Cantù, la Lega si spacca: Masocco contro Molteni

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Giorgio Masocco protagonista assoluto del consiglio comunale di Cantù di ieri sera. Il consigliere leghista attacca duramente il suo partito, chiedendo di entrare a far parte della maggioranza di Lavori in Corso. Ed esprime dure critiche contro il collega di partito nonché onorevole, Nicola Molteni (nella foto) che era, però, assente. Durante la discussione preliminare, infatti, Masocco ha letto un duro intervento, che ha sicuramente sorpreso non solo l’unico rappresentante della Lega nord presente, Edgardo Arosio, ma anche la stessa maggioranza che alla fine ha anche applaudito l’intervento. Il principale obiettivo di Masocco, oltre che il suo stesso partito, sembra essere proprio un suo compagno di partito: l’onorevole Nicola Molteni. Masocco, infatti, dichiara di essere “Come Pagani e Spinelli orfani di un ideale e succube di mister B.”. Masocco, infatti, tira in causa anche Antonio Pagani e Vittorio Spinelli, consiglieri comunali del PD, che secondo il pensiero dello slegato leghista, condividerebbero insieme un destino di sudditanza nei confronti di Berlusconi. Ma il consigliere continua: “In quest’aula siede un rappresentante della Repubblica del popolo che deve tutelare i nostri interessi ed i nostri diritti a Roma”. Masocco si rivolge a Molteni chiamandolo “questo individuo”, “questo elemento”, infatti aggiunge: “Questo elemento, braccio destro del governatore della Regione Lombardia, coi voti dei canturini, in parlamento, ha avallato le più grosse ingiustizie che potessimo subire, ben cosciente che ingiustizie erano, col proprio voto in Parlamento o in Commissione giustizia. La verità di ciò che dico è la condanna, nel processo Ruby (la figlia d’Egitto), della dottoressa Fiorillo in quanto, come da sentenza, e Travaglio docet, ha detto che l’allora Ministro dell’Interno, mentore e maestro dell’onorevole, nella sua veste, disse cose non vere”. Masocco non usa mezzi termini: parla della Lega come di un partito che subisce diktat: “Ordini perentori di mister B”.

Per tale motivo, chiede di entrare in maggioranza: “Le chiedo apertamente di farmi partecipare con la sua maggioranza alle richieste che arrivano, in quanto ritengo più possibiliste e localiste le sue intemperanze che quelle di questi pseudo-leghisti”. Sorprendentemente, Masocco sembra avere una certa simpatia per la comunità cinese di Cantù, che recentemente era stata attaccata da Molteni per l’apertura di alcuni negozi in centro: “Ma come può questo individuo dichiarare tutte le stronzate che ha detto sui cinesi, quando Cantù è invasa da tutte le comunità di questo monto in ultimo, l’ammazzamento sulla moti di un barista e gli investitori certamente cinesi non erano, perché in bicicletta non si ammazza nessuno”. Come se non bastasse, Masocco parla di Molteni come “presunto rappresentante del territorio” e rinnova l’invito, già fatto durante il precedente consiglio comunale, di organizzare un consiglio comunaledavanti Regione Lombardia: “Partirò da Cantù a piedi con un manipolo di persone ed andrò fino in Regione Lombardia, al grido “prima il nord”.

Il presidente Attilio Marcantonio, dichiara subito di essere dispiaciuto per l’assenza di Molteni. A quel punto, Masocco replica: “E’ il gruppo leghista che dovrebbe dimettersi”. I consiglieri di maggioranza dichiarano di apprezzare il coraggio di Masocco, mentre Arnaboldi, riguardo alla richiesta di passare in maggioranza, spiega: “Siamo aperti a tutto ma prima dobbiamo confrontarci in assemblea” . Edgardo Arosio (Lega Nord), si rammarica del fatto che Molteni sia assente e quindi impossibilitato a difendersi. Il sindaco Bizzozero, invece, dichiara: “Preferisco non parlare di coraggio, ma di scelta forte, dirompente. Non sono d’accordo con Arosio. Queste cose sono espresse nel luogo deputato. Vorremmo anche noi stare a guardare la partita”. Infine, Arosio chiede a Masocco di sedersi altrove, visto che non è più in minoranza. Spinelli (PD), chiede maggiori delucidazioni a Masocco: “Oggi ti sei deleghizzato o sei h24? Vuoi costituire un gruppo misto?”. A questo punto, Masocco precisa: “Io resto Lega, si dimettano loro. Prima nordista poi leghista. Io sono lega nord, loro non sono nulla. Loro non rappresentano il nord. Sono cani da guardia di mister B”. Si sfiora la rissa quando Masocco dichiara che la Lega è “gentaglia”. Arosio, infatti, tenta di interromperlo, ma Masocco urla: “Stai zitto. Voi rappresentate il rappresentante di quello che va a fare le cene eleganti con le bambine di diciotto anni, un uomo che è stato condannato. Avete alzato la mano a favore di un Cosentino che è in carcere”.

FONTE ORIGINALE: http://www.quicomo.it

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One Comment

  1. In realtà la persona nella foto è il Sindaco canturino Claudio Bizzozero.

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