Calderoli e gli “esodati” per vilipendio all’amico fidato del Berlusca

di TONTOLO

Calderoli si era fatto fotografare davanti a una pira di leggi abrogate  che andavano a fuoco. Si è vantato di avere fatto piazza pulita di alcune migliaia di leggi inutili, che erano davvero così inutili che nessuno si è accorto che c’erano e che lui le aveva cancellate. Eliminare il nulla sembra più una elucubrazione filosofica che un buon proposito politico. Fra tutte le leggi eliminate non ha toccato nessuna delle norme sabaude e fasciste che puniscono il vilipendio, retaggio della più antica e medievale “lesa maestà”. Non solo, ma ha introdotto surrettiziamente disposizioni che reprimono duramente la “lesa calderolità”.

Si tratta di una colpa labile nelle definizioni giuridiche ma feroce nelle conseguenze: non serve vilipendere, è sufficiente nominare, citare, guardare in un certo modo o non osannare con il preteso rispetto  il ministro-segretario-deputato-ras-costituzionalista-vicepresidente-dentista-istituzionalista-baitologo che si viene cacciati via dalla Lega. Oggi è toccato a Comero, in passato a una serie lunghissima di capataz e semplici militanti.

Le mie valli sono piene di “esodati” della Lega per vilipendio al più fido alleato di Berlusconi. Parlar male di Calderoli è molto più pericoloso che parlar male di Garibaldi. Ha sempre ripetuto, credendo di dire una cosa intelligente, che lui avrebbe espulso dal partito anche sé stesso se Bossi glielo avesse chiesto. Facciamo una petizione perché glielo chieda.

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One Comment

  1. fracatz says:

    si vabbè, ma ve rendete conto che stando ai sondaggi tutti quelli usciti dalla lega e dal pdl, sono approdati al movimento 5 stelle?.
    E mo’ ve pare giusto a voi che noi dovremmo convive gomito a gomito co’ sta specie de macrocefali che pur essendo dei morti di fame votavano per quelli che difendono gli interessi dei padroni e delle caste?

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