Caldoro: “Divario Nord-Sud senza eguali in tutta Europa”

di CARLO SCAPPELLITTO

“Non esistono altre aree territoriali cosi’ divise in Europa come il nord e il sud dell’Italia per quanto riguarda il Pil pro capite”. Intervenendo alla presentazione del libro di Paolo Macry, ‘Unita’ a Mezzogiorno’, presentato ieri a Napoli, il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, sottolinea come il sud, “per ragioni geopolitiche e geoeconomiche”, sia la parte del Paese che “puo’ crescere di piu'”. Non appare certo una novità quanto sostenuto dall’esponente berlusconiano, che in questo modo ha rimarcato il fallimento della politica tutta negli ultimi venti anni.

Ragionando sulle disparita’ tra settentrione e meridione, Caldoro focalizza l’attenzione sulla “distribuzione delle risorse e sulla responsabilita’ politica”. In merito al primo punto, cita l’esempio della sanita’, con le Regioni del sud che “hanno meno risorse rispetto agli altri. La Campania – dice – ha un trasrimento pro capite di 60 euro in meno rispetto agli altri. Nessuno si meraviglia che oggi il commissario per la spending review Bondi, facendo le cosiddette ‘mediane’, trova che le Regioni del sud sono quelle che spendono meno”. Caldoro ricorda la ‘battaglia’ fatta per inserire tra i criteri di valutazione anche “le performance effetuate rispetto alla posizione di partenza” e non considerare solo la spesa storica. Altro punto nevralgico e’ la responsabilita’ politica, ovvero “la capacita’ di poter leggere chi e’ responsabile della spesa.

La dinamica fra centro e periferia non ha avuto una dinamica reale di riforme – argomenta Caldoro – cioe’ il processo che ha accompagnato la spesa pubblica ha un punto debole, che ha prodotto disfunzioni e non ha avuto di pari passo la capacita’ di poter rendere responsabili relativamente alla spesa”. Un problema che resta attuale anche oggi, perche’ “ci stiamo orientando verso una nuova deresponsabilizzazione, che riguarda gli enti locali, che sono in crisi di rappresentanza politica”.

L’unità non paga, insomma. Sarà per questo che la voce indipendentista sta salendo con forza, soprattutto in Veneto.

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7 Comments

  1. giovanni salemi says:

    Sarebbe ore che il sig.Caldoro,così come altri politici del Sud,pensassero di “prendere il toro per le corna” ,il che significa cominciassero a pensare di mettersi in moto per raggiungere l’indipendenza da questo agglomerato di popoli che rappresenta lo stato italiano.Basta chiacchiere,progetti a vuoto,proclami che dicono e non dicono : tutte le regioni del Sud,gli antichi popoli delle Due Sicilie ,tutti insieme,con molta buona volontà con serietà,con lavoro serio,purgandosi dai tanti politicanti dediti alla truffa ,alla collusione,alla corruzione e al loro interesse ,sicuramente non morirebbero, come si vuol far credere,ma sarebbero padroni in casa loro,lavorerebbero per se stessi e riacquisterebbero la dignità perduta ! Sembra un discorso da “”lucido folle””,ma è l’unico da farsi,così come pensano anche in altre regioni anche del nord della penisola,che come tale non è obbligata a d una unità politica dimostratasi dannosa per tutti .

    • Unione Cisalpina says:

      finalmente… un levantino ke ragiona e ke vuole vivere dignitosamente…

      • Unione Cisalpina says:

        dimentikavo… kuà in giro cirkola un portoghese ke xò è un siculo tuo corregionale, tale Salvo … prova a spiegargli la kosa … 😀

    • Culitto Salvatore says:

      “tutte le regioni del Sud,gli antichi popoli delle Due Sicilie”
      regno di napoli…o regno di sicilia (entrambi esistiti), perchè ci volete mettere sempre in mezzo? 🙂

  2. Unione Cisalpina says:

    già il tuo cognome è tutto un programma… figurarsi se kuest’artikolo poteva sottrarsi alla solita mefitika politica del kiagni&Fotti Spa levantin_italika

    ai cisalpini kuesto ritornello (titiolo) preokkupa (… e non dà soddisfazione) xkè è funzionale alla solita kuestua di denaro pubbliko a roma, k’è la risaputa rapina di kuello nostro, padalpino, sottrattoci dall’inikuità do kuesto “Stato malvagio della Kiesa di Roma” in kombutta kon ogni sorta di mafia e koske delinkuenziali, economike e politike

  3. AlbertoPd says:

    Ma che vada a cagare.

  4. Culitto Salvatore says:

    Stefano Caldoro, sottolinea come il sud, “per ragioni geopolitiche e geoeconomiche”, sia la parte del Paese che “puo’ crescere di piu’”

    è evidente, sembra difficle andare più in basso di così, che dire “comunque vada sarà un successo”

    Nessuno si meraviglia che oggi il commissario per la spending review Bondi, facendo le cosiddette ‘mediane’, trova che le Regioni del sud sono quelle che spendono meno”

    fa rabbia sapere che pur spendendo meno si spreca di più

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