Dobbiamo morire italiani?

di GIANLUCA BUSATOvenetosi

Approfittiamo del periodo di ferragosto per introdurre un tema poco sviluppato finora e in cui, a nostro avviso, la scelta è netta. La domanda è: dobbiamo morire tutti assieme appassionatamente con in mano la bandiera italiana immolandoci sul sacro altare della Patria italiana (per chi ci crede), sotto i colpi dell’imminente tempesta finanziaria, oppure forse è meglio trovare ispirazione dal più straordinario periodo che la storia della penisola abbia mai visto, per prosperità, cultura e rispetto internazionale di ogni territorio?

In sintesi: è meglio rifarsi al risorgimento, oppure è meglio il rinascimento?

A ben guardare la storia italiana può essere interpretata in più modi infatti. La nostra visione, casomai vi fosse il bisogno di ripeterlo, non è anti-italiana, anzi. Noi amiamo così tanto l’Italia, che desideriamo costruirne se non 20, almeno 5-6 di indipendenti. Oggi ci concentriamo sul Veneto, non dimenticando che la Lombardia vicino a noi è pronta per celebrare il suo Plebiscito Digitale per l’indipendenza, nonostante il suo governatore leghista preferisca l’autonomia. Ampliando il discorso inoltre, risulta evidente che ogni regione italiana godrebbe di enormi benefici dalla propria indipendenza, recitando finalmente un ruolo da protagonista e sganciandosi dalla sudditanza verso un governo centrale che ha dimostrato tutta la propria inefficienza e inutilità. Lasciamo ad altri approfondimenti futuri la dimostrazione di come ogni singolo territorio e Popolo godrebbe della propria indipendenza dallo stato italiano.

Ecco che arriviamo quindi, semplificando ai due modelli contrapposti. Per fare un parallelo storico essi sono due: il primo è il risorgimento che ancora scuote le fantasie della casta italiana che su di esso ha potuto costruire le proprie fortune a discapito della popolazione e il secondo è appunto il rinascimento, epoca in cui non esisteva uno “stato italiano” eppure in cui la cultura, l’economia, la scienza e l’influenza italiana ha toccato le proprie cime inarrivibili per l’italietta unitaria. I musei di tutto il mondo portano con orgoglio i segni della potenza di Venezia, Firenze, Roma, Napoli e Palermo (solo per citarne alcune) a testimonianza di un’età dell’oro oggi perduta per ciascuna delle antiche capitali oggi private di tanta gloria.

Nell’epoca contemporanea il modello vincente è ben diverso rispetto a quello di uno stato fantoccio che di primato oggi vanta solo l’assenza di una buona reputazione. Le dinamiche competitive e i quadranti geopolitici di influenza sono diversi tra le varie regioni, o meglio, nazioni che oggi sono compresse loro malgrado nello stato italiano. L’appartenenza a un sistema più ampio come l’Unione Europea ha messo in evidenza le contraddizioni del sistema italiano che prima erano latenti e visibili solo a pochi osservatori ben accorti. Esso va sciolto, per essere ricomposto nel quadro europeo e più in particolare, alpino, mitteleuropeo, mediterraneo e così via. Solo lasciando libere le energie vive di territori che vantano un bagaglio culturale senza paragoni potremo dare vita a un nuovo rinascimento culturale dei singoli Popoli che oggi soffrono la tara sistemica dello stato italiano. L’economia è l’ambito principale in cui oggi si rivela il ritardo competitivo del Veneto, della Lombardia, della Sicilia, della Sardegna. Ma esso riguarda ogni settore dell’umana attività.

La nostra risposta infine è fin troppo ovvia. Se c’era bisogno di rimarcarlo, noi preferiamo il modello più virtuoso e più adatto al mondo contemporaneo in cui viviamo e in cui la libertà di commercio, di trasporto, di comunicazione ha fatto evolvere meglio e prima gli stati più piccoli e culturalmente omogenei. Un periodo storico che assomiglia incredibilmente proprio al Rinascimento.

Ecco le ragioni per cui portiamo avanti le ragioni e gli strumenti per una nuova rivoluzione digitale con il sorriso, che permetta un nuovo rinascimento dei Popoli che oggi compongono la penisola, a cominciare, per quanto ci compete, proprio dalla Repubblica Veneta.

Gianluca Busato
Segretario – Veneto Sì

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15 Comments

  1. Riccardo says:

    Dobbiamo marciare tutti insieme, con la gloriosa bandiera di San Marco e riempire pacificamente le piazze. Seguiamo l’esempio dei Catalani!

  2. caterina says:

    …non moriremo italiani, ma saremo da subito Veneti, se tutti quelli che parlano di indipendenza e si danno da fare per affermarla mettono da parte le loro personalistiche velleità e si uniscono alla falange che ha già affermato di voler essere Veneti Liberi Indipendenti votando SI al referendum innovativo e deflagrante del marzo scorso, che ha dato luogo alla Dichiarazione di Indipendenza del 21 marzo a Treviso…. leggetela per convircervene!
    Vogliamo ripeterlo quel referendum? ebbene, tirino fuori i soldi di tasca loro, come nel primo, e rifacciamolo pure, Zaia in testa insieme con Morosin e Chiavegato e Guadagnini e Veneto Stato e i Forconi di ieri e di oggi…ma senza aspettare che Roma gli dia il “permesso”, perchè è chiaro che non lo può fare e non lo farà mai!!!
    Non si inventino altre scuse… un Popolo l’Indipendenza se la prende… o forse non sono sicuri di sè e vogliono l’ok delle “istituzioni”? allora non sono liberi dentro e non meritano di esserlo fuori…
    L’orgoglio di sè e la consapevolezza del proprio diritto di esistere è l’unica forza che permette di appellarsi con pienezza al diritto di agire in conseguenza.
    Saremo quello che fummo… rinasceremo solo così!

  3. luca says:

    Bisogna che gli indipendentisti (quelli veri) denuncino le manovre degli pseudoindipendentisti (i sedicenti rappresentanti di `tutti gli indipendentisti`) per portare acqua al mulino di bellerio.
    Contrariamente l`indipendentismo rimarra` associato alle pagliacciate verdi e non sara` mai sdoganato.

  4. davide says:

    Dobbiamo morire tutti italiani …e leghisti? la lega “nord” ormai è diventata il partito più nazionale di tutti, più del PD che almeno tutela i suoi grossi interessi economici, tra banche e cooperative, solo nel centronord italia
    http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/08/17/lega-salvini-lancia-movimento-politico-al-sud-insieme-contro-stato-e-bruxelles/292794/

    ..come si fa a non capire che il nord e sud italia hanno bisogno di due forme di stato completamente opposte per funzionare bene? per questo la sintesi che è stata fatta è un fallimento totale. Forma di governo forte e con poteri accentrati in pochi soggetti per il centro sud, che già ha una storia secolare di stato unitario (ex regno delle due Sicilie più Lazio e Vaticano) sotto la guida di Roma: stato forte, quasi militarizzato, conservatore, con presenza costante nella vita dei cittadini per ridurre al massimo delinquenza e criminalità. Forma di stato federale molto leggero con partecipazione al massimo di comuni associazioni, comitati …meglio una confederazione sul tipo svizzero per le regioni e province del centro nord. E’ solo rispettando queste due opposte nature (stato quasi militare al sud e stato quasi inesistente al nord) che si potrebbero esprimere al meglio tutte le potenzialità provenienti dai rispettivi territori.

  5. fabio says:

    Condivido l’idea che l’Italia fatta da stati indipendenti possa risorgere e il nostro amato Veneto può ancora una volta essere la locomotiva oltre che dell’economia anche del cambiamento. Nel Veneto non esiste il razzismo nazionale o intern… Altro…

  6. Ezzelino says:

    Io la vedo dura…i veneti sono troppo legati ai mass media italioti…e visto che questi censurano TUTTO sull’indipendenza il percorso é ancora in salita…

    Bel discorso Bepi ma visto che qui “non ci vede e non ci sente nessuno” in tutta confidenza io dico che il mio secondo sogno dopo quello scontato dell’indipendenza é quello di vedere affondare nella delinquenza e nella mondezza quei popoli veramente italiani che da 150 anni frenano il nostro progresso e anche la nostra civiltà. Non sono ne megalomane ne sadico ma semplicemente inorridito nel vedere come sta diventando il veneto e tutto il nord in questi ultimi decenni: mafia ovunque corruzione inefficienza e tutto in nome del paese e della costituzione”più belli del mondo”.. Io odio l italia e i suoi abitanti… Se non fosse per loro al vertice delle classifiche mondiali economiche e sociali, accanto e forse piu in su dei paesi scandinavi ci saremmo noi.. L italia ci é costata ci costa e ci costerà troppo cara per provare anche solo un sentimento neutrale

    • bepi says:

      Hai tutte le ragioni di questo mondo e sono pienamente d’accordo ma, ripeto, non facciamo confusione tra Italia geografica e stato italiano. Come quelli che scrivono sui libri che Tiziano Vecellio è un pittore italiano, Che Vivaldi è un musicista italiano, che Dante Alighieri è un poeta italiano… Se viceversa leggo che Mussolini è un dittatore italiano, mi va bene, è vero.

  7. alberto says:

    mi trovo in molise per lavoro,sempre con il mio vessilo di san marco,tanti siciliani,napoletani si accorgono della bandiera,iniziano i discorsi,dicono voi veneti siete avanti
    con l’idea di indipendenza,ci ammirano,loro si sentono ancora impotenti,ma cominciano a maturare un grosso disprezzo per la loro italia,ricordo loro i danni fatti dai piemontesi,e dai savoia,quello che hanno depredato,e la miseria che hanno lasciato.mi chiedono di non fare le ricevute fiscali,di non aiutare più il parassita,quì aimè siamo circondati da finanze,mentre i vu cumprà marocchini
    sono liberi di vendere in suolo pubblico e privato,senza rilasciare uno straccio di ricevuta,e senza avere l’autorizzazione a farlo,ho chiamato,le forze dell’ordine per controllarli,ma non cè niente da fare,ogni uno,dal vigile,che non cè mai,ai carabinieri,alle finanze delegano e passano la palla ad altri,intanto io subisco e perdo consistenti vendite.questo si ripete già da 5 anni almeno.
    pensare che qui si vede la polizia provinciale,i forestali,carabinieri,finanze e nessuno di questi pagliacci riesce ad arginare il fenomeno,cosa faranno mai?per di più ci sono anche gli zingari che chiedono il pizzo.è proprio
    lo specchio dell’italia.molti giovani del posto mi dicono che stanno aprendo attività altrove,all’estero,ormai è un fenomeno che aumenta giorno per giorno.non vedo l’ora di ritornare in patria!

  8. bepi says:

    Quando vengo in in discorso con qualcuno sul tema dell’indipendenza del Veneto, a volte mi sento rispondere: “Ma l’Italia è così bella!” come se un Veneto indipendente significasse la morte dell’Italia. Ma è vero il contrario. E’ da quando prese a sventolare ovunque il tricolore sabaudo che l’Italia iniziò la sua agonia: guerre, miseria, fame, emigrazione… L’Italia non è lo Stato italiano, è l’insieme dei popoli che l’abitano, ognuno con la sua storia, la sua lingua, popoli diversi che resero grande l’Italia nel mondo quando la parola Italia esprimeva solo una realtà geografica. Tuttora viviamo di rendita, delle meraviglie artistiche, architettoniche, poetiche, create dai Veneti, dai Toscani, dagli antichi romani… meraviglie che lo Stato italiano non si merita, abbandona al degrado e svende agli stranieri. Tornare liberi dall’oppressione burocratica e fiscale di stampo sabaudo, ci farà sicuramente rinascere. Tutti, non solo i Veneti.

    • Par mi ke so’ veneto e no so’ talian e gnanca fiolo de romani, la Talia e el Stado Talian li xl mema roba skifoxa.
      I veneti del Stado Veneto no li ga “rexo grande la Talia nel mondo” ma el Veneto o Venesia ke no le xe Talia e gnanca parte de la Talia ma parte de l’Ouropa.
      I veneti li xe ouropei, no li xe taliani e gnanca latini.
      Li veci romani li xe stà xnetà fora da la storia, grasie a Dio!
      Ki xe ke vive de rendita, forse ti Bepi, ma mi no … tiente la to Talia ke par mi la pol ndar a remengo.
      Par naltri veneti la leberasion la vegnarà co se saremo leberà dal stado talian e da tuti li falbi miti taliani come coelo come coelo de cu te ghè scrito deso ti … Via da Roma ente tuti i sensi!

  9. Me despiaxe tanto ma Rinascimento lè on mito falbo, nato o fato nasar contro el Mexoevo (ciamà da sti falbi doti: secoli tristi, scuri, bruti, buij) ke anvense el xe stà la vera Renascensa de l’Ouropa dapò el desfamento perpretà da l’Enpero Roman.
    Mi no vojo 10 o 100 Talie, mi a sogno ke sparisa dal bon la Talia e ke mi e tuta la me xente veneta se posa esar lebari a caxa nostra e ente l’Ouropa.
    Me despiaxe ma ki ke ga senpre enamente la Talia nol pol ke esar on talian:

    Buxato el scrive:

    A ben guardare la storia italiana può essere interpretata in più modi infatti. La nostra visione, casomai vi fosse il bisogno di ripeterlo, non è anti-italiana, anzi. Noi amiamo così tanto l’Italia, che desideriamo costruirne se non 20, almeno 5-6 di indipendenti.

    Buxato, co sto scrito el se conferma talian e ke tuta la storia del referendo de marso lè stà na pataca e ke no semo par gnente endependenti : 5 o 6 Talie!

    Beh mi a so veneto-ouropeo e antitalian e anti Buxato en tuto e par tuto!

    Entel 500, 600, 700 no li gheva enamente gnaona regnasensa, la Regnasensa o Rinasimento lè on portà del nasionalixmo talian de l’800.

    Via da Roma, via da la Talia e via da li miti taliani come el so FALBO RINASIMENTO!

    La Talia a naltri Veneti la ga portà ,lomè ke del mal.

    http://www.filarveneto.eu/wp-content/uploads/2014/02/site_logo.gif

    • Stefania says:

      Invece il referendum digitale è stato un passo avanti molto importante. Di sicuro, il pataccume è italiano. Tutto ciò che va nella direzione dell’indipendenza, apre nuovi varchi. E’ Roma che prova a chiuderli.

  10. Cesare says:

    Articolo stupendo e ‘ quello che penso io in ogni parola che hai scritto Gianluca Busato sei stato fantastico!

  11. loris54 says:

    dobbiamo morire Italiani ? mai !!!!!!!!!!!!!

  12. giovanni says:

    Tutti uniti per l’indipendenza-Sovrana.

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