Bye Bye aviaria….

di TOMMASO MINETTIaviaria-in-italia

SU: LUCA ZAIA
Una vera e propria task forse per arginare i rischi igienico-sanitari legati all’invasione di migranti degli ultimi giorni in Veneto. Il governatore mette in atto un protocollo operativo che avrà l’obiettivo di verificare la salubrità e l’idoneità dei siti di accoglienza, tutelando tramite l’ausilio di medici delle Ulss, la salute dei cittadini veneti, ma anche quella dei migranti. Il rischio ebola è dietro l’angolo.

GIU’: ILARIA CAPUA
Vivisezionista convinta, la “scienziata” romana, professionalmente attiva nel Veneto (è direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie) annuncia con toni drammatici sul suo profilo twitter: «nulla è permanente quanto il cambiamento…potrei lasciare l’Italia». Pochi mesi fa il suo nome compare nello scandalo “Vaccinopoli” (fonte L’Espresso). La procura di Roma ritiene che ci fosse proprio un’associazione per delinquere finalizzata all’uso di “virus altamente patogeni dell’influenza aviaria del tipo H9 e H7N3, di provenienza illecita, al fine di produrre in forma clandestina, senza la prescritta autorizzazione ministeriale, specialità medicinali ad uso veterinario procedendo successivamente, sempre in forma illecita, alla loro commercializzazione e somministrazione ad animali avicoli di allevamenti intensivi». Se la parlamentare, vicepresidente della commissione Cultura alla Camera (era stata eletta nel 2013 nella lista di Scelta Civica con Monti per l’Italia), decidesse veramente di lasciare il nostro paese, migliaia di povere cavie utilizzate nei laboratori italiani avrebbero uno scienziato in meno. Se ne farebbero una ragione?

 

SU: FLAVIO TOSI
«Siamo stanchi di subire! Prima i veneti. La sofferenza in Veneto è alta ma Roma se ne frega!». Non ci crederete ma a parlare non è Umberto Bossi o Matteo Salvini, ma il sindaco “eretico” di Verona. Finalmente, tra qualche bandiera del Leone di San Marco e qualche (pochi in realtà, una cinquantina…) fazzoletto verde, il primo cittadino di Verona dice (dopo anni) qualcosa di leghista. Tra un’accensione di un Faro in Calabria, il lancio della sua fondazione in giro per l’Italia, la speranza e l’attesa di fantomatiche primarie del centrodestra, una telefonata a Passera e Alfano, trova il tempo di partecipare a Venezia ad un flash mob contro l’immigrazione in Veneto. «Non vogliamo profughi, abbiamo già dato – dice Tosi – Scriverò a Renzi, siamo stanchi, nessuna accoglienza». Meglio tardi che mai.

GIU’: LE GIUNTE REGIONALI DEL VENETO
Secondo un’interrogazione dei consiglieri regionali del Partito Democratico, il Veneto sarebbe una delle sette regioni italiane che non ha utilizzato neppure un euro dei 2,273 miliardi disponibili contro il dissesto idrogeologico. Sia Galan che Zaia non avrebbero ottenuto nessun finanziamento messo a disposizione dallo Stato per contrastare fenomeni come alluvioni, frane e smottamenti. I consiglieri dem in laguna, riprendendo uno studio del Sole 24 Ore, accusano i governi regionali di non esser riusciti in 15 anni a concludere neanche uno di questi progetti, a differenza di regioni come Toscana ed Emilia che hanno investito in questo tipo di emergenze quasi 300 milioni di euro. Il tragico episodio di Refrontolo è purtroppo l’ultimo di una lunga serie di catastrofi, che dal padovano al vicentino, hanno funestato con decine di morti il territorio veneto. Ma per qualcuno era più importante il Mose…

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