Bruxelles armata di Costituzione socialista contro tutte le indipendenze

Bruxellesdi ALDO MOLTIFIORI – La Costituzione Europea che è dietro l’angolo, allontana il Governo e non lo avvicina ai cittadini! Con essa l’autorità centralista di Bruxelles è ancor più legittimata ad entrare nella nostra vita con una burocrazia cosi asfissiante da regolarne ogni momento, a tal punto da indicarci perfino quale tipo di carta igienica si debba o si possa utilizzare. Quella Costituzione renderà legge fondante l’attuale immenso cumulo di norme e regole, pari a 97.000 pagine, più i relativi commi. Su tutto si staglia poi quella clausola dei trattati istitutivi della Unione, chiaramente recepita dalla nuova Costituzione, per la quale le leggi della UE sono sovraordinate a quelle nazionali. Il che significa che i Parlamenti nazionali verranno espropriati della loro sovranità da un governo che non rappresenta alcun Paese, alcuna Regione, né tanto meno alcun cittadino dal momento che non ci sono state mai elezioni a suffragio universale. Di più, con motivazioni sia ideologiche che pratiche la Costituzione della UE volutamente ignora di delimitare i poteri del futuro Governo. Già Altiero Spinelli e poi sulla sua scia tutta la sinistra europea, molto discutibilmente dichiaratasi federalista, hanno considerato il Governo come un vero e proprio iniziatore di azione politica e sociale, e questo spiega perché tutto il suo dispositivo tende a comprimere se non abbattere le libertà individuali. In contrasto con quanto prevede la Costituzione americana che invece rovescia i termini della questione, per la quale è il cittadino ad essere il portatore delle libertà alle quali è il Governo ad adeguare la legislazione.

Si tratta, quello americano, di un individualismo che essendo portatore di intrapresa e di autocoscienza è del tutto incompatibile con la concezione di uno Stato assistenziale e previdenziale, quale quello che si è radicato in Europa da quasi un secolo. L’afflato libertario di quell’individualismo, già piagato dalle ideologie totalitarie del secolo scorso, è destinato ad essere inesorabilmente rigettato dall’élite Europee, le quali per l’appunto sono di cultura e tradizione social democratica se non comunista. Nel Nord Europa quelle élite sono quanto meno efficienti mentre in quella del Sud hanno conservato i tratti autocratici del dispotismo e della corruttela.

La Costituzione Europea poi delinea anche una ulteriore centralizzazione ed espansione dei poteri di Bruxelles. Scorrendola ci si rende conto che è piena zeppa di fraseologia pericolosamente vaga, permeata da quella stupida filosofia del politicamente corretto del tipo: “Sviluppo sostenibile” “Solidarietà fra le generazioni” ed “Economia Sociale di Mercato”. Inoltre in essa (la Costituzione) sono evidenti le intenzioni di usare le leve di potere per imporre politiche di redistribuzione del reddito che non solo si richiamano al Gosplan di triste memoria sovietica, ma che addirittura spingono le generazioni o le categorie sociali a rivendicazioni di benefici l’una contro l’altra. Una moderna riedizione del dividi et impera.

Per esempio: quando nella sezione Carta Europea dei diritti fondamentali della Costituzione proposta si assicura di “Diritto al lavoro”, di nuovo, di memoria comunista, in realtà lo si può garantire solo attraverso il trasferimento forzoso di vaste risorse economiche da un cittadino all’altro o mediante la leva fiscale o peggio attraverso la distruzione di ricchezza.   Con il passare del tempo quella che, a suo tempo, era stata intesa come una bozza di Costituzione non vincolante e aperta alle successive modificazioni è divenuta per volere delle autorità di Bruxelles una vera e propria Costituzione alla stregua di quella in vigore negli USA. Ma in quella americana, soprattutto nella sezione relativa ai diritti fondamentali, e fatto salvo il settimo emendamento, si parla solo di diritti del cittadino rispetto allo Stato, ma nulla viene detto di diritti di cittadini che possano essere garantiti a spese di altri. L’esempio più eclatante di questo tipo di usurpazione si è avuto con il famoso bonus di 80 € con il quale il governo italiano ha prelevato circa 2 miliardi di € dalle tasche di alcuni cittadini per redistribuirli ad altri. Ricordo solo che lo Stato non produce ricchezza propria ma semplicemente la preleva (si deve parlare di esproprio) dai cittadini attraverso la leva fiscale.

Questa nella sua essenza è la vera ragione del rifiuto da parte del Governo Britannico di aderire alle obbligazioni di stampo socialista che ne conseguono. Il sistema politico inglese, molto simile a quello americano è ancora fondato sulla libertà individuale e sulla intrapresa e non accetta il principio che lo Stato sia il suo tutore dentro e fuori la sua vita privata, tanto meno che possa agire come un moderno sceriffo di Nottingham, né che voglia comportarsi come il Prefetto Fouchet di tristissima memoria!

Ora in Lombardia, i movimenti indipendentistici e autonomistici, devono muoversi tuti insieme coordinandosi perché alla battaglia per la sua sovranità in questo sciagurato paese chiamato Italia, si possa e si debba aggiungere quella per la profonda revisione del tipo di Europa a cui guardare. Quella preconizzata dal grande Cattaneo, non certo quella dei burocrati socialisti di Bruxelles.     

(3 – fine)

 

precedenti:

 http://www.lindipendenzanuova.com/il-coma-morale-della-classe-dirigente-ci-rifilano-la-costituzione-europea/

http://www.lindipendenzanuova.com/come-la-costituzione-europea-sta-per-fottere-le-regioni/

 

 

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One Comment

  1. Fil de fer says:

    Insomma siamo alla rifondazione dell’ex URSS !!!
    Per chi non lo avesse ancora capito.

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