Callegari: a Salvini piace l’Umbria stile forestali calabresi. Un consigliere regionale ogni 42mila abitanti. In Veneto: uno ogni 83mila

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di Corrado Callegari – C’è poco da commentare, questa volta. Parlano i numeri, e cioè che nell’incasso elettorale di domenica 27 ottobre 2019 i consiglieri umbri eletti sono la bellezza di 21. In Veneto, i seggi sono 52. In Umbria la popolazione è di 884mila abitanti. Il Veneto ne ha 4,9 milioni. Togliamo pure i consiglieri che si sono dimessi, che hanno lasciato il mandato per incarichi di governo, in Veneto. La proporzione è sproporzionata, un po’ come per il conto dei forestali calabresi o siciliani rispetto a quelli veneti o lombardi o piemontesi.

Come mai la Lega, che ha condiviso il principio del taglio dei parlamentari, non si prodiga in un analogo processo di riduzione della spesa pubblica? Se dovessimo fare i conti, potrebbero accontentarsi della metà degli eletti, per coerenza. Magari.

 

Responsabile Confederazione Grande Nord Veneto

 

 

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3 Comments

  1. Vaudano says:

    Totalmente d’accordo con Davide.

  2. Davide says:

    …che analisi superficiale …è del tutto normale che una regione piccola abbia dei costi in proporzione maggiori di un’altra più popolosa …sono quello che in azienda vengono chiamati “costi fissi” …non a caso vengono fatte le fusioni ……stesso discorso vale per i comuni o le province ecc ecc …andate a vedere questi dati per la valle d’Aosta o il trentino alto Adige…ma per favore …certo se gli argomenti sono ridotti a questi..

  3. caterina. says:

    ..aggiungerei che, dato che in Sicilia esiste anche, oltre che il consiglio regionale che la tiene legata a Roma,, un Parlamento formalmente indipendente insediato in un bellissimo antico palazzo…cosa faccia, oltre la rappresentanza di piena o fittizia sovranità non si sa… la si lasci governare da se stessa… Potremmo eventualmente darle una mano a distribuire come concordato in Italia e in Europa gli arrivi che sbarcano con tanta facilità nei suoi porti, meta agognata delle navi foraggiate dai potenti soccorritori che non sanno usare le loro finanze per impiantare opere opportune nei paesi d’origine magari ricchi di suo e per lo più sottopopolati…Forse la Sicilia oggi, lasciata a se stessa e alle iniziative dei suoi collegamenti, ritroverebbe la sua gloria antica sfruttando la centralità della sua posizione nel mediterraneo e la bellezza del suo clima e del suo territorio. Oggi è un’appendice dello stivale, ma tutte le potenze un tempo l’ambivano…è possibile mai che non sappia ritrovare un suo ruolo preciso per riposizionarsi anche politicamente nel mondo?…

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