Bricolo si difende: nessun uso allegro dei fondi della Lega al Senato

di REDAZIONE

”Mi amareggia infinitamente che, con questo fango da campagna elettorale, il mio nome venga accostato alla schiera di quanti hanno sperperato e lucrato sui soldi pubblici, approfittando dei loro ruoli di potere. Per quanto mi riguarda, qualsiasi incarico mi sia stato affidato nella mia carriera politica, l’ho svolto con passione ed entusiasmo e fierezza, per dare il mio contributo al partito cui appartengo, e di certo mai realizzando tornaconti personali o perseguendo interessi privati. Logiche che non mi appartengono e non mi apparterranno mai”. Lo dichiara Federico Bricolo, presidente della Lega Nord al Senato tornando – ”non solo per difendere la  mia reputazione, ma quella di tutto il Gruppo – sull’articolo della Repubblica ”che veicola l’idea di un utilizzo non corretto dei fondi pubblici da parte del Gruppo del Senato”. In un lungo comunicato, Bricolo tiene in particolar modo a precisare che:
1)”Non esiste nessuno stipendio extra, nessuna paghetta, che noi ci saremmo attribuiti surrettiziamente; esiste invece un fondo, pari al 10% del contributo che il Senato assegna ad ogni Gruppo per il suo funzionamento, destinato, così come recita la delibera attuativa  “alle esigenze della Presidenza”. Ne hanno sempre usufruito e ne usufruiscono tutt’ora tutti i gruppi parlamentari. Per quanto ci  riguarda, dalla primavera scorsa, in ottemperanza ad una spending review interna da me disposta, tale fondo non è stato più utilizzato. Tanto per capire: la scorsa settimana alle consultazioni dal Capo dello Stato ci sono andato con un’auto il cui noleggio (a ore) ho pagato di tasca mia, senza chiedere rimborsi ad alcuno”.
2) ”Nessun benefit per il capogruppo. Nell’articolo si riportano dichiarazioni della ex segretaria addetta all’amministrazione del nostro Gruppo che dice testualmente :”Il gruppo pagava l’affitto dell’appartamento dove abitava il senatore Bricolo, con bonifico permanente di euro 1250 ed inoltre saldava il conto di una carta di credito che era nella disponibilità esclusiva del Presidente”. Non è così e manca
un’informazione fondamentale: non c’è stato nessun bonifico permanente visto che utilizzai quel punto di appoggio per soli tre mesi nel 2008; inoltre quei 1250 euro di cui si parla mi venivano ovviamente decurtati (come posso provare dagli estratti conto in mio possesso). Posso affermare senza paura di essere smentito che di certo non mi faccio pagare la casa dal Gruppo, né a Verona dove abito, né tantomeno a Roma né da nessuna altra parte. Lo stesso vale per la carta di credito. Per me parla la mia storia: così come quando da sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti nel 2005/2006 non utilizzai mai, e dico mai, la carta di credito che  mi era stata assegnata e giravo sul territorio per motivi di servizio con la mia auto pagandomi la benzina senza chiedere rimborsi di sorta, anche
adesso posso garantire che la carta di credito assegnatami in quanto Presidente del Gruppo non e’ mai stata utilizzata per fini personali o extra lavorativi che dir si voglia.
3) ”Terzo punto, ma forse il primo in ordine di importanza. Al di là del tempismo con cui certe dichiarazioni vengono divulgate (siamo in piena campagna elettorale con il mio Movimento impegnato sia a livello regionale che nazionale in partite delicatissime e  strategiche), voglio precisare che non appena mi sono reso conto che qualcosa non andava nella gestione amministrativa (che tra l’altro avevo ereditato dalla legislatura precedente) dei fondi assegnati al nostro gruppo, ho provveduto subito ad informare i magistrati, e ho immediatamente dato incarico ad una società di revisione esterna di passare al setaccio i conti del gruppo anche per il passato per trovare riscontro alle irregolarità emerse a seguito delle indagini della Procura di Milano sul nostro ex amministratore. Il lavoro dei revisori esterni è stato consegnato alla Procura di Roma a cui è passata l’indagine a dimostrazione che siamo i primi a
volere chiarezza”.

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12 Comments

  1. Lucky says:

    i leghistanchi sono dei kommunisti che non sanno di esserlo, si spacciano per indipendentisti ma non riescono a secedere neanche dalle ex mogli, odiano la lega al punto tale che hanno perso il controllo del loro cervistanco mai, del resto, svillupato completamente; sono itaglioni al cubo ma si vergognano di ammetterlo, anche il borbone si vergognerebbe di loro, qualche polentone ci casca ma tanti, me compreso, gli comprendono bene

    Forza Lega e W san Marco!!!

  2. andrea says:

    come al solito elezioni vicine = accanimento mediatico contro la lega e non dite il contrario

  3. mero says:

    la squallida macchina del fango di repubblica (delle banane) …abolire il finanziamento pubblico ai giornali e in Padania non dargli nemmeno un euro a questi tricoloriti parassiti. Colpirgli nel portafoglio con querele e boicottando le vendite.

    • Leghistanco says:

      Giustissimo !
      Bisogna togliere il finanziamento pubblico a “la Repubblica” ed utilizzarne l’importo per pagare i pranzi di nozze ai figli dei consiglieri regionali leghisti !
      Bravo !

      • mero says:

        se i Padani non sono ancora liberi lo devono a questi mentitori di professione. Ma lo avete ancora capito che questi qui hanno prima fatto un golpe e ora visto che non hanno contenuti e la Padania non è ancora normalizzata, si inventano tutte ste cose ?

      • pierluigi says:

        Evidentemente per lei è giusto e sacrosanto che i magistrati indaghino solo su Lega e,forse il PdL. E’ altrettanto giusto,per lei che di leghista e indipendentista non ha niente,che le indagini vadano subito sui giornali quando si tratto dei partiti di cui sopra,mentre gli altri non li si indaga e non si comunica nulla ai media,in caso di rara indagine,ved i Penati,Telecom Serbia,Unipol BNL,ecc.Se poi anche tra i leghisti ci siano stati dei pirla e dei ladri,nessuno li ha nascosti,dopo le prove provate,e poi espulsi, a differenza di tutti gli altri partiti.Fa spece comunque vedere le indagini a senso unico verso la Lega Nord ora e in regione Lombardia, qualche giorno fa, in campagna elettorale,mentre invece si celebra la santità dei monti di m.e della sinistra.

        • Leghistanco says:

          Evidentemente un bel niente !
          I disonesti come lei stanno ancora a difendere, oltre ogni logica ed al di là del lecito, quei farabutti che in pochi anni hanno trasformato il nostro movimento di gente seria, pulita e laboriosa in uno squallido postribolo dove gli uni sputtanano gli altri e tutti gozzovigliano alla faccia dei cittadini !

          La Lega ha espulso pirla e ladri ? Ma dove vive ? Chi conosce in Lega ? Cosa e quanto beve?

          Le indagini saranno anche a senso unico, ma questo non assolve le madri, le sorelle, le mogli e le figlie che battono il marciapiede ! Saranno pur poche puttane tra tante puttane, ma puttane restano !

          Militonti: in camera !

  4. I compagni ci provano, come hanno distrutto Di Pietro ora ci provano con la Lega.
    Constato che le indagini sono SEMPRE a senso unico.
    Buona itaglia a tutti.

    • Leghistanco says:

      L’espulsione della Rosi, la fuga di Bodega, l’umiliante detronizzazione del padre del Trota e le scaramucce con le scope non sono opera dei “compagni”, caro bresciano, ma espressione assolutamente autonoma dell’organizzazione leghista !
      I “compagni” hanno ben altre e tremendamente maggiori colpe !
      E’ sciocco e scorretto gridare al complotto ogni volte che gli inqualificabili pseudopadani che infestano la Lega vengono beccati con le dita nella marmellata !

      Un po’ di dignità, figlio della Leonessa !

      • mv1297 says:

        Calmati. ANch’io non sono piu leghista ma indipendendista marcio da sempre.
        Lega o non Lega, noi Veneti ce ne andremo per conto nostro e voi itaglioti arrangiatevi.

      • constato, amico, constato.
        Ho forse parlato di complotto? Parlo solo di indagini a senso unico, come sempre.
        Dici tu stesso che i compagni hanno scheletri nell’armadio, ma quegli armadi non vengon MAI aperti.

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