Calderoli: se sarà rivolta fiscale, poi non corriamo a pagare le tasse

di TONTOLO

Oggi sono buono, sarà perché aggirandomi sotto mentite spoglie nel catino del Forum (finalmente affollato) per il congresso della Lega, ho rivisto tanti onesti e convinti militanti che hanno sempre creduto nel movimento, nonostante avessero mille motivi per mandare tutti a quel Paese.

E siccome sono buono per una volta tanto non sarò critico verso Roberto Calderoli, col quale non sono mai stato tenero. Mi limito a riportare quello che ha detto oggi intervenendo al Congresso, aggiungendo solo che ha fatto un discorso realista.

Partiamo dal fondo. “Da Roma – ha detto il triumviro – non si porta a casa nulla e lo dico dopo averci provato in tutte le maniere. Purtroppo due terzi del parlamento italiano è fatto da gente del Centro-Sud e non possiamo chiedere al tacchino di anticipare il Natale. Allora dobbiamo pensare a una strada dal basso, partendo dai nostri amministratori e della nostra gente. Però a una condizione: che la rivoluzione si sia disposti a farla sul serio: si deve chiuder eil rubinetto dei soldi. Se si decide di fare la rivolta fiscale, non si può gridare secessione e poi correre a pagare le tasse. Le tasse non si pagano”.

Calderoli ha poi ricordato tutto il lavoro impiegato per tenere insieme Bossi e Maroni, con lui che tesseva la tela di giorno e qualcuno che correva di notte a disfarla, col rischio che si arrivasse a una spaccatura del movimento, con la nascita di una Rifondazione Leghista che avrebbe segnato la fine del Carroccio. “E smettiamo di pensare alle candidature, perché altrimenti ci ritroveremo senza eletti”.

E poi ha fatto una confessione: “Sia Bossi che Maroni mi hanno chiesto di candidarmi a segretario federale. Ma ho detto di no, sia per il rispetto che devo a Bossi, sia perché, pur ritenendomi un buon organizzatore, politicamente parlando Roberto Maroni ha una marcia in più di me”.

Affermazione sacrosanta. Staremo a vedere.

 

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4 Comments

  1. robin says:

    Exact!!!!! la loro morale è “VAI AVNTI TU CHE A ME MI VIENE DA RIDERE”….GUARDA cosa hanno fatto con la RAI, “non pagate il canone!!!!!” che noi mettiamo le nostre segretrie e i nostri camerieri a fare i direttori!!!!!!!!! Che cialtroni …

  2. oppio 49 says:

    sveglio calderoli, ci ha messo vent’anni a capire che da roma non si porta a casa nulla. minchia (direbbe un mio amico siculo): a Crema noi diciamo che “l’è pusè facil metighel an’dal cul che n’dal cò”. certo qualche brillante vittoria l’ha portata a casa: butto lì il federalismo fiscale legge di cui vi invito a leggere il testo. quando arrivate in fondo potete ricominciare da capo che non cambia nulla. ( a me, leggendo il testo, è venuto in mente il titolo di un’opera di pirandello “così è se vi pare). infatti questa pietra miliare della riforma federale dello stato ci ha sconvolto, in meglio, la vita. mavaffanculo. nel merito, caro calderoli ci sono tanti modi per NON pagare roma ma DEVE essere la parte politica proponente a fare in modo che la gente possa fidarsi e seguire delle indicazioni precise. io mi ricordo, tanti anni fa, la questione del canone rai. fu una bella figura di merda.

    • Pao says:

      Si, fu una bella figura di m…a perché sul Po vennero bruciati centinaia di librettidai sostenitori e dai militanti (una festa apotropaica! Liberatorio! La battaglia era un successo). Poi qualcuno tipo il senatore Leoni rispondeva in radio agli ascoltatori che, con dei leghisti nel CDA RAI, come si faceva a non pagare il canone televisivo? Se ne deduceva che la risposta era: certo che lo dovete pagare, abbiamo i nostri uomini nel CDA!
      Che confusione pazzesca!

  3. Fabio says:

    Si….la rivolta fiscale. L’unica rivolta che può fare quel porco di Calderoli è nel fango magna magna di Roma.
    Sempre a fare le rivolte col culo degli altri.

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