All’Iran dà fastidio il buddhismo: via al sequestro di statuette

di REDAZIONE

La libertà è una specie di optional in terra di ortodossia islamica. Come riporta “La Presse”, le autorità iraniane stanno confiscando le statue che rappresentano Buddha dai negozi della capitale Teheran, nel tentativo di fermare la divulgazione del buddismo nel Paese.

Lo fa sapere il quotidiano indipendente iraniano Arman daily, citando un ufficiale per la protezione dell’eredità culturale, Saeed Jaberi Ansari. Ansari definisce le statue come simboli di una “invasione culturale” e afferma che le autorità non permetteranno che siano usate per la divulgazione del buddismo. L’ufficiale non ha specificato quante ne siano state sequestrate sinora, ma ha annunciato che l’operazione proseguirà.

In passato, l’Iran ha imposto divieti per combattere l’influenza occidentale, tra cui sulle bambole Barbie e sui personaggi animati Simpsons, ma questa è la prima volta che mette al bando simboli provenienti dall’oriente.

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2 Comments

  1. mauro says:

    PUò PIACERE O NON PIACERE MA CREDO CHE SE UN GIORNALE INDIPENDENTE IN IRAN, POSSA SCRIVERE QUESTA NOTIZIA, E’ SEGNO CHE LA DITTATURA TEOCRATICA NON GLIENE PUO’ FREGAR DI MENO. A MENO CHE, LE NOTIZIE CHE APPAIONO SUI GIORNALI, PASSINO PRIMA LA CENSURA DEGLI AYATOLLAH

  2. luca says:

    l’iran è l’unico dei paesi arabi che permette libertà religiosa. Vivono tranquillamente e in pace ebrei (unica comunità nell’area dopo israele) e cristiani a cui sono riconusciuti 1 seggio ciascuno in parlamento come minoranze…

    a leggere articoli di tale fatta mi sembra di ritornare ai tempi delle bugie di propagada cotro ghedaffi e C. date dalle fatomatiche ong e riprese con gioia dai mass media occidentali

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