Urlare al cambiamento: i soliti slogan dei teatranti della politica

di CLAUDIO ROMITI

Nel pieno dell’attuale marasma politico domina incontrastato un concetto alquanto delirante: il cambiamento. Nonostante decenni di fallimenti, buona parte dei protagonisti che si contendono un elettorato sempre più confuso lo fanno promettendo di cambiare le cose sino all’ultimo bottone, così come tuonava all’indomani della famigerata rivoluzione d’ottobre il suo cantore Majakovskij. L’idea sarebbe quella, una volta arrivati nella stanza dei bottoni, di trasformare in modo radicale l’intero sistema, rendendolo più verde, più giusto e più ricco per tutti. Come se si trattasse di saper usare con onesta abilità leve e pulsanti, i protagonisti della catarsi sociale tendono ad accreditare l’illusione che si possano , dalla sala comando del governo centrale, resettare in modo funzionale e positivo gli ingranaggi  di un sistema impazzito. Senza tener in alcun conto delle tendenze in atto, della nefasta stratificazione di interessi che oltre mezzo secolo di statalismo pervasivo ha determinato, i demagoghi di ogni orientamento promettono di rivoltare il Paese come un calzino.

Da Grillo a Bersani, da Renzi a Berlusconi, i vecchi e i nuovi attori del teatrino della politica, a colpi di chiacchiere e distintivo, ci vogliono convincere di avere nel cassetto la ricetta giusta per ottenere finalmente quel tanto auspicato cambiamento. Con qualche sfumatura legata al relativo posizionamento, costoro si impegnano a pianificare una politica che riesca finalmente a realizzare l’alchimia del famoso Paracelso, trasformando il piombo in oro. Il delirio ecumenico dei loro programmi è totale. Nel mondo delle favole che preannunciano, vi sarà la piena occupazione, tutti pagheranno meno tasse ma la spesa pubblica verrà ulteriormente incrementata; corruzione ed inefficienze saranno eliminate con un semplice atto di governo. E mentre la manna scenderà dal cielo, anche il merito calerà dall’alto, emendando attraverso lo strumento infallibile del decreto legge l’intera società.

Ovviamente trattasi di un cumulo maleodorante di ignobili sciocchezze, propalate da un ceto politico il quale, man mano che la crisi si fa più devastante, si arricchisce di nuovi e molto abili arruffapopoli. Ma la sostanza della questione è sempre la stessa. Al di là delle chiacchiere fumogene, l’attuale democrazia basata sui debiti possiede solo due strumenti per “cambiare” le cose: le tasse e la spesa pubblica. In pratica, i vecchi e i nuovi teorici del cambiamento politico-burocratico possono, così come disse molto efficacemente la compianta Lady di ferro, solo togliere risorse a Paul per darle a Peter, contando sulla eterna riconoscenza di quest’ultimo per farsi rieleggere. Ma oltre a questa truffaldina forma di redistribuzione, ufficialmente finalizzata ad aumentare la cosiddetta coesione sociale, la politica in voga nel Paese di Pulcinella non sembra andare. Ed è proprio per questo che l’unico, radicale cambiamento che ci si potrebbe aspettare dalla politica è opposto a quello predicato dai tanti nuovisti in servizio attivo permanente: meno Stato e meno governo per tutti. Ovviamente, un simile passaggio non potrebbe mai essere promosso da chi continua a chiedere voti in cambio di interventi salvifici in ogni campo dell’esistenza.

La riduzione del Leviatano politico-burocratico non può che avvenire attraverso una spinta, che per ora non sembra alle viste, proveniente dal basso. Tuttavia, osservando con rassegnazione la storica tendenza, prevalente soprattutto nelle regioni del Sud, a farsi assistere dallo Stato mamma, è assai probabile che la società spontanea torni sui propri passi, invocando finalmente il senso della responsabilità individuale, solo a fallimento avvenuto. A quel punto è probabile che i molti teorici del cambiamento a buon mercato vengano rincorsi con le picche e i forconi. Sarà però troppo tardi.

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4 Comments

  1. Dino Caliman says:

    Vediamo se questo mattoncino può essere utile alla ristrutturazione del Sistema,anzichè fallire.

    Risparmio, razionalizzazione operativa Statale e nessun abuso di potere sono 3 aspetti dello stesso fenomeno gestionale.

    Eliminare gli abusi di potere nelle PMI

    Chi? Lo Stato: Mettendo in linea tutti i suoi Enti affinchè possano colloquiare telematicamente per adempiere a tutti gli obblighi a cui sono sottoposti.

    Perché è importante? Oltre ad evitare qualche abuso di potere,possono ottenere dei risparmi sul fronte burocratico/amministrativo. Risparmi per sopravvivere e/o rilanciarsi nei mercati con maggiore competitività.

    Come? Nuovo sistema telematico composto da: Un SW gestionale gratuito messo a disposizione per tutte le StartUp e le PMI che inizialmente lo desiderano per semplificarsi gli oneri. Deve permettere il colloquio operativo con tutti gli ENTI dall’Inps al fisco onde permettere di avere sempre la gestione sotto controllo in tempo reale. Questa nuova modalità rispecchia un articolo della Costituzione riguardante la trasparenza.

    Quando? …..

    https://secure.avaaz.org/it/petition/Eliminare_gli_abusi_di_potere_nelle_PMI/

    Corrisponde a quanto detto da SQUINZI ? giorni or sono si è suicidata un’altra persona. Sembra che i partiti e sindacati non prevedano di “costruire” gli Imprenditori, facciamo in modo di creare le condizioni perchè molti abbiano la possibilità imprenditoriale oggi offuscata. Il timore è per le maestranze statali, molte possono essere convertite a servizi utili alla collettività. Responsabilità collettive politiche:Dall’eliminazione,riguarda la Giustizia, degli abusi di potere? Oppure dalla efficienza,riguarda la modalità di gestire l’amministrazione ed il controllo che è implicito nel sistema telematico,dell’organizzazione Statale? Questo è il problema,quale commissione deve essere coinvolta per proporre una legge che soddisfi l’obiettivo? Oppure il problema deriva dai piccoli e medi imprenditori che preferiscono: Continuare in questo dedalo di leggine,create quando il sistema era cartaceo e necessitava di una miriade di impiegati, distribuiti sui territori . Responsabilità sindacali: Le risorse sindacali istituzionalizzate che compongono questo sistema, possono ora venir utili operativamente. Chi meglio di loro conosce il lavoro? Chi meglio di loro possiede il MK derivante dalle tipologie aziendali di PMI presente sul territorio? Solo loro possono conoscendo le specializzazioni contigue di molti lavoratori senza occupazione,organizzare ( se il cavallo non beve), ed aiutarli (conoscono gli Enti governativi adatti alla bisogna) ad organizzarsi in cooperative. La loro esperienza di MK potrà far inserire nelle filiere di pmi in rete i loro prodotti. I loro costi, non necessitando di personale commerciale, saranno competitivi. Parteciperanno con la competitività Italiana all’esportazione,ora così necessaria per uscire da questo baratro attuale. Siamo in cerca di soluzioni impossibili nelle consuetudini, perchè non provarci?Si attendono pareri.

  2. Renzo Riva says:

    LA GRANDE TRUFFA DEL NUOVO MILLENNIO AD OPERA DEI DELINQUENTI POLITICI: TUTTI,
    AFFONDA LE RADICI NELLO SCORSO MILLENNIO
    CON L’AMENITÁ DEL PROTOCOLLO DI KYOTO

    http://1.bp.blogspot.com/-4twCKZKNKh0/UWXpsi6ejvI/AAAAAAAAAiI/qxOBYIm8ffQ/s400/2013_04_00_Tariffa+A3.jpg

    http://4.bp.blogspot.com/–4IillFRA8c/UVhaLujLV6I/AAAAAAAAAhA/qZJX39uAx3E/s400/2013_03_28_Oneri+Generali+di+el+sistema+elettrico.jpg
    .
    Urge fornitura di vaselina
    .
    Come potete appurare dai seguenti grafici ricavati da
    .
    http://www.autorita.energia.it/allegati/com_stampa/13/130328agg.pdf
    .
    gli oneri generali di sistema costituiscono il 19,23% del prezzo elettrico e di questo 19,23% la parte del leone lo fa la tariffa A3 con il 90,61%; poi all’interno della tariffa A3 la parte preponderante è degli impianti fotovoltaici che all’inizio nell’anno 2008 incideva per il 34% e nel 2012, con una potenza installata di 13 GWh, del 54,7%, tant’è che nel 2013 e con una potenza installata di 17 GWh, arriverà senza dubbio oltre il 65%.
    .

  3. Albert Nextein says:

    Questi se ne fregano della gente.
    Loro sono al sicuro.
    I loro soldi sono al sicuro.
    I loro capitali , idem.
    E così anche tutti i loro privilegi.
    Vivono su un pianeta diverso.

    E visto che stanno più che bene e senza troppi pensieri, si permettono il dannato lusso di giocare.
    Giocare a chi comanda.
    Giocare all’intrallazzo senza limiti.
    Giocare al ricatto incrociato.
    Giocare al veto condizionato.

    Giocano sulla nostra pelle, da sempre.

    Al gioco si sono aggiunti altri partecipanti, quelli europei, anch’essi molto attizzati e determinati.
    L’esito è , quindi, scontato.
    Il caos dopo un default ad effetto domino.

    Questi delinquenti non cesseranno mai di giocare a rovinarci.
    Troppo divertente esser causa di mali e poi fare i medici degli stessi mali provocati.

  4. Nemo says:

    Purtroppo e’ cosi’… Le cose andranno molto peggio prima di andare meglio. La cosa positiva e’ che grazie a questi politici non dovremmo aspettare troppo.

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