Dopo Equitalia, le nostre tasse in Gran Bretagna?

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Grandi cambiamenti attraversano già da qualche tempo il settore della riscossione dei tributi locali. Dopo l’annunciata riforma dello scorso luglio, e avvicinandosi l’ennesima scadenza dell’ultima proroga concessa a Equitalia per l’esclusiva del servizio di riscossione tributi in oltre 4mila comuni, sembra proprio che il destino del colosso che ha turbato i sonni di milioni di italiani sia ormai inevitabilmente segnato.

A quanto pare infatti è sempre più vicino l’accordo della Serti spa, “rivale” di Equitalia, con Conset, agenzia inglese che pare sempre più decisa ad acquistare il 40% delle quote della romana Serti. Un business, quello della riscossione tributi in Italia, che sta attirando molti investitori stranieri, perché considerato sicuro e ad ampio margine di rientro, addirittura destinato a subire un’impennata. Già, perché allo scadere della proroga concessa a Equitalia (scadenza prevista per il 31 dicembre 2014), i Comuni e gli altri enti locali si troveranno a dover “scegliere” a quale società affidare l’ingrato compito della riscossione tributi, ovvero, saranno tenuti a bandire una gara d’appalto, alla quale potranno partecipare le principali aziende private che lavorano nel settore e che sono iscritte all’albo dei gestori dell’accertamento e della riscossione dei tributi locali.

E tra queste si farà avanti senza dubbio la Serti, che, se tutto va come deve, sarà per dicembre di quest’anno già “gemellata” alla inglese Conset. Con ottime probabilità di aggiudicarsi buona parte delle gare d’appalto.
(da www.roadtvitalia.it)

 

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4 Comments

  1. Castagno 12 says:

    La stragrande maggioranza del popolo italiano NON FA NULLA PER FARSI RISPETTARE, anzi.

    Correre a votare, quindi approvare sistematicamente gli impresentabili, DA FORZA AL SISTEMA, che ne approfitta alla grande.

    Quindi Lorsignori picchiano come fabbri ed i BABBEI aspettano la salvezza, la ripresa, LA LIBERTA ‘.

    ASPETTANO, ASPETTANO !

  2. Franco Sensi says:

    Pensate che bello se vi fossero più agenzie in concorrenza tra loro, con una semplice clausola: la pratica, passando attraverso una “borsa” del credito, viene acquisita da chi versa la maggior quota in anticipo sull’importo intimato (con una base d’asta fissata dal fisco). Grande vantaggio per lo stato, ed una garanzia in più per i contribuenti, perché le pratiche infondate resterebbero senza seguito esattoriale?

    • Venetkens says:

      Franco, esiste già sta “borsa” del credito, ma non credere che le compagnie private di recupero crediti accettino di esporsi con chissà che cifre senza essere sicure di portare a casa il malloppo intero. la matematica non è mai un’opinione, e i soldi non crescono sugli alberi.

  3. gianni.el ladin says:

    Per informazione a tutti.Guardate su Google sotto, US Securities and Exchange Commision, e tippate :search SEC Documents.Cosi vi renderete conto cosa e’l italia e a chi appartiene.

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