VOLO DI STATO, AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE PER CALDEROLI

di REDAZIONE

Non gli era andato giù il cotechino mangiato dal Primo Ministro Mario Monti al Veglione di Capodanno: gozzoviglie a spese dei contribuenti, secondo Roberto Calderoli. Adesso, l’ex Ministro delle Riforme dovrà rendere conto alla giustizia italiana circa un boccone un po’ più indigesto del cotechino di Monti: la Procura della Repubblica di Roma ha infatti chiesto l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti circa il famoso volo di Stato utilizzato dal leghista per arrivare a Levaldigi da Roma nel gennaio di un anno fa.

Come si ricorderà, a sollevare la questione fu il consigliere regionale cuneese del MoVimento 5 Stelle, Fabrizio Biolè che, macchina fotografica in mano, nel primo pomeriggio del 19 gennaio 2011 scattò le inequivocabili foto di un aereo dello Stato Italiano fermo sulla pista di Levaldigi. Incuriosito, Biolè prima chiese lumi presso lo scalo, ricevendo risposte piccate, poi si rivolse alla Procura.

Il caso finì su tutti i giornali ed il ministro delle Riforme si difese asserendo di essere Stato su quel volo solo al ritorno, verso Roma, e che in un primo momento avrebbe dovuto partire da Linate per poi essere dirottato su Cuneo, motivando la cosa con un impegno ufficiale in Commissione Federalismo. Ma Biolè andò a scartabellare e scoprì che il 19 gennaio 2011 non era prevista alcuna seduta.

Oggi, la decisione della Procura romana di chiedere l’autorizzazione a procedere nei confronti di Roberto Calderoli. “A dire la verità sono piuttosto stupito di questa decisione – racconta Fabrizio Biolè – perché sinceramente dopo che la Procura di Cuneo aveva passato il fascicolo a Saluzzo non avevo saputo più nulla e davo quasi per scontato si arrivasse all’archiviazione, invece…”.

FONTE: TARGATOCN.IT

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