CAMERA ACCELERA SU TAGLIO PARLAMENTARI

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La conferenza dei capigruppo alla Camera trova l’unanimita’ sul prossimo calendario dell’Aula. Il presidente del
Consiglio, Giuseppe Conte, fara’ le sue comunicazioni il 21 agosto alle 11.30. L’esame della proposta sul taglio dei parlamentari –
voluta dal Movimento Cinque Stelle e rilanciata oggi al Senato dalla Lega, tramite il suo leader Matteo Salvini – arrivera’ alla
Camera il giorno successivo, il 22 agosto. La mattina ci sara’ l’ultimo passaggio in Commissione affari costituzionali, mentre il
pomeriggio (con orario ancora da definire) dovra’ essere l’Aula a esprimersi. In questo contesto, come evidenziato dai capigruppo,
sono da evidenziare due aspetti. Il primo e’ quali siano le possibilita’ di sopravvivenza di una proposta di riforma costituzionale, nonostante l’apertura di una crisi politica che la settimana prossima potrebbe concludersi con le dimissioni di Conte o con la sua sfiducia al Senato. Il secondo e’ se l’unanimita’ manifestata dei capigruppo possa comunque consentire l’iter della riforma a prescindere dalla caduta dell’attuale esecutivo.

Secondo Maria Stella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, sarebbe possibile tagliare i parlamentari anche dopo la sfiducia a Conte. Il Movimento 5 Stelle si dice soddisfatto dell’approvazione del calendario, chiedendo pero’ alla Lega di stabilire le priorita’ fra la sfiducia e il taglio dei parlamentari. Due posizioni che al momento non appaiono conciliabili, sia per tempistica – che porterebbe al voto solo nel 2020 – sia per alcuni dubbi sulla costituzionalita’ del provvedimento. “Siamo soddisfatti di portare in aula il taglio dei parlamentari. Manca solo l’ultima lettura. E’ chiaro che, com’e’ stato deciso e come il regolamento prevede, non si puo’ fare se la crisi e’ aperta. Non si possono fare due cose contemporaneamente. Aspettiamo di capire dalla Lega se vuole aprire la crisi adesso o vuole fare il taglio dei parlamentari. La scelta e’ loro, noi ci auguriamo di poter portare a casa questo risultato”, ha detto Francesco D’Uva, capogruppo alla Camera per il Movimento 5 Stelle, al termine della riunione durata circa 40 minuti. Il M5S, che avrebbe voluto anticipare il voto il prima possibile (il 19 agosto), si ritrova dunque di fronte alla possibilita’ di una doppia sconfitta, con l’eventuale caduta del governo e il taglio dei parlamentari non approvato proprio a causa della crisi.

Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha pero’ inteso che le comunicazioni di Conte dovessero avere priorita’ rispetto alla
proposta di Luigi Di Maio. “Noi abbiamo chiesto di calendarizzarla il prima possibile. Fico ci ha detto che il primo giorno
disponibile era dopo le comunicazioni di Conte. Abbiamo appoggiato bene la loro proposta, se poi non hanno studiato i regolamenti non e’ un nostro problema. Noi siamo pronti a votarla anche in caso di sfiducia o dimissioni di Conte”, ha detto Riccardo Molinari,
capogruppo della Lega alla Camera, che denuncia “la nascita di una nuova maggioranza fra Pd e M5S”. Per il Partito Democratico,
rappresentato alla Camera da Graziano Delrio, “se c’e’ una sfiducia non e’ possibile avere nessuno calendario della Camera”. Per Federico Fornaro, capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, “non c’e’ piu’ un governo e questa situazione sara’ manifesta al Senato ed eventualmente alla Camera” dalla prossima settimana. “Tutti gli atti successivi dipendono dalla crisi. Le camere funzionano solo in presenza di una maggioranza. Chi ha aperto la crisi se ne assume tutte le responsabilita’”, ha concluso Fornaro.

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