Buzzi svuota il sacco. E al pm dice: Sa, dottore, non avevamo mai pagato così…

di CASSANDRAMaltempo: su social network foto 'Shelf cloud' e doppio arcobaleno

Interrogatori fiume per raccontare gli anni passati all’ombra delle istituzioni locali, ma anche per spiegare che lui non può dirsi mafioso. Salvatore Buzzi, il cosiddetto ‘ras delle cooperative’ dell’inchiesta ‘Mafia Capitale’ ha reso 5 interrogatori ai magistrati della Procura di Roma nelle ultime settimane. Assistito dal suo difensore, l’avvocato Alessandro Diddi, ha parlato e parlato. Alcune delle molte pagine depositate dagli inquirenti nell’ambito del filone del processo che prenderà avvio a Novembre sono state anticipate dal telegiornale di La7. Rispetto al Comune, Buzzi ha detto che “assessori e funzionari sono a suo dire ‘famelici'”. L’ormai ex “vicesindaco Nieri fece assumere 4 persone”.

La metafora della mucca che se non mangia non si munge è in relazione al Pd ed al capogruppo in Aula Giulio Cesare. Buzzi ha chiarito ai pm Luca Tescaroli, Paolo Ielo e Giuseppe Cascini di aver dato soldi. A D’Ausilio “22mila euro”, e l’ex presidente del consiglio comunale Mirko Coratti è stato esplicito – sempre secondo il racconto di Buzzi – “il cda Ama è roba nostra, ci devi pagare”. Le accuse dell’ex dominus del terzo settore, in carcere da Dicembre, sono state dirette oltre che a persone già tirate in ballo nell’inchiesta, anche per imprenditori ritenuti vicini al centrosinistra. Svelato, in questa ottica, anche l’appalto nella gara per il calore, l’energia negli ospedali del Lazio, oggetto di una spartizione millimetrica. “6 lotti alla maggioranza, 1 all’opposizione, col capogruppo pdl in consiglio regionale Gramazio che coordina”.

“Non ci crederà, dottore, racconta Buzzi, noi il pd non l’avevamo mai pagato in quella maniera. Abbiamo sempre contribuito alle campagne elettorali con piacere”. Manutenzione del verde, raccolta rifiuti e foglie, gestione immigrati, assistenza ad anziani e minori, pulizia delle strade dopo gli incidenti: “per ogni appalto preso si restituisce il 3, il 4, il 5 per cento”. Ci sono soldi “per le potature di Ostia” e quelli dati per le spiagge o gli altri per la pulizia degli autobus”. Conflittuale il rapporto l’ex ad di Ama, Franco Panzironi. Secondo Buzzi quando lui decise di fare un passo indietro gli venne tolto l’appalto, già aggiudicato, per la manutenzione dei cimiteri. Ai pm Buzzi chiede: “Lo sa che ancora non ho capito dove sono accusato di mafia? Sulla corruzione ho capito tutto ma sulla mafia veramente no”.

 

 

Print Friendly

Articoli Recenti

Lascia un Commento