CALDEROLI: “MONTI COME SCHETTINO”. PDL E LEGA GIOCANO A LITIGARE

di REDAZIONE

Più si avvicinano le amministrative, più i rapporti tra Pdl e Lega si fanno tesi. Arrivando quasi al tutti contro tutti. Il Carroccio cerca di mascherarsi ed atteggiarsi a partito “di lotta”, attaccando a testa bassa Mario Monti e paragonandolo a Gennaro Schettino, il comandante della nave da crociera Concordia.

Solo oggi, avverte Roberto Calderoli, Bossi “deciderà eventuali deroghe per gli apparentamenti” per le elezioni amministrative. Deciderà cosa? Prima fa il duro, vedi il caso Tosi, poi tace ed acconsente. Anche sul territorio, peraltro, molti leghisti han già stretto alleanze con simboli tricolori di matrice pidiellina. Ma nel frattempo il clima tra i due ex alleati lo si fa sembrare pessimo. Ad accendere la scintilla, la decisione di Alfano di sospendere i 14 “ribelli” pidiellini sostenitori del sindaco leghista di Verona uscente Flavio Tosi contro il candidato berlusconiano Luigi Castelletti. “È un atteggiamento da vecchi democristiani”, commenta l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni. Se li consideri dei “traditori” perchè vanno con il “nemico”, aggiunge, “non puoi solo sospenderli…”.

Intanto, sia Alfano che Maroni attendono il risultato delle amministrative di Verona. Ha detto la loro anche i due coordinatori del Pdl Ignazio La Russa e Sandro Bondi. Il primo, respinge ogni accusa di democristianità: “Semplicemente – spiega – non si poteva fare di più. Per l’espulsione, infatti, avrebbe dovuto deferire la vicenda al Comitato dei Probiviri, ma ci sarebbe voluto del tempo. La sanzione disciplinare più immediata e grave era la sospensione”. Bondi invece non ha dubbi: “Da parte di Maroni c’è stata una caduta di stile. Segno della degenerazione del clima politico a cui si è arrivati. In realtà, per Tosi, neanche dopo le amministrative ci sarà più grande spazio per future alleanze tra i due ex. Sarà difficile, dice, arrivare al 2013 così fortemente divisi. Perchè poi diventerebbe difficile spiegare all’ elettorato un’eventuale riappacificazione a meno che il Pdl con Alfano faccia un percorso diverso nei prossimi mesi”. Il gioco delle parti continua insomma.

Ma tra ex alleati è ormai guerra (elettorale?) aperta, secondo qualcuno. Maroni ormai, rincara la dose Alberto Giorgetti (Pdl), fa dichiarazioni “infondate e arroganti” come Tosi. E l’intervento di Calderoli allarga il solco: “Noi andiamo avanti da soli, avverte, anche perchè la Lega dice no a chi sostiene il governo Monti”. E dal palco del congresso provinciale del partito a Udine, spara a zero su premier ed esecutivo (“tanto per fare campagna elettorale”, come si commenta poi tra i berlusconiani). Prima paragona il premier a Schettino, tirando in ballo anche “Fracchia” («Per fare i disastri che fa Monti bastava lui»). Poi, ricorre a un linguaggio decisamente più diretto quando dice di non aver mai trovato un uomo che gli stia “così sulle palle come Monti”. Definendo la modifica dell’articolo 18 “una vera iattura”. L’ennesima giravolta rispetto alle idee del passato.

Se noi moderati continueremo a dividerci così, prova a tendere la mano il capogruppo Pdl alla Camera Cicchitto, consegneremo l’Italia su un piatto d’argento al Pd, afferma. È possibile che ciascuno di noi “abbia commesso degli errori”, osserva Cicchitto. Ma questa “non è una buona ragione” per insistere con polemiche “che rischiano di tradursi nella ricerca quasi compiaciuta delle divisioni”. E forse va nel senso di questa linea “morbida”, apparentemente controcorrente, l’idea di qualche pidiellino di andare avanti con liste civiche comunì nei piccoli centri che avrebbero ricevuto l’ok dal partito, e che già sono state rese pubbliche. “Basta che non si faccia nei capoluoghi di provincia – spiega uno dei promotori – perchè sono i dati di questi comuni che si raccolgono per capire come siano andati i singoli partiti”. In attesa dei voleri di Silvio Berlusconi…

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One Comment

  1. feller says:

    Ma non capite un cippolo…Calderoli è il più grande attore della commedia dell’arte napoletana trasferita al nord. Lui fa tutte le parti in commedia…e da anni finge di dir male di Berlusca perchè il suo cervello abnorme gli indica che deve far finte di esser contro per essere maggiormente a favore. Lui è un egnio, microdotato ma genio. E voi non potete capire!

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