forse ci si riferiva al nord europa) è da chiedersi come mai i 6.2 miliardi di euro di debito del governo (quindi italia) verso i dipendenti statali (e quindi italiani) siano pagati dalla sicilia quando ciò tocca al governo italiano come nel resto d’italia e c’è da chiedersi perchè tanta indignazione quando dopo che l regione sicilia ha battagliato per ottenere tali fondi ne riceve 900 milioni e si grida allo scandalo

              [Invece, perché arrivano insulti striduli, e ululati con la bava alla bocca? Perché la sola menzione della possibilità di secessione fra Nord e Sud – della parola fine messa a questo esperimento fallito, a cui siamo stati forzati – a certi miei lettori meridionali (spero non a tutti) fa perdere il lume della ragione, dire cose insensate da idrofobi? Con una voglia suprema di esprimere odio e veleno?]

              qua si riferisce evidentemente ad alcuni suoi lettori, gli idioti come forse è noto non hanno casa ne padrone e sono ovunque, di certo quando si parla di indipendenza non è il veneto, la lombardia o il nord italia in generale a poter dire la sua, non ci hanno mai neppure provato, la sicilia si (chissà che vorrà dire vero?)

              [«Direttore, La prego cortesemente di non contribuire elevando a Razza Eletta il Padano, nordico o come lo vuole chiamare. O vuole fare uno Stato del Nord come Israele? La razza pura?
              Dovrebbe pensarci 1milione di volte prima di dire (mi perdoni) baggianate così».]
              tale commento di un lettore va inteso secondo le varie affermazioni che il polen..ehm ( 🙂 )il settentrionale viene definito “contaminato” dal terrone, colui che ha portato la mafia, la corruzione, la sporcizia, la bassa statura i capelli neri e gli occhi scuri… (sembra quasi un discorso di Hitler) beh scusate ma se si parte da tale presupposto che peraltro è ampiamente condiviso da molti lettori del nord e da molti politici (del nord) scusate ma il commento si può ritenere giusto (anche il riferimento ad israele, anche se in modo differente, loro sono gli eletti)

              [«Il vostro progresso è dovuto semplicemente al nostro regresso programmato… Che l’apoteosi del Nord la facciate voi, oggi, sa di ‘popolo eletto’ accanto al quale ben volentieri vi vediamo».]
              cosa ci sarebbe di sbagliato nella verità? inoltre se consideriamo quella cosa totalmente inutile che era la casa del mezzogiorno additata di essere (giustamente) un pozzo senza fondo di finanziamenti, dovremmo anche considerare che tra il 1950 e il 1992 tale cassa ha ottenuto un cifra di circa 140 miliardi di euro, una cifra enorme, solo che nello stesso periodo il nord nello stesso periodo ha ottenuto /senza cassa del settentrione) 70 volte tale cifra, settanta volte!!! se poi consideriamo che tali fondi inviati al sud non sono stati utilizzati ne al sud ne per il sud si inizia a chiedersi per chi cazzo sono stati utilizzati forse alcune grosse aziende del nord? senza forse aggiungo, qualche nome? FIAT, ENI, Montedison, Jesse, ops la jesse e tante altre)

              [Al primo lettore dico: nella mia vita sono stato inviato speciale, ho viaggiato molto e conosco i Paesi di cui parla. Posso dirglielo con cognizione di causa: no, in Germania, Finlandia, Svezia, Islanda «non» c’è la corruzione che esiste in Campania, Sicilia Calabria. Nulla di paragonabile nemmeno lontanamente alle tre regioni dove la criminalità organizzata impera e intride di sé il tessuto della società, dal basso all’alto fino alla politica e la magistratura.]
              inviato speciale in giro per il mondo ma viene da chiedersi mai stato al sud?

              [ E come mai la «corrottissima» Svezia è un Paese avanzato, e la Campania no?]
              partendo dal presupposto che la corruzione e la criminalità esiste dove esiste l’essere umano dire che la svezia non è corrotta è una baggianata, paragonarla alla campania pure, ma il perchè il sud (e anche il nord) sia più corrotto della svezia non va ricercato nella svezia ma nelle condizioni del sud italia che sono una manifestazione di volontà e di intenti del nord stesso

              Mi stupisce che l’idea di secessione renda idrofobi proprio quei meridionali denunciano che il Meridione all’Italia è stato annesso a forza, occupato e saccheggiato – cosa verissima. E allora, perché non cogliere l’occasione di separare i propri destini da quelli dell’occupante tanto odiato? Invece no. Vogliono stare attaccati a questi settentrionali, per i quali non esprimono altro che odio e disprezzo.]
              l’idea di secessione è un idea che è comune a quasi tutti i meridionali, l’idea di secessione del nord che se ne va dopo averci messo nella merda e lasciandoci nella merda è altrettanto comune a tutti i meridionali

              [Inutile replicare, per l’ennesima volta, che il Nord trasferisce 50 miliardi l’anno al Sud da almeno vent’anni]
              inutile replicare per l’ennesima volta che non sono 20 anni ma 42 che 50 per 42 fa 2100 miliardi che sono circa 15 volte più di quanto realmente dato, che sono inoltre meno di quanto realmente preso, insomma non si deve guardare solo quel che è uscito ma anche quel che è entrato (che ovviamente non arrivava tutto dal sud, il sud non era in grado di dare tanto, si è preso dal sud dal centro e dal nord per dare solo a due regioni del nord)

              [Ora, le fabbrichette al nero sono rare al Nord; in Lombardia, Piemonte e Veneto, l’evasione fiscale è minima, è esattamente come in Germania e Francia. Le statistiche dell’Agenzia delle Entrate sono lì a provarlo: il nero, il sommerso, è al Meridione. Evidentemente la lettrice non conosce la realtà in cui vive, la odia e la disprezza; ciò è molto triste.]

              le fabbbbrichette forse sono al giallo…il nero non va più di moda, basta chiedere ai signori cinesi che lavorano 18 ore al giorno in tali fabbrichette, dire poi che l’evasione fiscale è minima come in francia e in germania (ma cazzo lo sa questo che i dati francesi davano un evasione media superiore a quella media siciliana?? notizia presa da “le monde”) definire inoltre evasione minima quall del nord itlaia quando è appurato che il solo nord evade come tutto il resto d’italia messo assieme è ridicolo, in aggiunta, se al sud non ci sono aziende, c’è disoccupazione, insomma c’è la fame, cosa si può evadere? l’evasione la fa chi produce e chi ha i soldi, no chi non ha niente

              la teoria “cargo cult”, evito di commentarla, c’è troppo disprezzo in tale parole

              [Sarà inutile, credo, fargli notare che proprio in Germania, in Francia e in Svezia alle 18 non c’è più nessuno negli uffici e nelle fabbriche, e che proprio quei Paesi sono più prosperi e produttivi e più civili di quel Meridione ]
              sarà anche inutile fare notare come tali paesi non si chiamino italia e siano realtà totalmente differenti, sarà anche inutile ricordare che esistono gli straordinari molto utilizzati pure in tali paesi e sarà pure inutile ricordare il film di fantozzaina memoria che dipinge esattamente il modo di intendere la fine della giornata lavorativa in italia (valevole sia per il nord che per il sud)

              [ a guadagnare quei 70 miliardi annui in valuta pregiata, grazie alla quale anche i campani, siculi e calabresi trovano il carburante da mettere nei serbatoi delle loro auto; in qualche modo gratis, perché Sicilia, Campania e Calabria invece non sono in grado di esportare nulla mentre importano quasi tutto ]
              dall’ignoranza alla stupidità il passo è breve, che sia già stato fatto? infatti proprio il carburante viene estratto e raffinato al sud (più in particolare in sicilia) e non viene esportato, perchè l’invio di tale prodotto (e tutti gli altri) al nord non è considerabile esportazione, ma redistribuzione, se aggiungiamo che la sicilia è attualmente la principale produttrice mondiale di due prodotti (sale e zolfo) dei quali ha solo il 90 % (ciascuno) della produzione mondiale dire che non si esporta è errato, anche se ormai tali prodotti non hanno quasi più alcun valore (anche se sulle insegne dei tabaccai esiste ancora la scritta sali e tabacchi che ci ricorda la tassa sull’esportazione e produzione, oltre che sulla vendita nazionale ovviamente)

              [col suo intervento lei non fa che confermare l’assunto che intende contrastare: dopo 150 anni di unità, ancora la sua mentalità meridionale resta profondamente estranea ed ostile all’Italia unita, non sa e non vuole fondersi un poco con i concittadini settentrionali, non ne apprezza le virtù – che trova mediocrissime, dunque facili da imitare – e non le vuole adottare. Resta uno straniero, e se ne vanta pure. «Da voi c’è la nebbia… », dice, e non si vergogna di scriverlo.]
              la sua mentalità meridionale…come definire tale aggettivo? discriminatorio? no sarebbe troppo razzista, allora razzista..no sarebbe troppo discriminatorio e i razzisti potrebbero pure offendersi, scrive [non ne apprezza le virtù] che sarebbero esattamente? terun mafioso ladro corrotto? questa sarebbe una virtù, come non apprezzarla? scrive ancora [da voi c’è la nebbia] beh è vero e al sud c’è il sole tutto l’anno no? eventi atmosferici che caratterizzano aree geografiche, niente di meno niente di più, far polemiche su ciò è quasi da pervertiti

              [ «L’impiegato comunale mi ha voluto dare come un favore quello che era un mio diritto; e mi ha voluto mostrare, e far pesare, la sua briciola di potere che possiede; e che gusto ha avere potere, se non se ne abusa?».
              Ecco, questo è l’ambiente meridionale
              no, quello non è l’ambiente meridionale, è un impiegato dell’ufficio anagrafe

              [se avessi accettato quel “favore” (indubbiamente grosso), sarei poi stato “in debito” con lui e con loro, e dunque “obbligato”: obbligato a ricambiare quando lui e loro mi avessero chiesto un favore in contraccambio. Poteva essere la richiesta di un articolo falso e simpatizzante, poteva essere – come in un famoso film con Alberto Sordi – la richiesta di portare una valigetta a New York senza far domande; e se avessi rifiutato, sarei stato “un infame”. E si sa come la mafia tratta gli infami.]

              se avesse voluto accettare quel “favore” dopo avrebbe detto semplicemente arrivederci e grazie esattamente come quando va al bar e le viene offerto un caffè ah già ma in molti posti, al nord, è consuetudine che dopo il primo “giro” quello successivo lo paghino altri…a turno, è più democratico, il bello è che se il giorno dopo non gli offri quel benedetto caffè si offendono e non ti rivolgono più la parola (non so quante volte mi sia capitato in quel di torino e in quel di firenze…sarà anche per questo che non prendo più caffè)

              [Questa è la sola virtù lombarda che mi riconosco. Non credo affatto che i lombardi siano nel complesso migliori e superiori; apprezzo però il contesto, l’ambiente, e desidero che non venga ulteriormente infettato da mafiosità]
              ma se non è superiore da chi dovrebbe essere infettato? boh misteri della fede…

              [ È la prova che il meridionale non ha alcuna inferiorità razziale; che ha tutte le qualità personali, anzi alcune di più, che bastano ad inserirsi in un contesto più civile. Il che è peggio, se vogliamo. ]
              ma tu guarda questo che tipo , dopo ilo bastone usa la carota, ma a qual fine? sempre per ribadire sempre lo stesso medesimo concetto il sud fa schifo, complimenti!

              [«Ho passato un soggiorno di 2-3 giorni ospite a Napoli da un’amica…insomma le stavo per dire, la tua città è una m…, lei mi risponde stizzita “ma se tutto funzionasse non sarebbe Napoli…” ».]
              ho passato un soggiorno di 2-3 giorni…di due o tre giorni? non l’ho passato io ma il signor blondet, quindi dovrebbe sapere di quanti giorni era, oppure non ha pensato bene a come raccontare la balla?, la cosiddetta risposta se non erro l’ho sentita in un film di totò…sarà che era napoletano e napoli si dice così? mah chissà…magari lo dicono ogni due – tre giorni

              [Ecco com’è. La bava alla bocca. Gli ululati di rabbia. La voglia di esprimere odio per i concittadini più a Nord, perché? Domandatevelo, amici.]

              concludo con le stesse (quasi) parole
              Ecco com’è. La bava alla bocca. Gli ululati di rabbia. La voglia di esprimere odio per i concittadini più a Sud, perché? Domandatevelo, amici.

  30. Graziano Ceddia says:

    Caro Direttore,
    io sono meridionale e ci sto a fare la secessione. Pero’ prima un paio di cosette…Lei fa riferimento ai 50 miliardi di trasferimento dal Nord al Sud, e poi si dimentica di menzionare i circa 60 miliardi che dal Sud vanno al Nord attraverso i consumi delle imprese e delle famiglie. Lei dira’, colpa vostra (meridionali) che non riuscite a fare impresa! E qui il mio seconod punto…prima di fare la secessione, mi aspetterei che il Nord restituisse tutto il mal tolto degli ultimi 150 anni, dalla cassa del regno duosiciliano, allo smantellamento dei poli industriali del sud, ai mancati investimenti in infrastrutture nel sud, per non parlare della rettifica dei libri di storia, delle scuse per i massacri, le rappresaglie, i campi di concentramento (fenestrelle), il razzismo (lombroso). Tutti questi fatti sono la causa della questione meridionale (che prima dell’unita’ d’italia non esisteva). Ecco, io dico il nord restituisca il maltolto, chieda scusa degli ultimi 150 anni e poi facciamo volentieri la secessione. Che ne dice?

    • Nibbio says:

      Confondere artatamente il gettito fiscale con il ricavato dalle esportazioni (Nord-sud) è attribuibile al troppo sole mediterraneo !

      Tutto il resto è attribuibile a disfunzioni personali, forse curabili, ma non so se guaribili, dal Servizio Sanitario Nazionale !

    • Mirko Pal says:

      Scusi sommessamente,
      devo perciò dedurre che va bene la separazione ma il Sud vuole un assegno di “buonauscita”?
      Quindi la separazione è bene.
      Solo che ci vuole anche una “liquidazione”.
      Perciò basta trasformare una parte dei 50 miliardi di euro per anno che da tasse del Nord vanno al Sud e si puo’ risolvere il “matrimonio”?
      Ho capito bene o mi è sfuggito qualcosa?

      • Flit says:

        “Perciò basta trasformare una parte dei 50 miliardi di euro per anno che da tasse del Nord vanno al Sud e si può risolvere il “matrimonio” .
        Cosa significa ? Manca un pezzo di frase !

        Comunque il solo pensiero di assegnare una “liquidazione” al sud per la separazione è inaccettabile !

        E’ il sud che deve rimborsare il Nord, non viceversa !

      • Culitto Salvatore says:

        volete la separazione tra nord e sud? datemi 100.000 euro e si può fare…

    • liugi III says:

      Sono perfettamente d’accordo. Sulle scuse non ci sono problemi. Sono i conti a essere più complessi. Su quali basi si potrebbe calcolare la “liquidazione” che il Nord dovrebbe al Sud? La questione merita un dibattito serio.

    • tere says:

      Restutuire ? già fatto e i vs amministratori locali possono confermare perchè sta tutto sui loro c/c bancari.
      Popolo del Sud, dovete chiedere a loro, ai Vs amministratori locali. qui al nord non c’è piu’ trippa

    • Aquele Abraço says:

      Praticamente il Nord vi finanzia con 50 miliardi annui che spendereste per comprare i prodotti delle sue industrie aggiungendo altri 10 miliardi? Né più né meno come la Germania con la Grecia?
      Ammesso che la vostra più grande ambizione, visto che ne siete un’antica colonia, sia quella d’imitare la Grecia attuale, mi viene da chiedervi: “Ma da dove vengono questi 10 miliardi extra?”
      Meglio non indagare, che dite?
      E comunque, quale sarebbe la convenieza per il Nord visto che è in grado di esportare i suoi prodotti all’estero (cosa che voi non sapete fare, a parte con la mafia) e guadagnarci molto di più di 10 miliardi su 50 investiti (20%)?

  31. Claudio says:

    Articolo che spiega tutto e niente, ibrido tra social network e opinioni personali, e altro, un fritto misto che informa senza essere informativo, pieno di stereotipi, questo articolo può andare bene per la carta stampata per la tv, su internet dove si dovrebbe andare oltre, a che serve???
    A cosa serve da parte dei lettori questa “guerra” di commenti tra nord e sud.
    Ci sono cose molto più importanti di cui parlare.
    alla fine viene dell’articolo da chiedersi:
    e quindi???

    • Mirko Pal says:

      Chiuedo ancora scusa,
      un trasferimento secco di 50 mililardi anno di tasse nord-sud è una cosa insignificante?
      O non è invece il problema principale della situazaione italiana?
      Quali sono le cose piu’ importanti di cui parlare se non questo mega prelievo?
      Sarei felice di vedere un elenco di queste cose piu’ importanti magari lo sono davvero.
      Poi indichiamo anche con che soldi si fanno queste cose piu’ importanti.
      Poi indichiamo anche da dove si prendono questi soldi.

  32. gigi ragagnin says:

    l’articolo è stato ampiamente commentato in vari blog.
    gli indignati erano maggioranza netta.

  33. rachel says:

    Dopo le collaborazioni di Facco con CAP-FIL adesso anche Blondet.
    L’involuzione de l’Indipendenza ricorda quella della Lega di fine anni ’90

    • gianluca says:

      Non è una collaborazione, gli abbiamo chiesto di poter pubblicare un pezzo da lui scritto qualche giorno fa. punto. Come facciamo con molti altri…

  34. rachel says:

    Doni di Facco con CAP-FIL adesso anche Blondet.
    L’involuzione de l’Indipendenza ricorda quella della Lega di fine anni ’90

  35. Dan says:

    Bisogna chiudere il rubinetto alla svelta così la bava se la tengono da conto per qualcosa di più produttivo che scaricarla sul primo che passa

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