Camusso, forse due Italie. Ma va?

di ELSA FARINELLIcamusso4

La piazza dell’altro giorno a Roma è stata un successo, Renzi può fare a meno di ignorarla ma la cronaca è cronaca. Il sindacato ha avuto gioco facile ma sorprende che Susanna Camusso non sappia che questo è un Paese duale, doppio, sdoppiato, nell’economia e nei bisogni e che i contratti nazionali uguali per tutti sono stati uno dei motivi del fallimento del mercato del lavoro e della ripresa. E quindi la segretaria cipigliosa della Cgil avverte che andando avanti così l’Italia sarà divisa in due. Ci arriva dopo 30 anni di spaccatura economica e sociale già sancita.

Segnala che se proprio fosse lei il ‘nemico numero uno’ di Matteo Renzi “sarebbe un nemico numeroso, vista la piazza”. Ospite di ‘diMartedi” su La7, la leader Cgil ha confermato quel “surreale” dopo l’incontro governo-sindacati a Palazzo Chigi e ha spiegatp che “non è questione di essere arrabbiati, è che ci si augura che ci sia un’occasione per cose positive ma quell’occasione è stata negata”. Quale e l’Italia vera, quella della Cgil in piazza o con Renzi alla Leopolda? “Rischiamo – avverte Camusso – di avere due Italie: quella che sta abbastanza bene per dedicarsi all’ottimismo e quella di chi ha grandi problemi, specialmente il lavoro”.

Da un bel pezzo, Camusso.
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One Comment

  1. Orini Giancarlo says:

    Se va bene di Italie ce ne sono almeno una decina. Povera Camusso, poveri politici, ma soprattutto poveri italioti.

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