Callegari: al Nord è già record di tasse. Perché l’Iva in più non la pagano Di Maio e Salvini?

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di CORRADO CALLEGARI – Con questi venti di guerra, il rischio che l’Iva aumenti per rispettare le clausole di salvaguardia è tutt’altro che una prospettiva lontana. Già si calcolano stime, progressioni della pressione fiscale su tutti i beni di consumo.
Ma i cittadini sembrano non rendersi conto dell’orizzonte che li potrebbe aspettare, stanno sugli spalti a tifare il gladiatore Matteo contro il gladiatore Luigi. Vogliono il sangue, sono stati abituati in questi mesi a vedere solo questo, in un crescendo di mediaticità e propaganda da Colosseo.

Va da sé che non infiamma questa aperta campagna elettorale l’ultimo dossier degli artigiani di Mestre. Quello che conta è fermare gli sbarchi, mentre la mano dello Stato in questa distrazione globale sfila soldi e risorse a tutti.
Cosa dice la Cgia? Cose ovvie. E cioè che sono i lombardi a versare piu’ tasse al fisco. Nel 2017 (ultimo anno in cui i dati sono disponibili), ogni residente di questa regione ha pagato mediamente 12.297 euro tra tasse, imposte e tributi.

Il Nord “egoista”, ovviamente, debe pagare di più. A ruota infatti arrivano i valdostani con 11.480, gli abitanti del Trentino A.A. con 11.297 e gli emiliano-romagnoli con 11.252 euro. In Calabria, invece, ogni residente ha pagato all’erario mediamente 5.516 euro. Il dato medio nazionale, e’ pari a 9.168 euro. Fate voi.
Su un totale nazionale di 9.168 euro, inoltre, secondo i dati della Cgia, 7.672 euro finiscono nelle casse dello Stato centrale (pari all’83,7 per cento del totale) 1.495 euro pro capite (pari al 16,3 per cento) confluiscono alle Regioni e agli Enti locali (Comuni, Province e Comunita’ montane). Se poi pensiamo che dobbiamo anche essere solidali, cosa resta al Nord?

Non possiamo che condividere quanto afferma la Cgia.
“Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sono le regioni che stanno vivendo la fase piu’ avanzata di questa partita, ma altre 9, in forme diverse, hanno manifestato l’interesse ad avviare una trattativa con l’Esecutivo”, afferma il segretario della Cgia Renato Mason secondo il quale “piu’ autonomia equivale a piu’ responsabilita’ ed e’ evidente che i risparmi e l’extra gettito prodotto devono rimanere nei territori che li generano”.

Se così fosse, avremmo risolto tutti i problemi del Nord e del Sud.

Corrado Callegari, responsabile Confederazione Grande Nord Veneto

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