Calcioscommesse, Lega Pro e serie D: Pro Patria e Monza sotto inchiesta. Le cosche nei campi del Nord

di REDAZIONEcalcio e scommesse

Uno dei motivi per i quali e’ scattato, questa mattina, il provvedimento di fermo nei confronti di 50 persone nell’ambito dell’operazione ‘Dirty soccer’, e’ il concreto pericolo di fuga valutato dagli uffici della Dda di Catanzaro. Nel decreto firmato dai magistrati antimafia, questo pericolo viene collegato a una circostanza emessa nel corso delle investigazioni: “Alcuni degli indagati – si legge nel decreto di fermo – hanno mostrato di conoscere di essere sottoposti al controllo della polizia giudiziaria”. Il riferimento, in particolare, e’ ad alcune intercettazioni nelle quali Mauro Ulizio, uno dei fermati, direttore generale “di fatto” del Pro Patria, “afferma apertamente, in un colloquio con Di Lauro (Fabio, ex calciatore, anch’egli tra le persone colpite dal fermo, ndr) di sapere di avere il telefono monitorato”. Il pericolo di fuga sarebbe legato anche a un’altra valutazione: “E’ emerso – scrivono ancora i magistrati – in maniera palese che molti degli indagati godono di appoggi logistici al di fuori del territorio calabrese e, in alcuni casi all’estero”. Fatto che “aumenta in maniera esponenziale il pericolo concreto che gli indagati del presente procedimento si diano alla fuga”.

L’ex direttore generale del Monza Calcio, Mauro Ulizio (oggi dirigente Pro Patria) e l’attuale direttore sportivo Gianni Califano, sono stati arrestati ieri  mattina a Monza nell’ambito della maxi operazione ‘Dirty Soccer’, coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro. I loro nomi sono inclusi nell’indagine sul calcioscommesse insieme a quelli di altri dirigenti sportivi e calciatori di una trentina di squadre di Serie D e Lega Pro, accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva.

Ma tocca anche Genova l’inchiesta ‘Dirty soccer’ della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Agenti della squadra mobile genovese hanno perquisito l’abitazione di Giuseppe Perpignano, imprenditore di 49 anni, attualmente presidente del Barletta Calcio ed ex presidente del Bogliasco e poi del “Rapallo Bogliasco” societa’ di serie D e Massimiliano Solidoro, 42 anni, ex giocatore dilettante e collaboratore tecnico del Savona. I due sono accusati di frode sportiva. La squadra mobile ha arrestato anche un calciatore ghanese del Santarcangelo, club della provincia di Rimini del Girone B di Lega Pro. Il calciatore si trovava a Genova per motivi personali e qui e’ stato fermato.

 

“E’ una vergogna quello che sta emergendo. Io devo affrontare nei play out una squadra che ha comprato e venduto partite? Assurdo”. Dura la reazione del presidente del Lumezzane calcio Renzo Cavagna che sabato nei play out di Lega Pro con la sua squadra giochera’ contro la Pro Patria, club coinvolto nell’ultima inchiesta sul calcio scommesse. “La Pro Patria – sostiene Cavagna – ha passato un intero girone da ultima in classifica e verso la fine del campionato ha messo in fila vittorie figlie di partite molto strane e terminate con risultati eclatanti”. Cavagna attacca poi anche le istituzioni del calcio. “Tutto questo fa male al calcio e fa perdere credibilita’, ma come e’ possibile che nessuno si sia accorto di tante stranezze? – si chiede Cavagna – Chi e’ nel consiglio di Lega si deve vergognare”.

La Polizia di Stato sta eseguendo arresti e perquisizioni in Calabria, Campania, Puglia, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche, Toscana, Liguria, Veneto, Lombardia. Le indagini della Squadra Mobile di Catanzaro avrebbero accertato decine di combine di partite di calcio dei campionati in corso di Lega Pro e Lega D. L’inchiesta della Procura Antimafia di Catanzaro ha scoperto una rete di associati, fra calciatori, allenatori, presidenti e dirigenti sportivi, che coinvolgerebbe oltre 30 squadre. Il fermo di oltre 1000 pagine, delinea una rete di personaggi, appartenenti a due distinte organizzazioni criminali, rispettivamente attive nella combine di incontri dei campionati di Lega Pro e Lega Nazionale Dilettanti, capaci di alterare risultati e investire danaro nel connesso “giro di scommesse” in Italia e all’estero. Investigatori della Squadra Mobile di Catanzaro e del Servizio Centrale Operativo stanno operando, oltre che a Catanzaro, anche a Cosenza, Reggio Calabria, Bari, Napoli, Milano, Salerno, Avellino, Benevento, L’Aquila, Ascoli Piceno, Monza, Vicenza, Rimini, Forli’, Ravenna, Cesena, Livorno, Pisa, Genova, Savona. Fra i destinatari del fermo, risultano personaggi stranieri. Per alcuni indagati vengono contestate anche le aggravanti mafiose e transnazionali. Fra questi un membro della cosca Iannazzo, potente clan della ‘ndrangheta lametina. Nell’inchiesta risulta coinvolto un poliziotto.

Ed ecco le partite truccate secondo la procura.

Diciassette incontri dei gironi A, B e C di Lega Pro e 11 partite della lega Dilettanti, serie D, gironi H e I: sono le partite sulle quali gli investigatori e gli inquirenti hanno accertato le combine che sarebbero state realizzate nel corso della stagione 2014-2015 dalle due distinte associazioni scoperte con l’operazione di oggi. Ecco nel dettaglio gli incontri: LEGA PRO Pisa – Torres Juve Stabia – Lupa Roma Sant’Arcangelo – Aquila Grosseto – Sant’Arcangelo Aquila – Savona Prato – Sant’Arcangelo Cremonese – Pro Patria Monza – Torres Bassano – Monza Torres – Pro Patria Pro Patria – Pavia Aquila – Tuttocuoio Aquila – Sant’Arcangelo Barletta – Catanzaro Aversa – Barletta Vigor Lamezia – Paganese Barletta – Vigor Lamezia SERIE D Hinterreggio – Neapolis Sorrento – Montalto Neapolis – Montalto Monopoli – Puteolana Montalto – Frattese Due Torri – Neapolis Neapolis – Akragas Neapolis – Sorrento Brindisi – San Severo Andria – Puteolana Pomigliano – Brindisi.

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