Salvate l’Ilva di Taranto! Calderoli pretende un decreto legge

di ARTURO DOILO

”Una soluzione per salvare l’Ilva esiste. Il governo faccia immediatamente un decreto legge che qualifichi l’area siderurgica quale ‘sito di interesse strategico nazionale’ come fece il governo Berlusconi per l’area del termovalorizzatore di Acerra”. Di chi è la proposta? Sarà del solito italinista preoccupato dell’interesse unitario, che ne so di Mastella? di Casini? di Scilipoti? Macché, è dell’ex ministro Roberto Calderoli, che a furia di giurare fedeltà alla costituzione italiana ha sempre una scusa per mandare soldi al Sud.

L’esponente leghista accusa l’esecutivo: ”Spiace vedere un governo e il suo presidente Monti in vacanza e non far niente neppure a fronte di migliaia di posti di lavoro a rischio”. Ancora: ”Le ordinanze che dispongono il divieto di produzione da parte dell’Ilva e la rimozione dell’ex prefetto Ferrante dall’incarico di custode amministratore delle aree sottoposte a sequestro significano la definitiva chiusura dello stabilimento di Taranto – spiega il collega di Brancher, che aggiunge –: Se il decreto fosse stato fatto preventivamente come abbiamo fatto noi nel 2008 ad Acerra, i magistrati non avrebbero potuto disporre alcun sequestro Anche se in ritardo, un decreto legge consentirebbe il ricorso in Cassazione per ottenere il dissequestro”. E per concludere: ”Monti e gli altri professori, se ci sono battano un colpo, il suggerimento glielo do gratis”.

La sa lunga il Calderoli, che in tanti anni di governo sotto l’egida del tricolore ne ha inviati di denari in Meridione per salvare “i teroni” (è uno dei vocaboli che l’orobico sognante è uso utilizzare nei comizi). Volete qualche esempio?

Cito dal libro “Umberto Magno”, riportando solo alcuni fatti del 2008, ovvero risalenti a qualche mese dopo l’insediamento di Berlusconi al governo, in cui svettava il dentista bergamasco: “Allora, resta il federalismo reale, quello praticato in questi sei mesi. Vorrei ricordare i 300 milioni già dati ad Alitalia (questa operazione ha, inoltre, praticamente affossato l’aeroporto di Malpensa, nda), più i 4 miliardi che diamo oggi [sempre ad Alitalia, ndr], i 500 milioni per i rifiuti di Napoli, i 500 milioni dati a Roma senza alcun titolo, avendo un debito pro capite esattamente simile a quello di Milano, gli altri 350 milioni che sono stati dati a Palermo per i rifiuti, i 140 milioni dati al comune di Catania come cauzione. Anche in quest’ultimo caso, parliamo di responsabilità che sarebbe prevista dal provvedimento di federalismo fiscale, ma chi è accusato nei due anni passati di aver falsificato il bilancio del comune di Catania oggi siede nei banchi di Montecitorio (alleato del Carroccio). Per non dire della legge finanziaria, nella quale non dovrebbe essere presente alcun intervento localistico, ma in cui sono previsti 40 milioni di euro per il terremoto del Belice, di cui quest’anno ricorrono i quarant’anni da quando è avvenuto”.

La Lega Nord ha dato soldi, nel 2008, per il terremoto del Belice! Carramba! Ben venga l’Ilva di Taranto allora – dove a presiedere l’azienda c’è un ex-prefetto (collega di Maroni) – e che – in fondo – è di un “imprenditore” del Nord.

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6 Comments

  1. Ravanelli says:

    El Calderu e’ stato Abbandonato o no dalla Aurora e dal gran scrittore Carcanel? Voi ridete ma le cose stanno così tutto nella lega avveniva per caso e per botte di fortuna…. O per imbrogli condivisi e bugie manifeste…Così anche un impotente passava per superdotato

  2. Giuseppe says:

    L’uomo del cerchio magico, con cavalier servente pedrettesco al seguito, ne ha detta un’altra da quel grande statista che è convinto di essere. Per fortuna che l’hanno messo in disparte e, barcollante com’è (la sua carriera, ovviamente), non avrà più possibilità di prendere per i fondelli coloro che con animo nobile si battono soprattutto per gli interessi dei popoli cui appartengono.

  3. gigi ragagnin says:

    calderoli è un vero leghista tanto dell’allega d’abbozzi quanto di quella d’ammaroni.
    ammaroni-jago ha convinto otello-abbozzi a candidare il trota per far contenta mammà-lady machbeth.

  4. Il Lucumone says:

    Se già era molto ma molto discutibile l’importanza strategica “nazionale” del termovalorizzatore di Acerra, quella dell’impianto siderurgico di Taranto è assolutamente fantasiosa: in loco sono più “strategici” gli allevamenti di cozze !
    Forse Calderoli è preoccupato per la materia prima con cui lui e legaioli si proteggono la faccia!
    Facc de tòla !

  5. Claudia says:

    Io, lo so, sono ignorante, ma credo che all’esecutivo spetti, piuttosto, fare in modo che l’azienda prosegua si il lavoro, ma con tutte le misure anti-inquinamento necessarie, perché il mare di Taranto se non è morto è moribondo. Ai magistrati spetta far rispettare la legge, non altro.

    • lombardi-cerri says:

      Ma i ” grandi politici ambientalisti”, Vendola in testa , se ne sono accorti solo ora dell’esistenza del problema?

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