VOGLIONO IL CAOS PER POI METTERE ORDINE

di ANTONIO MANNO*

É evidente oramai a tutti che queste cosiddette durissime politiche di “austerity” causano più danno che bene, provocano alla classe media infinite sofferenze, suicidi fino alla rivolta sociale. Mi sono fatto una semplice domanda : se ciò è chiarissimo ai comuni mortali come noi, sarà a maggior ragione chiaro ai nostri governanti, e allora, perché arrivare a provocare una violenta rivolta sociale? (Un sondaggio delle Acli sostiene che un cittadino su tre vorrebbe la rivoluzione, n.d.r.)

La risposta più immediata ed intuitiva l’ho scartata immediatamente: non si può pensare che agiscano se non per il nostro bene, per il bene della collettività, per il bene del Paese! Se fosse cosi dovrei assumere che questi governanti conoscono la teoria economica e sanno che “austerity” significa semplicemente tagliare lo Stato, ovvero le tasse, la burocrazia, l´apparato dei partiti, i privilegi ecc. ecc. Sanno che “austerity” significa tagliare il parassitismo del welfare e puntare invece sulla libertà economica e sull’impresa privata. Quella che stanno attuando non è la vera austerità! E lo sapete benissimo anche voi… questa sarebbe stata l’unica soluzione teoricamente vera che avrebbe funzionato, ma non è stato così e vi spiegherò il perché.

Se la risposta logica e vera non è questa perché hanno adottato queste politiche di pseudo-austerità suicide?

D’ altronde, una soluzione alternativa, anche se anch’essa profondamente sbagliata nel lungo termine, per evitare la rivolta sociale nel breve termine sanno tutti qual è. Perché non l’hanno adottata? Lo sanno tutti che basterebbe adottare la soluzione “argentina” o “islandese”: uscire dall’euro, ritornare alla lira, svalutare, rinegoziare il debito pubblico soprattutto contro i creditori esteri e rendere più competitivo il Paese aumentando le esportazioni! Ripeto, almeno nel breve termine, si eviterebbe una violenta rivoluzione sociale. E allora, se sono consapevoli di questo (è evidente che non possono non saperlo) e se, soprattutto, teniamo bene in mente che abbiamo a che fare con sociopatici che sanno perfettamente quello che fanno e che conoscono le conseguenze delle loro decisioni, perché, allora, vogliono arrivare al caos della rivolta sociale, qual è il fine che vogliano raggiungere?

La risposta che mi sono dato è semplice: out of caos order! Dopo il caos, l’ordine!

Loro hanno un piano preciso, direi “il piano”. Come la Storia ci ha insegnato, solo provocando il caos, la violenza e la paura, si costringe la classe media a chiedere a gran voce, proprio a chi il caos l’ha provocato, l’ordine e quindi la fine della violenza in cambio della cessione di un altro poco di quella libertà rimasta, e di conseguenza, un governo più forte, più centrale e più autoritario… et voilà il gioco è fatto! Uno Stato Europeo centrale, forte, autorevole e unito! Out of caos, order!

Questo è l’ “ordine” che la stessa classe media europea chiederà a gran voce dopo il caos che sarà generato dalla rivolta violenta conseguente alle consapevoli e provocatorie politiche di “austerity”, allargate oramai a tutta l’Europa. Saremo noi stessi a chiedere a gran voce: “un solo Paese, una sola tassazione, una sola moneta, un solo esercito, un solo giudice, un solo padrone…e meno libertà”!

Et voilà… out of caos, order!

*riecho-economiaeliberta.blogspot.it

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16 Comments

  1. andrea says:

    Daniele tu sarai anche un liberista convinto ma dire che Grillo dice scemenze colossali hai un bel coraggio. Te ne accorgerai tra breve, molto breve……………
    Prima di criticare Antonio ed il suo articolo sciacquati la bocca per favore………..Grazie
    Andrea

  2. Guest says:

    Un attimo: se il caos è vero, naturale e spontaneo, allora vedrete i Morgan/Stanley all’angolo di qualche strada a chiedere l’elemosina; se invece il caos è “prefabbricato” (come l’attuale “crisi”) allora la cosa cambia perché loro non ne soffriranno minimamente e neppure li vedrete in giro…

    Ci sono delle teorie sulla possibilità di ordine preordinato nel caos, così da apparire caos a tutti gli effetti, però in profondità, e analizzando bene, si scopre non è così… (vedi la “crisi”)

  3. Maurizio says:

    Che ci sia un piano dei governi…….potrebbe essere……..Che ci sia un progetto di controllo delle grosse e potenti famiglie dei banchieri è sicuro…….però vorrei solo far riflettere su un fatto……..il Nazismo, il Fascismo, lo Stalinismo…….sono stati tutti frutto di situazioni “allo sbando” delle rispettive nazioni………

  4. The story says:

    Balle, solo balle.. quelle che dici tu!!
    Il liberismo non esiste non è mai esistito!!
    Come non esiste l’anarchia.. sono utopie!!
    Fin tanto che l’uomo rimane quello che è… esisterà sempre la truffa e la sopraffazione come la bugia e l’inganno, lasciare i mercati senza briglie serve solo a far arricchire chi ne ha le possibilità, cioè chi non ha limiti morali ed etici…
    L’uomo deve essere sempre il controllore dell’uomo.. fin quando saremo ancora poco più che scimmie poco evolute.. è l’interesse collettivo sempre sopra il TUO INTERESSE caro il mio furbetto..
    Ti aspetterò col forcone quando sarà, ricorda… la storia si ripete!!!
    Almeno nel breve termine degli ultimi 2000 anni…

  5. silvia garbelli says:

    Pessimismo, che, senza una dettagliata fonte di controllo come note o riferimenti, assume quasi un valore di subdolo condizionamento. Forse solo elucubrazioni personali dell’autore…

  6. CARLO BUTTI says:

    Quale tragedia! Siamo schiacciati fra la presenza stritolante dello Stato nazionale, il folle auspicio di un Super-stato europeo, la romantica nostalgia di antichi staterelli nostrani e il sogno oppiaceo di costruire nuove”identità”fasulle. E’ lo spirito del branco, la negazione dell’individuo che si sceglie da solo con chi stare,per quanto tempo,a quali condizioni, con quale fine. Solo l’individuo è, etimologicamente, indivisibile; ogni aggregato sociale dev’essere divisibile divisibilissimo, senza alcuna pretesa sovrana su chi , per sua libera scelta e non per coercizione, ha deciso di farne parte(e in qualsiasi momento potrebbe decidere di uscirne)

  7. tom says:

    L’idea di base e’ pausibile: il sistema attuale e’ insostenibile e deve crollare da un momento all’altro, figurarsi se le elites del potere non lo sanno meglio di noi e non si sono preparati un piano per il dopo.
    D’altra parte il golpe l’hanno gia’ fatto da un pezzo: o qualcuno si crede ancora di vivere in democrazia?

  8. io non so se ci sia un metodo nella loro follia finalizzato ad ottenere svolte autoritarie nel nostro paese. considerando la acutezza e l’ intelligenza di questi miserandi opterei per il no: tuttavia considero che il popolo italiano sia talmente fiaccato che sia ben lontano da una rigeneratrice rivoluzione . Come vedete siamo nel pantano in mezzo ad un guado. Una terza via sembra non apparente

  9. Rosanna says:

    eh già…stanno proseguendo con il loro piano….la speranza è che, come dice un detto,….il diavolo fa le pentole ma non i coperchi!

  10. Federico Lanzalotta says:

    Sulla soluzione Argentina ci andrei piano.
    Ora là l’inflazione viaggia al 30%, Cristina Kirchner ha nazionalizzato le incaute imprese estere che hanno investito, vedi l’ESPROPRIO di Ypf, la filiale argentina di Repsol.
    Endesur ed Endesa (di ENEL) saranno le prossime?

  11. Daniele Roscia says:

    Sono un liberista convinto, ma non uno sprovveduto totale, come mi sembra l’autore del servizio. A parte la chiarissima posizione antisistema, mi piacerebbe sapere chi sono i generici che “vogliono il caos”, i governanti liberali, i mercati finanziari internazionali, complottisti dell’ultima ora, mi sembra una lettura da libro noir piuttosto che un’analisi seria, come sta emergendo dalla pubblicistica mainstream della globosfera che conta. Lo scontro di civiltà economiche nel mondo e’ in costante evoluzione, i gravissimi squilibri economici e sociali accumulatesi in questi anni necessitano di stabilizzazione e cambio di paradigmi consolidati. Le scuole di pensiero nel campo economico offrono analisi diversificate e contradittorie, divarichanti e talvolta parossistiche, nessuna di queste sembra prevalere e tantomeno portano ricette e soluzioni prevedibili. Ora mischiare principi liberali con le scelte degli attuali governanti, in grave difficoltà, nel senso antitetico, mi sembra una forzatura imbarazzante. Indicare come soluzioni o vie di uscita i casi di Islanda o Argentina che hanno annullato il debito dei rispettivi stati, vuol dire avallare le scemenze colossali del comico Grillo, alle possibilità realistiche di soluzione di problemi complessi. Ricordo che l’Argentina durante la crisi del debito statale, ha ridotto, in sei mesi, il potere d’acquisto e lo stile di vita economico al 30% del livello precedente. Provate ad immaginare cosa potrebbe succedere da noi.

    • kmatica says:

      Perché secondo te barattare il debito pubblico pari al 120% dei pil con una svalutazione al 30% che tra l’altro innescherebbe un immediato boom di export ti pare una catastrofe? Ti sembra di essere in luna di miele oggi? Dimentichi che l’oggi sarà per i prossimi 20/30 anni e ancor peggio – abbiamo solo iniziato – e non è detto che tutto ciò ci salvi dalla catastrofe.

    • Fabio says:

      ci sono ancora zoticoni come te che credono che Grilo sia un comico, o meglio vogliono spingere la gente a credere che lo sia. Chi usa la satira non è un comico, ma semplicemente una persona ancora in grado di aggredire i poteri forti (tanto perchè tu non li dimentichi parlo di Banche, Petrolieri, alta finanza, farmaceutici , che comandano il mondo politico senza che tu quasi te ne accorga) e scherzando e ridendo (ma mica poi tanto ) risvegliano le coscenze meglio di inutili ciarlatani prestati alla politica ed al sociale. Infatti se noti bene, da tutte le televisioni sono praticamente scomparse quelle figure che promuovevano la satira e la mettevano al primo posto nella lotta la potere precostituito.

    • GeertWilders4president says:

      Il complottismo è basato su tante teorie scritte male e incollate insieme in modo maldestro. Possibile che nessuno che legge queste teorie si accorge delle voraggini enormi che le fanno crollare?

      ES:
      Saremo noi stessi a chiedere a gran voce: “un solo Paese, una sola tassazione, una sola moneta, un solo esercito, un solo giudice, un solo padrone…e meno libertà”!

      – A me pare che si stia chiedendo il contrario, lo scioglimento della UE, l’indipendenza in varie parti del mondo per via del rafforzamento della cultura locale(anche in America, il Texas, le due Carolina e tanti altri), a ciascuno la sua moneta, il suo esercito, il suo governo… e poi la storia insegna che tutto ciò che non funziona non dura. L’UE non funziona, perciò non durerà.

      Il mondo non è così statico/rigido come lo vedono i complottisti.

  12. Simone says:

    Pessimista oppure ottimista informato?

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