CALDEROLI, IL SENATORE DEL COTECHINO

di TONTOLO

Fondamentale. Ecco, il senatore Roberto Calderoli pensa sempre di fare e dire cose fondamentali. Deve essere un tipo molto compreso del suo ruolo l’ex ministro. A proposito, ex ministro di che? Pare della Semplificazione, anche se non si capisce bene cosa abbia semplificato in questo Paese, dove tutto ciò che riguarda il settore pubblico è sempre più complicato. Ma vabbè, qualcosa di molto nascosto lo avrà pure semplificato: lo scopriremo solo vivendo. In compenso ha complicato assai, facendone un ginepraio, la riforma federalista, che deve essersi ingorgata in qualche meandro fra Commissioni di Camera e Senato.

Ma veniamo all’ultima operazione “fondamentale” del nostro, l’interrogazione su chi avrebbe pagato le spese per il cotechino con lenticchie che si sono mangiati il premier Monti e la famiglia seduti intorno al tavolo nell’appartamento di servizio di Palazzo Chigi. Cotechino con annessi e connessi di acqua corrente per lavare le lenticchie, bollire i tortellini, tirare una ventina di volte gli sciacquoni dei cessi visto che le persone a tavola erano una decina, di luce, compresa quella per l’illuminazione dell’alberello, di servizio di sorveglianza. Non c’è che dire, si tratta proprio di spese “fondamentali” per le quali tutto il mondo si indigna.

Ma se invece ci si indignasse un pelino di più per le “azioni fondamentali” del senatore Roberto Calderoli, un politico che tutto il mondo ci invidia? O meglio, se invece si riuscisse ad ignorarle? Tuttavia pare che questa nostra idea sia un’idiozia (d’altra parte come potrebbe non esserlo, visto che chi scrive è lo scemo del villaggio) se guardiamo al riscontro mediatico che ha ottenuto la sparata del cotechino sui nostri mezzi di informazione, a cominciare dalla televisione. Persino un telegiornale cosi trendy come quello di Mentana alle 20 su La 7 è riuscito a infilare la fondamentale notizia nei titoli di apertura. E via immagini a go-go del parlamentare leghista bello rubicondo e molto orgoglioso del suo intervento.

Quella del cotechino è solo l’ultima sparata del leghista bergamasco, che negli anni ci ha abituati a numerosi interventi che hanno riempito le cronache, ma che non si ricorda abbiano prodotto risultati apprezzabili sul fronte del miglioramento delle condizioni della Padania. A cominciare da quella letterale presa per il culo che è stata l’apertura dei Ministeri al Nord. Tuttavia il senatore Calderoli forse potrebbe farla ora un’operazione, lui che è coordinatore delle Segreterie nazionali della Lega Nord, chiarendo al popolo se risponde al vero quanto scritto da alcuni giornali circa l’esistenza, nel quartier generale di via Bellerio, di un ufficio deputato solo a contestare e far annullare le multe per eccesso di velocità inanellate dai capataz del Carroccio, compreso il Trota.

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5 Comments

  1. Antonino Trunfio says:

    CALDEROLI E TUTTA LA LEGA, SEGUENDO L’ESEMPIO DI TUTTI GLI ALTRI PARTITI, CERCANO ADESSO DI RIFARSI TUTTI LA VERGINITA’ ALLE SPALLE DEGLI ITALIANI SFRUTTANDO IL RAG. MONTOZZI (MONTI FANTOZZI). COSI TRA 18 MESI DIRANNO AI SOLITI PIRLA DI ITA G LIANI : VOTATE CHE NOI SIAMO A POSTO.
    SI SVEGLIERA’ MAI L’ITALIANO E LA SMETTERA’ DI TEMERE CHISSA COSA SE NON VA A VOTARE PER NESSUNO ? O CREDE CHE ARRIVA L’UOMO NERO !!!!

  2. Salvatore says:

    Se questa parsimoniosa attenzione alle spese della politica tutta, Calderoli non l'avesse scoperta solo ora…magari oggi non stavamo qui.

    Vorrei continuare a votare lega…ma se il mio seme da tali frutti……

  3. Druides says:

    Purtroppo nella LegaNord, c'è troppa gente che andando a Roma, (ovvero al mulino) si è sporcata le mani di farina.

    Basta trattare, basta lavorare, oltre che per se, anche per altri quattro parassiti italiani. Facciamola finita con fallitalia.

    Secessione al più presto.

  4. Albert says:

    Calderoli l'è un PORSEO!

  5. Armando says:

    Costui è l'immagine dell'affossamento di ogni libertà per il Nord e, da veneto, prendo tutte le distanze del caso da questo rappresentante della peggio casta italiana.

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