CAMUSSO: “SERVONO PIU’ SOLDI PER IL MERIDIONE”

di FRANCESCO GALEOTTI

La solita cantilena, che va avanti ormai dai tempi in cui nacque la repubblica. Stavolta, tocca alla “regina del sindacato” puntare sulla questua: “Insieme agli investimenti decisi dal governo attraverso il Cipe e la riorganizzazione dei fondi strutturali, occorre convincere le imprese. A cominciare da quelle partecipate come Enel, Terna, Finmeccanica Eni o Telecom di iniziare ad anticipare capitali propri e fare investimenti”.

Sarebbe questa l’esigenza prioritaria che il numero uno della Cgil Susanna Camusso ha indicato in una intervista al Mattino di Napoli, auspicando una “fase due” per rilanciare l’economia del Mezzogiorno e combattere la disoccupazione. Oltre al solito mantra sulla “lotta all’evasione”, la segretaria della Cgil chiede “l’utilizzo di incentivi strutturali per giovani, donne e Sud”, sostenendo “che è tempo di discutere e sviluppare il mercato del lavoro, in modo da ripartire finalmente”. Chissà se alla camusso han raccontato di società tipo “Napoli Servizi”, azienda pubblica con un esercito di 1.536 dipendenti e un deficit dì 32milioni di euro.

Per la Camusso bisogna, invece, continuare a trasferire soldi a pioggia e le scuse son sempre le stesse: “riduzione della precarietà vuol dire necessità di ammortizzatori sociali universali. Ma è necessario – spiega – anche che il governo decida quali risorse rendere disponibili altrimenti è solo una riduzione delle tutele e non un ampliamento”. Inoltre aggiunge: “Il Sud ha bisogno di investimenti veri e basta dire che le liberalizzazioni hanno risolto tutto: prendiamo il prolungamento degli orari, si rischia solo di peggiorare le condizioni di lavoro”.

Un concentrato di demagogia e idee fallimentari sciorinate con la solita faccia di bronzo, soprattutto quando cita l’Alenia di Nola: “L’azienda ha rispettato il contratto collettivo e da parte nostra non c’è stato nessun pregiudizio ideologico. A Pomigliano, invece, Marchionne ha costruito una campagna ideologica contro di noi. E stiamo studiando un ricorso per discriminazione: perché si è scelto volutamente di non riprendere 350 lavoratori”.

Qualche giorno fa, abbiamo scritto che “le imprese nel sud sono poco più che un deserto”, gran parte del lavoro è pubblico, fornito da enti locali ricolmi di “clientes” o da pseudo-società partecipate da Regioni e Province. Basta ricordare un solo esempio, per convincersene: “Il Sud soffre di sindrome faraonica: 174 milioni di euro per fare funzionare palazzo dei Normanni in Sicilia: è un consiglio regionale, ma si è dato lo status di un parlamentino con tutti i vizi del caso. Spende il doppio della Lombardia, che avrebbe il doppio degli abitanti. Ma se alla assemblea regionale si unisce anche la giunta di Raffaele Lombardo e il personale lì assunto a carovane, la spesa della Sicilia solo per i servizi della casta è il quadruplo di quella della Lombardia”. Sicilia, dove un abitante su due è pensionato! Michele Iorio, in Molise governa su un piccolo regno che ogni centomila abitanti di regionali ne ha 291, ovvero 8 volte e mezzo di più della Lombardia. Cercate in Internet, troverete vagonate di documenti.

Perché la Camusso, quando scende sotto il Po, non si mette a strillare contro le false pensioni di invalidità? Nel 2009 è stato revocato l’11,7 per cento delle prestazioni. I tagli hanno colpito soprattutto la Campania (con 6.706 revoche), la Calabria (con 2.225), la Basilicata (252) e la Sardegna (1.915 revoche).

Basta ascoltare le “barzelette” della regina della Cgil per far sì che il disastro Greco si materializzi, in men che non si dica, anche da noi.

 

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12 Comments

  1. Fabio says:

    piu soldi al sud? per favorire ancora le aziende del nord? no grazie, ridateci ciò che ci avete rubato 151 anni fa, cioè ricchezza ed indipendenza, e poi prendetevi la vostra patania e andate per la vostra strada, stoccatevi i vostri veleni da voi e fatevi fottere da bossi trota e company

    • Stefano Nobile says:

      più soldi al Sud, derivanti da prelievo fiscale al Nord, favoriscono le imprese settentrionali?
      In base a quale strano teorema?
      Guarda che se il Nord va per la sua strada, anche accollandosi al 100% il debito e lasciando il Sud libero da tale onere, credo che le regioni meridionali fallirebbero nel giro di un paio di settimane. Se va bene.
      Per quanto riguarda il furto perpetrato 151 anni fa, hai ragione. Ma i Savoia non hanno rapinato solo il Sud, e comunque in 151 anni ne sono arrivati di soldi da voi…
      Bastava spenderli bene.

  2. Diego Tagliabue says:

    Feb. 2012, blitz della finanza a Napoli: 82% dei commercianti evade il fisco e va in giro con macchine tipo Audi A5, Q5 e Porsche Carrera.

    Marzo 2012: blitz della finanza presso i medici di Caserta: 100% di evasione fiscale!

    Aprile 2012: 1.200 immobili fantasma a Boscoreale (ca. 26.000 abitanti), inesistenti per i catasto. Tra questi anche un hotel con piscina.

    Maggio 2012: Monti stanzia 900 milioni di Euro per “migliorare l’istruzione” al Sud (la maggior parte delle scuole è al Sud) e premia le regioni che creano posti di lavoro, senza specificare di che tipo.
    È in arrivo l’ennesima valanga di assunzioni (para)statali, che non creano ricchezza, ma costano e pesano sulle casse del Nord.

    BASTA CARRETTATE DI SOLDI PER GLI SCENDICANE-INCASSAVAGLIA!!! PARASSITI DA 151 ANNI!!!

    Si paga ancora per Irpinia e Belice, ma per l’Emilia non ci sarà un centesimo. Al contrario: vai di IMU per le rovine rimaste in piedi!

    • Fabio says:

      151 anni fa i tuoi antenati morivano di pellagra, senza il sud il nord sarebbe una merda (un pò meno merdoso di come è adesso) quindi taci ignorante e studia

  3. ugo says:

    Se la Camusso poteva risultarmi “simpatica” per il fatto che sembrava avere mantenuto con Monti una linea salda su alcuni principi, dopo avere letto questo articolo non posso che farmene un opinione pessima: ma come si fa oggi come oggi a svendere argomenti demagogici fingendo che certe cose (al sud) non accadano o non siano mai accadute. Ma comincino a denunciare i veri sprechi, che sono uno schiaffo per la povera e onesta gente che deve accettare passivamente di venire sempre più spremuta, e comincino i sindacati a dare per primi l’esempio parlando di cose serie da fare per azzerare lo spreco di soldi pubblici e la smettano di parlare di distribuzione di altri soldi al sud! Ma quante politiche sociali (dalla sanità agli amortizzatori) si potrebbero fare azzerando il finanziamento pubblico ai partiti, per esempio, greppia immonda per gente parassita? E quanto si potrebbe risparmiare introducendo i costi standard nella sanità o combattendo seriamente a tappeto i falsi invalidi e altro ancora..? Domanda: é o non é un’illusione pensare che i sindacalisti di ogni colore possano davvero oggi come oggi rappresentare gli interessi normali della gente normale in modo “neutrale” , quando vediamo i medesimi aspirare a comode poltrone di sottogoverno e/o governo e/o a scranni vari su cui appoggiare le chiappe a fine mandato (gli esempi si sprecano) e da “soloni” di economia-finanza-diritto e chi più ne ha più ne metta concionare di qua e di là?Quale credibilità é rimasta a questa gente?

  4. Domenico says:

    La CGIL può tranquillamente finanziare il sud con tutti soldi accumulati non pagando tasse di nessun tipo. Lo faccia e non rompa le scatole a noi… Non vorrei che l’articolo 18 dovessimo pagarlo con un’altra cassa del mezzogiorno…

  5. simone says:

    soldi al sud ? non scherziamo ,sono soldi a fondo perso.non è tempo di regali,non possiamo più permettercelo ,i soldi devono guadagnarseli come facciamo noi!!!

  6. simone says:

    soldi al sud? non scherziamo .sono 60anni che partono dal nord valanghe di soldi.risultato sono ancora da terzo mondo,c prendono solo per i fondelli !!! se li mangiano tutti. dobbiamo puntare al federalismo fiscale altrimenti finiremo come la grecia,è solo questione d tempo. ognuno deve vivere e gestirsi con i propri soldi,non si può pensare di vivere in eterno con i soldi altrui. semplice. simone dalla lombardia -padania

  7. Rinaldo C. says:

    è ovvio che perdere il lavoro a 50ann è dura, ma i sindacati devono comprendre che il lavoratore ha dei diritti ma anche de doveri e poi posso essere d’accordo che tutte lesgle sindacali devono essere rappresentate sul posto di lavoro. se la camusso intende fae spendere altri soldi per il sud, cambi lavoro, come c’è nel suo articolo sono d’accordo sig Francesco Galeotti, il sud è sempre stato assistito, qualche volta anche derubato, ma era che si muovino loo a creare lavoro e non solo pbblico ma anche privato e devono comprendere che non bisogna pagare il pizzo per vivere, ribellatevi .

    RINALDO

  8. Giacomo says:

    Non sanno dove stia di casa la vergogna.

  9. Lorenzo says:

    Aboliamo l’art.18 così si possono scacciare i fancazzisti e assumere gente capace. Vedi come si riprende l’economia, altro che trasferimenti pubblici!

  10. heimat1591996 says:

    Se li guadagnino lavorando onestamente e pagando le tasse per mantenersi.

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