Caner: decreto sblocca debiti, pe ril Veneto è solo un contentino

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Oltre 328 milioni di euro per i Comuni e le Province del Veneto. È quanto mettono sul piatto i recenti Decreti Ministeriali al fine di consentire agli Enti locali di saldare i debiti maturati con i propri fornitori. A livello nazionale, il valore complessivo è di 8,1 miliardi: di questi, 4,5 (il 56% del totale) serviranno ad escludere dal Patto di stabilità i pagamenti effettuati da Province e Comuni con disponibilità di cassa; i rimanenti 3,6 miliardi, invece, sono delle anticipazioni della Cassa depositi e prestiti (CDP) per gli enti privi di liquidità.

“In Veneto – spiega il capogruppo leghista Federico Caner – sono stati concessi pagamenti per 328.165.747 euro; di questi, ben 326 milioni sono in realtà risorse già disponibili in cassa (il 99% del totale) mentre i prestiti della CDP sono appena 2 milioni. Una conferma del fatto che qui le risorse ci sarebbero ma vengono bloccate da un Patto assurdo. Da un esame dei dati emerge la conferma dell’effetto dannoso del Patto di stabilità per gli Enti locali veneti, che non hanno potuto pagare i fornitori pur avendo risorse disponibili. Questo provvedimento quindi rischia di essere di fatto un contentino, o piuttosto un palliativo, per la maggior parte delle nostre Amministrazioni virtuose. Meglio sarebbe rivedere totalmente il meccanismo e i vincoli del Patto, magari privilegiando gli Enti che finora hanno contribuito maggiormente al risanamento della finanza pubblica nazionale per ‘assorbire’ il disavanzo dello Stato. Non sarebbe un’azione da poco per il Veneto, dato che nel 2013 è la regione più penalizzata d’Italia per quanto riguarda il tetto di spesa pro capite previsto dal Patto (328 euro a fronte dei 942 della Basilicata)”.

Nel dettaglio, sono i Comuni veneziani quelli che beneficeranno maggiormente del Decreto “sblocca debiti”, con oltre 154 milioni sbloccati dal Patto (124 solo nel capoluogo), cui si sommano i 163.753 euro di anticipo della CDP. A seguire gli Enti padovani (37 milioni, 11 il capoluogo), vicentini (31, 7 il capoluogo), veronesi (29), trevigiani (23,5), polesani (11) e bellunesi (6). La Provincia più agevolata invece è Padova, con quasi 15 milioni e mezzo di pagamenti per investimenti svincolati dal Patto.

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2 Comments

  1. Garbin says:

    ” Meglio sarebbe rivedere totalmente il meccanismo e i vincoli del Patto, magari privilegiando gli Enti che finora hanno contribuito maggiormente al risanamento della finanza pubblica nazionale ”

    non si può, altrimenti come fanno a mandare ogni anno un centinaio di miliardi di euro alle regioni del sud bisognose, sempre bisognose, bisognose in eterno.

  2. Luke says:

    È la solita trovata all’italiana… che senso ha usare quasi la metà dei soldi come anticipazioni della Cassa depositi e prestiti per chi non ha niente in cassa? Dovevano andare tutti agli Enti virtuosi! O no?
    E poi cos’è ‘sta storia dei tetti di spesa pro capite diversi da regione a regione? (ovviamente sempre a vantaggio di chi sperpera…)

    BASTAAAAAAA

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