Brexit, ma il modello europeo deve essere svizzero

svizzera2di MARCELLO RICCI –  Londra ha da sempre tenuto un piede dentro e l’altro fuori dall’Ue e ora ha deciso. L’Unione Europea è soggetto passivo non può pronunciarsi, al più nel caso di Brexit potrà negoziare le modalità di uscita ovvero i decreti attuativi della stessa. Quando in un complesso sistema di accordi tra 28 paesi membri avvengono dei mutamenti di rilievo c’è l’occasione per rivedere tutto. E’ il momento di una ristrutturazione. Considerando che anche l’Ue ha la sua età ed è cresciuta malaticcia, è forse il caso di demolire per ricostruire ex novo? Il collante della moneta unica è debole e anche aleatorio. Anche la congiuntura economica recessiva impone di rivedere i termini dei comuni impegni . E’ necessaria una struttura federale per un Europa con un solo esercito, una sola politica estera, due o tre lingue ufficiali. In sintesi copiare il collaudato modello Svizzero.

Un Europa degli Stati Federati ha prospettive di contare veramente sulla scena mondiale. Dal particolare all’universale. Si immagini per un attimo la vicenda Marò gestita dalla Federazione degli Stati Europei. Si è certi che Girone e la Torre sarebbero tornati a casa in tempi brevissimi. Così non è stato. L’India è un continente. L’Italia una piccola espressione geografica. L’ Europa è invece, pur essa, un continente. Abbattere i confini delle singole nazioni senza aver creato una federazione genera la non governabilità di paesi deboli come l’Italia incapaci di affrontare singolarmente problemi epocali come quello dell’invasine di migranti. Il continente europeo a differenza di altri , come l’Australia, non ha un governo centrale che affronta i problemi in modo univoco, ma tanti governi che invece di risolverli collegialmente, provano e riescono a scaricarli sul più debole o meno capace (leggi Italia).

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