Alla Camera bruciano la contabilità. A noi Equitalia chiede soldi di 20 anni fa

di CLAUDIO ROMITI

Leggo su L’Indipendenza che per consuetudine italiota i capigruppo della Camera, oltre ad avere piena autonomia nel modo di spendere i ricchi contributi estorti a Pantalone, una volta concluso il loro mandato gettano nel cassonetto dei rifiuti l’intera contabilità, peraltro basata normalmente su una rendicontazione a dir poco ridicola. Ma una pari opportunità non è affatto concessa ai comuni mortali, soprattutto se lavoratori indipendenti, ai quali è fatto obbligo di trasformarsi per anni e anni in una sorta di archivi ambulanti, con la prospettiva ben poco allettante di vedersi recapitare tra capo e collo una qualche vessatoria contestazione da parte della famelica Equitalia. Contestazione spesso basata su errori formali, del tipo “la virgola è spostata troppo a sinistra di 0,01 millimetri”.

A tale proposito, proprio alcuni giorni orsono mio fratello, con il quale una ventina di anni addietro gestivo una impresa familiare, mi ha telefonato molto allarmato a causa di una perentoria richiesta di danaro -circa 300 euro- per un presunto ritardato pagamento dell’Irpef risalente, udite udite, addirittura al 1993, ossia prima ancora che Berlusconi scendesse in campo. Ma per ammantare di una qualche parvenza di legalità tale pretesa, la ben poco popolare struttura pubblica di esazione ha fatto riferimento ad una precedente notifica, peraltro datata 2001; ossia ben 11 anni orsono. Tant’è che, onde evitare l’esborso di una sanzione che all’inizio della fiera era di qualche spicciolo, si invita il malcapitato contribuente a presentare in uno dei tanti sperduti uffici della sterminata amministrazione fiscale le eventuali ricevute di pagamento.

Ora, al di là di questa ennesima storia di ordinaria follia burocratica, la vicenda segnala ancora una volta alcune insopportabili caratteristiche di un sistema destinato a trascinarci tutti nel baratro del fallimento. In primis, per chiunque abbia gestito in proprio una qualche attività privata, pure se cessata da parecchi lustri, resta in forse la certezza dei redditi conseguiti a suo tempo, semprechè non si abbia addirittura chiuso qualche annualità in perdita. Sotto questo profilo nessun antico contribuente chiamato all’autotassazione può mai dormire sonni tranquilli: la macchina infermale di Equitalia potrebbe in qualsiasi momento rispolverare una antica mancanza, vera o presunta, condannando il “reo” a sborsare somme senza alcun limite ragionevole, chiamandolo in alternativa ad esibire documenti risalenti alla Guerra del 15/18. E questa sorta di incertezza retrattiva della sanzione, lo capirebbe pure il keynesiano più incallito, rappresenta un formidabile disincentivo ad intraprendere una qualsiasi forma di attività imprenditoriale di mercato; soprattutto per chi ha già avuto modo di saggiare i gironi infernali della prassi fiscale di questo disgraziatissimo Paese.

In secondo luogo, tutto ciò dimostra -se ce ne fosse ancora bisogno- che quella specie di mostro che chiamiamo Stato e le sue leve di comando politico-burocratiche non si fanno più alcuno scrupolo nel raschiare il fondo di un barile oramai ridotto ad un colabrodo. Pur di raccattare il maggior numero di risorse, onde alimentare una macchina pubblica impazzita, i paladini dell’equità burocratica -quella che ti manda per stracci, tanto per intenderci- si attaccano a qualunque errore formale di antica memoria, vero od inventato che sia. L’importante è rapinare ciò che resta nelle tasche di chi, magari per un errore di gioventù, ha osato anche per poco tempo far parte di quella sfortunata schiera di produttori privati, nati ahiloro nel posto sbagliato.  Un Paese che incontra un ex-imprenditore e con qualunque trucco gli estorce altri soldi su un reddito d’antan, è un Paese morto.  Non credo vi sia altro da aggiungere.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

17 Comments

  1. Ale says:

    Nella richiesta spedita per posta ordinaria mi si chiede il versamento di 1830 euro per non avere rispettato una notifica del novembre 2011 (mai pervenuta) relativa a una presunta notifica dell’agenzia delle entrate del 2004 (mai pervenuta) relativa a un mancato versamento iva e irap del 1999. Quell’anno l’azienda era in liquidazione con bilancio passivo e a credito di iva.
    L’idea che mi sono fatto è che , sia che io paghi o meno (la seconda ipotesi è quella certa), qualche solerte funzionario si intascherà 1830 euro iscrivendoli come crediti da esigere.
    Prima che qualcuno se ne accorga le tracce saranno sparite.

  2. Clemente Delli Colli says:

    E’ tutto prescritto.
    Questa settimana in studio, sono avvocato, é arrivato un ex imprenditore dal quale Equitalia vuole € 283.000. Annualità di riferimento dal 1993 al 2000. Cartelle mai notificate. Somma dovuta zero.
    Inutile dire che Equitalia non avrà un centesimo, e darà lei un contributo al mio reddito …

  3. Amir Muhammad Abbad says:

    basta denunciare il responsabile dell’ufficio per falso in atto pubblico… La cassazione/consulta ha stabilito max 6 anni per chiedere gli arretrati, come da sentenza nell’ultima settima. Se qualcuno desidera mando il link… per ultimo non versate mai contanti in banca!!! se dovete pagare qualcosa pagateli sempre con addebito sul conto. Se sbagliano loro, glielo si puo’ sbattere in faccia!

  4. vincenzo says:

    siamo un popolo di addormentati cronici, la classe politica attuale gioca con noi come il gatto con i topi

  5. e noi UCCIDIAMO EQUITALIA ….. ed usiamo la contabilità come carta igienica ……………… ma solo io ? e gli altri ?????? ho +++ volte lanciato questo link ma nessuno ha mai risposto > … http://www.mabonline.org/camcom.php …..

  6. pienamente d’accordo con tutti, ai veneti posso solo dire una cosa: domani mattina svegliatevi e convincetevi una volta per tutte che l’italia nel nostro territorio è illegale, nemmeno davanti ad un suo giudice è riuscita a dimostrare la sua competenza nel nostro territorio, non dobbiamo più niente anzi ci spettano 146 anni di risarcimenti. Al referendum probabilmente non ci arriveremo mai, come ogni persona avrà oramai compreso vanno prese decisioni forti. Come dice Giannino: “dobbiamo affamare la belva” e cioè stop tasse!!

  7. Jonn says:

    Cacciamoli tutti questi merdosi.

  8. Roberto Porcù says:

    Niente di nuovo. Da tanti anni definisco quelli che chiedono la punibilità del falso in bilancio (per le imprese) una associazione a delinquere di stampo politico-burocratico.
    Associazione a delinquere che ogni tanto si scopre fare affari ed alleanze con associazioni a delinquere di altro stampo con reciproco scambio di favori.
    Chiamarla casta è troppo comodo.

    Noi abbiamo una legislazione fiscale, ambientale, … che gli importanti uffici che regolamentano il vivere civile sono talmente tanti che un imprenditore non può essere al corrente di tutto. Finisce che lui cura quello che considera il suo lavoro e per il resto si affida ad associazioni, commercialisti, periti varii, ma sempre lui ne rimane il responsabile.
    Ogni imprenditore vive così con una spada di Damocle sulla testa. Egli sa di di fare, di pagare quel che gli richiedono, ma sa ben anche che potrebbero chiedergli di rendere conto per qualche cosa che “lui” non fece in tempi remoti.
    Se immaginasse cosa potrebbero un giorno tirargli fuori, si attiverebbe per la sistemazione, ma non lo sa, si illude di essere in regola e vive nell’angoscia di fare un utile, pagargli le tasse e poterselo vedere demolito a posteriori.

    In merito alla sparizione dei documenti, i politici si sono fatti le leggi ad uso proprio e partiti e sindacati sono esonerati dal rendere conto del loro bilancio.
    Ché diamine, la legge è uguale per tutti, ma per loro è più uguale che per i Cittadini.
    Una volta con più del 90% di voti, gli italiani cassarono una legge sul finanziamento dei partiti. Deputati e senatori con l’avvallo dell’allora presidente della repubblica, se ne fecero un altra ben più onerosa con altro nome. Capite che ho ragione a definirli una associazione a delinquere?
    Se poi non conservano i carteggi attestanti la spartizione della torta fra di loro o se un paio (?) di ladri si appropriano di una fetta del bottino più grande di quel che loro spetterebbe, a me non importa.
    Io, come Cittadino, voglio la restituzione con gli interessi di tutte le torte illecitamente rubate.
    Inficiando la volontà dei Cittadini, in quell’occasione rubarono anche la Democrazia e di questo verrà il momento che, loro od i loro eredi, ne dovranno rendere conto, nel modo usuale con qui cadono tutti i dittatori.
    Delenda Cartago

  9. Marta says:

    Le cose cambieranno solo quando questi cialtroni di politici che abbiamo verranno presi tutti in blocco e mandati ai lavori forzati in qualche miniera, perchè se anche uno solo di questi maledetti farabutti rimane al parlamento o al governo riuscirà in breve tempo a corrompere tutta i nuovi arrivati. VIA TUTTA QUESTA CLASSE POLITICA OLIGARCHICA, CORROTTA, SPENDACCIONA , TUTTA QUESTA MASSA DI MERDA E PUTRIDUME FETENTE DAI PALAZZI DEL POTERE O IN QUESTA MELMA CI ANNEGHEREMO TUTTI. E COMUNQUE COME SEMPRE VIVA EL LEON E VIVA SAN MARCO, VIVA LA LIBERTA’

  10. LOT says:

    Fino a quando… noi faremo… bisogna reagire… quante belle parole, ma chi lo fa per primo? Eh? Chi si prende la briga di iniziare?
    Ho notato come in Italia vige ancora la vigliaccheria dettata dalla paura…
    Vi siete resi conto che siamo già come la Grecia, la Siria e le altre nazioni depredate? Se la popolazione non si unisce in un solo fronte, sarà sempre inutile scendere in piazza con la bandiera di partito o sindacato. Quello che mi ha stupito è che li abbiano lasciati partecipare ai cortei, loro che hanno la massima colpa per quello che sta accadendo…loro che vivono di parassitismo e ruberie…e gli emeriti coglioni che ancora li votano!!!

    Tocca alla gente reagire, senza bandiere e senza vessilli di qualsiasi tipo. Si vuole una bandiera? SI usi quella italiana in ogni piazza, visto che i politici vanno contro la Costituzione e non meritano l’appellativo di italiani!!!

    Non abbiamo perso la sovranità, non ancora, ma stanno cercando di venderla per i loro portafogli. Andiamo a prenderli a casa loro e facciamoli pagare!!!

  11. Giacomo says:

    È tutta colpa degli itaglioni, e in particolare dei padaglioni, schiavi mansuetida più di venti secoli. I lombardi, poi…

  12. Dan says:

    Fino a quando non verrà fatto succedere qualcosa in grado di imporre il cambiamento, l’unica è aprire una partita iva il tempo necessario per potersi presentare ad una clientela, chiuderla e continuare in nero.

  13. Diego Tagliabue says:

    Documenti bruciati, inno obbligatorio a scuola, riscossione selvaggia e asimmetrica sul territorio… tutto già visto.
    C’è odore di Jugoslavia, coperto ancora solo dalla patina pizzaiola fallitagliota.

  14. francesco says:

    Fino a quando l’italia non reagira’ con il popolo ma ci faremo distrarre dal gioco del calcio, trasmissioni poco culturali e guarderemo le notizie da gionali e telegiornali pilotati da uno stato marcio sprofonderemo nel tunnel piu’ velocemente di quanto si creda, la cosa brutta e’ che a differenza di altre nazioni qua non ce’ unione tra la gente e loro le lobby ci andranno a nozze condeglianze a tutti gli italioti e buoni anni di merda a tutti

Reply to Roberto Porcù Cancel Reply