Brexit, ecco la scheda del referendum. Chi vota, i precedenti

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di Bruno Detassis – I cittadini del Regno Unito vanno al voto il 23 giugno per il referendum sulla Brexit in cui decideranno se rimanere o uscire dall’Ue, di cui fanno parte dal 1973. Di seguito una guida con le principali informazioni relative al voto. QUANDO SI VOTA. Si potrà votare il 23 giugno dalle 7 alle 22 ora locale (cioè dalle 8 alle 23 ora italiana). Il conteggio comincerà alla chiusura dei seggi. I RISULTATI. Gli esiti dei singoli seggi dovrebbero arrivare fra le 3 e le 5 ora italiana del 24 giugno, quando si dovrebbe avere un quadro chiaro di com’è andato il voto. Il risultato definitivo sarà annunciato dalla presidente della Commissione elettorale, Jenny Watson, a Manchester, nel nord dell’Inghilterra.

PERCHE’ È STATO CONVOCATO UN REFERENDUM. Il premier britannico David Cameron promise di convocare un referendum sulla permanenza nell’Ue nel caso in cui avesse vinto le elezioni generali del 2015. La promessa giunse per rispondere alle richieste del Partito dell’indipendenza del Regno Unito (cioè l’Ukip di Nigel Farage) e di una parte dei conservatori, che evidenziavano che il Paese non si era pronunciato sulle relazioni con l’Ue da quando un referendum sul tema si era tenuto nel 1975. IL QUESITO. La domanda alla quale i britannici dovranno rispondere alle urne è la seguente: “Il Regno Unito deve proseguire come membro dell’Unione europea o deve lasciare l’Ue?”. Due le opzioni previste per la risposta: “Rimanere come membro dell’Ue” oppure “Abbandonare l’Ue”. Con il termine Brexit si indica l’eventuale uscita del Regno Unito dalle istituzioni europee; il termine deriva dalla fusione delle parole ‘Britain’, cioè Regno Unito, ed ‘exit’, cioè uscita.

CHI PUO’ VOTARE. Sono chiamati a votare oltre 40 milioni di cittadini. Si tratta dei cittadini britannici e dei Paesi del Commonwealth che abbiano compiuto 18 anni e risiedano nel Regno Unito, nonché dei britannici che vivono all’estero da meno di 15 anni e dei cittadini dei territori d’oltremare come Gibilterra. I cittadini europei nel Paese non possono votare, tranne quelli nati in Irlanda, a Malta e Cipro.

PRECEDENTI. Finora nessun Paese ha mai abbandonato l’Unione europea. L’unico precedente può essere considerato quello della Groenlandia, territorio appartenente alla Danimarca, che lasciò l’Europa dopo avere convocato un referendum nel 1982. CHI VUOLE

RESTARE IN UE E CHI VUOLE USCIRE. Il movimento pro Ue è guidato dal gruppo ‘Britain Stronger in Europe’, che conta sull’appoggio del premier Cameron, di membri del Partito conservatore, della maggioranza dei laburisti con Jeremy Corbyn in testa, nonché di libdem, nazionalisti scozzesi dell’Snp e Verdi. Stati Uniti, Francia, Germania, Cina e India si sono espresse a favore della permanenza del Regno Unito nell’Ue. La campagna ufficiale del ‘Vote Leave’ per uscire dall’Ue, invece, è guidata da politici di vari partiti, come i conservatori Michael Gove e Boris Johnson, rispettivamente ministro della Giustizia ed ex sindaco di Londra. I MOTIVI PRO

PERMANENZA E PRO BREXIT. Chi è a favore della permanenza in Ue sottolinea che fare parte del blocco favorisce l’economia del Regno Unito e rafforza anche la sicurezza del Paese davanti alla minaccia terrorismo. Chi invece è a favore della Brexit sottolinea che l’Ue impone molte regole sugli affari e che il contributo annuale per essere membri è molto alto; i pro Brexit chiedono inoltre di mantenere il controllo delle frontiere del Paese e di ridurre il numero degli immigrati in arrivo.

QUANTO TEMPO CI VORREBBE PER L’USCITA DALL’UE. Se vincesse il sì alla Brexit il Regno Unito avrebbe due anni di tempo, che sarebbe possibile prolungare, per fissare termini e condizioni della sua uscita dall’Ue. Fino ad allora il Paese dovrebbe rispettare le regole europee e non potrebbe partecipare a nessun nuovo negoziato.

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