Burocrati d’Italia, la peggior specie

burocrazia1di GIANLUIGI LOMBARDI CERRI – Ritengo sia interessante analizzare il comportamento degli impiegati privati e quello degli impiegati pubblici mettendo in evidenza le differenze onde poter formulare proposte atte a ridurre l’enorme divario di rendimento tra le due categorie.

Desidero evidenziare che l’obbiettivo non è quello di evidenziare eventuali fannulloni, ma di far emergere la carenze organizzative.

Richiamiamo anzitutto un principio generale inderogabile.

Quando si vuole emettere una qualsiasi norma questa deve venir concepita in modo tale da poter essere applicata senza equivoci definendo:

1.-Obbiettivi da raggiungere

2.-Metodologia per raggiungerli e costi

3.-Chiara rintracciabilità di chi emette la Norma e corrispondente responsabilizzazione.

4.-Modalità di controllo del raggiungimento degli obbiettivi

5.-Responsabile del controllo che , ovviamente, deve essere fatto da terzi.

Senza seguire questi dettami una qualsiasi normativa non vale la carta su cui è scritta.

Vediamo perché I privati sono obbligati a seguire questo schema di procedura.

Semplice! Perché chi emette la norma e chi la deve applicare si gioca ogni giorno stipendio e carriera e il termine finale di misura è il guadagno o la perdita dell’azienda che li ospita.

Esperienza diretta (che serve ad arricchire la conoscenza) viene fatta dai singoli con continui contatti con l’esterno, ossia con altre esperienze, aggiustando via via il tiro senza essere vincolati da una normativa formale fine a se stessa.

Vediamo ora la situazione del dipendente pubblico.

1.-Gli obbiettivi sono di una vaghezza al livello del “vogliamoci bene”

Stupendi ma lastricati solo di buone intenzioni

2.-Metodologia. Una Legge o un regolamento non rappresentano mai un metodo, ma un vincolo che , troppo spesso permette di essere aggirato

3.-Siccome scrivere una Norma è una precisa presa di responsabilità, la prima cura è quella di impedire attraverso cortine fumogene di identificare I responsabili dell’emissione.

Lo schema operativo è relativamente semplice :

-i politici, attraverso una Legge approvata in Parlamento, ma sostanzialmente scritta dai burocrati indicano l’obbiettivo ( puramente formale in quanto non viene mai specificato in che modo si definisce il raggiungimento del medesimo)

-i burocrati la applicano mirando soltanto al rispetto della forma perchè è solo attraverso questo rispetto che vengono scansate le responsabilità

-la difesa è rappresentata soltanto dal dimostrare di aver rispettato la forma e che, comunque, la responsabilità è sempre addossabile ad altri.

Esempio eclatante la Legge Fornero nel cui disastro sono implicati più o meno tutti, ma tutti si sono scansati più o meno brillantemente.

Un esempio ancor più clamoroso è dato nel caso di un assassinio.

Non è pensabile che un presunto assassino possa essere ritenuto innocente da un giudice e reo da un altro.

I casi sono semplicemente due o sono sbagliate le regole per determinare se uno è colpevole o è “sbagliato” uno dei due giudici.

Mi si dirà: ma nei rapporti umani non vige la matematica.

E’ vero! Ciò significa che ci si può trovare davanti a valutazioni di maggiore o minore colpevolezza.

Con un campo di variazioni ampio come l’attuale siamo davanti alla probabile convenienza di estrarre a sorte il giudizio finale, risparmiando il costo non trascurabile dei giudici…………….

Ricordo che nel campo industriale vengono sempre precisate le TOLLERANZE di accettazione in più e in meno e mai viene lasciato a chi controlla , pieno campo di giudizio.

La cosa più divertente (si fa per dire) è che nell’industria privata il responsabile di una sezione di qualsiasi dimensione quando si trova davanti ad un problema al massimo, se il problema riguarda più sezioni, si può e si deve rivolgere al suo immediato superiore.

Se invece il problema riguarda solo la sua sezione la risposta più frequente che riceve è: “ egregio signore lei è pagato per risolvere adeguatamente I SUOI problemi”.

Il funzionario pubblico ha invece due risposte standard: “mancano risorse economiche e/o manca personale”.

E’ quindi inutile affannarsi a scrivere (o meglio a far scrivere) Leggine e Leggette.

Occorre avvelersi di validi e certificati consulenti esterni , veramente esperti  che traccino un dettagliato piano di riforma operativa di tutto ciò che è pubblico.

Però, premessa indispensabile, I Partiti, TUTTI , senza eccezione , devono essersi preventivamente messi d’accordo per accettare senza metterci l’incauto becco, le proposte.

Riusciranno I nostri eroi ( si fa per dire) a venirne fuori?

Ho più di un dubbio.

 

 

 

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