Bruxelles preferisce i clandestini alla Grecia. Ad Atene ci pensa Putin

putin rielettodi MARCELLO RICCI – Mentre l’Ue e il Fondo  monetario internazionale hanno detto “no” ( ochi in greco) alla richiesta del governo di Atene per mitigare le clausole per la restituzione della rata in scadenza del prestito,  Il colosso russo Gazprom ( quindi Putin ) ha presentato una nuova opzione per ridare vita al progetto del gasdotto South Stream , che crea indubbi vantaggi alla dissestata economia greca. I progetti alternativi per il South Stream e il North Stream II, finanziati  anche da fondi privati, prevedono che il nuovo gasdotto parta dalla penisola della Crimea  e non da Anapa , città della Russia meridionale sulla costa del Mar Nero come prima previsto. La Crimea è più vicina all’area di Mar Nero e il progetto risulta essere meno costoso.

Il South Stream non attraverserà Serbia e Ungheria, ma con il nuovo percorso passerà  per la Grecia e l’Italia.

Vladimir Putin ha probabilmente reagito anche a presunte pressioni esercitate sulla Bulgaria dalla Commissione europea , che dopo una lunga fase di stallo, non concesse i permessi di costruzione per il gasdotto poco prima dell’avvio dei lavori, creando  rilevanti problemi. Inoltre sulla decisione presa ha influito  l’attuale posizione della Bulgaria, questa non riconosce l’annessione della Crimea  da parte della Russia e si erge a paladina dell’integrità territoriale dell’Ucraina. La variazione di percorso, oltre ai vantaggi economici per la Gazprom ha dei risvolti politici di non trascurabile entità.

E’ indubbio che  Atene ne trarrà vantaggi economici e occupazionali, una manna  in questo difficile momento. Mentre l’Ue butta fiumi di denaro per farsi invadere dai presunti migranti che vengono da lontano per pure motivazioni economiche, è matrigna verso un popolo che esprime le radici della civiltà occidentale. Meno aiuti ai clandestini e più flessibilità verso il popolo greco, sarebbe nella logica. L’Ue non segue questa via, aiuta i clandestini , sorride ad Erdogan , espressione dell’integralismo islamico e feroce persecutore dei curdi,  arresta giornalisti che parlano delle vignette di Charlie Hebdo.  Obama ne è grande amico e sostiene l’ingresso della Turchia in Europa. Anche la geografia non è il suo forte.

Putin,  grande statista, ha colto l’occasione per aggiungere un tassello alla sua politica intesa a sottrarre agli USA il ruolo di guardiani del mondo. In modo indiretto, senza dare grande visibilità al fatto, fornisce al Atene un aiuto concreto, con un grande progetto che produrrà posti di lavoro e introiti di denaro anche per l’indotto. E’ questa l’occasione per attirare Atene nell’orbita di Mosca?                                             Quella che si gioca è una partita a scacchi.  Si è verso la fine. Lo scacco matto per gli USA è dietro l’angolo e il “dà” (si in russo) verso la Grecia è una mossa importante.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment