Calabria come la Lombardia? Peculato per i consiglieri regionali. Beni sequestrati a Lojero

di REDAZIONEcomune reggio calabria

Peculato e falso: queste le accuse formulate a vario titolo a carico di consiglieri regionali della Calabria in carica nella passata legislatura nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Reggio sulla gestione dei fondi dei gruppi consiliari. I Finanzieri del comando provinciale hanno dato esecuzione a 3 ordinanze di custodia cautelare degli arresti domiciliari e 5 ordinanze di divieto di dimora. Nel corso dell’operazione, chiamata in codice “Erga Omnes”, sono stati sequestrati anche beni per 2,5 milioni di euro nei confronti di 27 indagati. Le indagini, effettuate anche attraverso intercettazioni telefoniche e accertamenti bancari, avrebbero consentito di individuare discrasie tra le movimentazioni ed i saldi in conto corrente dei gruppi consiliari regionali negli anni 2010/2011/2012 e le presentazioni del rendiconto annuale. In alcuni casi sarebbe stata riscontrata anche la presentazione di una doppia documentazione di spese per ottenere un doppio rimborso.

“L’indagine ha permesso di accertare la non congruita’ e non idoneita’ delle spese con attivita’ istituzionali, ma anche l’inesistenza delle spese. Viaggi all’estero, stampa di volantini elettorali, mezzi informatici, pagamento di bollette e multe, gratta e vinci, gadget, materiale edile: fra le spese dei gruppi e’ stato rendicontato anche questo. Ma molte delle spese che risultano nei rendiconti annuali, si e’ accertata la sostanziale inesistenza di qualunque spesa. Qui l’indagine si giova dell’esperienza anche di altri uffici, i capogruppo secondo quanto prevede la legislazione regionale, avevano l’obbligo di verificare la conformita’ delle spese. Nonostante le giustificazioni addotte dagli indagati, che fra maggio e giugno 2013 sono stati tutti sentiti, una consistente parte di queste spese non ha trovato giustificazione alcuna. Per questo per la procura di Reggio Calabria si e’ realizzato un delitto di peculato. I capigruppo avevano l’obbligo di accertare queste spese”.

Il procuratore capo di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, nel corso della conferenza stampa sull’operazione “Erga Omnes”, ha spiegato che “gli accertamenti si riferiscono agli anni tra il 2010 e il 2012, ma anche per il 2013 la Corte dei conti ha accertato spese irregolari e questo spiega le esigenze cautelari”. “L’operazione – ha detto de Raho – si chiama “Erga omnes” perche’ gli accertamenti hanno riguardato tutti i gruppi e tutti i personaggi coinvolti, non a caso sono 27 gli indagati nei confronti dei quali e’ stato disposto un sequestro beni. Si tratta di un provvedimento per equivalente, e’ stato cioe’ chiesto in misura eguale alle spese non giustificabili accertate”. Il procuratore aggiunto Gaetano Paci, subentrato nell’inchiesta in seguito al trasferimento dell’ex aggiunto Sferlazza ha parlato di “solidita’ incredibile degli elementi di prova. L’inchiesta mette insieme tutta l’esperienza anche giurisprudenziale sulla tematica della gestione dei fondi che si e’ sviluppata in questo paese. I fondi sono stati gestiti in larga parte in violazione delle leggi che la Regione Calabria si era data”.

I sequestri disposti dal gip di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione ‘Erga omnes’, sulle vicende legate ai presunti rimborsi anomali al consiglio regionale calabrese riguardano 26 componenti della passata legislazione regionale. Alcuni dei quali ancora in carica. E in particolare ecco le somme sequestrate ai politici calabresi: Luigi Fedele, per una somma pari a euro 399.969,03; Antonino De Gaetano per una somma pari a euro 410.588 per uno dei capi di imputazione, piu’ euro 1.254,00 per un secondo capo di imputazione; Giovanni Emanuele Bilardi, per una somma pari a euro 357.655,96; Giovanni Nucera, per una somma pari a 34.777,99; Pasquale Maria Tripodi, per una somma pari a euro 161.091,82 per uno dei capi di imputazione, piu’ altri euro 25.200 per un secondo reato contestato; Nicola Adamo per una somma pari a euro 278.856,10; Vincenzo Antonio Ciconte, per una somma pari a 10.709,00 per uno dei capi di imputazione, piu’ euro 41.251,28 per un secondo reato contestato, piu’ euro 17.550,00 per un terzo reato; Carlo Guccione,per una somma pari a euro 27.186,07; Antonio Scalzo, per una somma pari a euro 11.193,54; Pietro Aiello, per una somma pari a euro 37.160,04; Alfonso Dattolo, per una somma pari a 185.169,34; Gianluca Gallo, per una somma pari a 12.477,64; Alfonsino Grillo, per una somma pari a euro 95.100; Claudio Parente, per una somma pari a euro 14.543,07; Salvatore Magaro’, per una somma pari a euro 6.610; Ferdinando Aiello, per una somma pari a 3.680,08, piu’ euro 20.489,15 per un secondo reato contestato, piu’ euro 16.540,76 per un terzo reato contestato; Emilio De Masi, per una somma pari a euro 20.694,55; Domenico Talarico, per una somma pari a euro 13.175,08; Sandro Principe, per una somma pari a euro 35.087, 19; Demetrio Battaglia, per una somma pari a euro 8.761,75; Pietro Amato, per una somma pari a euro 13.836,23; Bruno Censore, per una somma pari a euro 10.173,86; Mario Franchino, per una somma pari a euro 47.020,83; Mario Maiolo,per una somma pari a ? 88.963,25; Francesco Sulla, per una somma pari a euro 42.108,19; Agazio Loiero, per una somma pari a euro 15.625,45, per uno dei capi di imputazione, piu’ euro 13.902,per un secondo capo di imputazione.

 

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