Brescia, costruire un’alleanza contro il centralismo

di CARLO LOTTIERI

In questo disgraziato Paese un fronte liberale non esiste, per varie ragioni. Il numero di quanti avversano lo strapotere statale è troppo ridotto perché si possa costruire un soggetto politico a difesa dei diritti individuali, e chi ha percorso in qualche modo tale strada (penso all’iniziativa di Oscar Giannino) si è trovato dapprima a mettere troppa acqua socialista nel vino liberale e poi, anche prescindendo dall’infortunio dei diplomi inesistenti e dello Zecchino d’oro, ha dovuto prendere atto che uno spazio elettorale di quel genere non c’è proprio.

C’è invece un’area politica in grado di far saltare definitivamente il banco, favorendo un processo di disgregazione dello Stato nazionale che dia vita a giurisdizioni indipendenti. Come sostenni qualche mese anche a Lugano, in un incontro organizzato da taluni amici libertari, l’unica concreta strategia che possano adottare quanti ambiscono a realizzare una svolta radicale consiste nel favorire la crescita di movimenti e partiti separatisti di massa: che non necessariamente puntano a ridurre il peso dello Stato (vi sono secessionisti statalisti, senza dubbio), ma che nei fatti possono inaugurare una stagione nuova se ci conducono in un quadro caratterizzato da piccoli stati indipendenti e in concorrenza tra loro. Se in Italia nessuna illusione è ammessa, qualora la Repubblica si disgregasse ogni speranza tornerebbe legittima.

Potenzialmente, oggi che la Repubblica è in ginocchio e che l’ideologia italiana sembra perdere i propri fondamentali riferimenti storici, purtroppo mancano soggetti partitici forti e riconosciuti che abbiano il coraggio e la determinazione necessari a lanciare la sfida. Qualcosa però potrebbe succedere.

La Lega è dominata dai conflitti interni, ma avrà un futuro solo se tornerà a prendere in considerazione il tema dell’indipendenza. In un certo senso, non ha scelta. Al riguardo è significativo che il meno appannato dei leader leghisti sia oggi Luca Zaia, che in Veneto ha saputo opporsi alla “normalizzazione” condotta da Flavio Tosi e ora sta accompagnando il processo di autodeterminazione veneta avviato con la Risoluzione 44. Anche a Milano appare chiaro che l’unica strada da percorrere è questa: o Maroni segue Zaia e imbocca anche lui una “via catalana”, oppure il declino è segnato.

Probabilmente, per innovare la strategia indipendentista c’è anche bisogno di uscire da vecchie logiche e c’è la necessità di un progetto che dia vita a un autentico polo, determinato a contestare il centralismo illiberale. In questo senso, un piccolo ma positivo segnale viene da Brescia, dove in vista delle elezioni comunali la Lega ha fatto un accordo con l’Unione Padana, la quale ha accettato di inserire un proprio candidato indipendentista, Fabio Toffa, nella lista del Carroccio. L’accordo si basa anche sulla sottoscrizione di impegni politici precisi, riguardanti sia la Lombardia sia il sostegno simbolico ad altre realtà in lotta per l’indipendenza, a partire dalla Catalogna.

Se il potere romano oggi è sempre più debole, è urgente che in Lombardia, in Veneto e nelle altre realtà regionali si costruisca un serio percorso orientato all’autodeterminazione ed è pure importante che, dove è possibile, si sappia agire di concerto ogni volta che ciò si fa possibile.

 

 

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11 Comments

  1. Giacomo says:

    Sottoscrivo questo articolo di Lottieri per quanto riguarda il fatto che il movimento indipendentista non dovrebbe avere una connotazione ideologica. Il 90% dei Lombardi e dei Veneti trarrebbe solo vantaggi da una progressiva e radicale separazione dall’italia, non solo i libertari. A fronte di questo, chiediamoci perché siamo così marginali sulla scena politica.

    Nell’autodeterminazione e nella struttura federale dell’entità politica che andremo a creare c’è la risposta. Ciascuna comunità introdurrà nel proprio ordinamento tanto o tanto poco welfare quanto sia compatibile con la sua capacità di restare sul mercato. Troppo poco welfare? Assenza di pari opportunità, disparità crescenti, diaspora. Troppo welfare? Bancarotta.

    Non soffermiamoci sempre sulla pagliuzza e sui personalismi.

    esiste una casa comune per gli indipendentisti di tutte le estrazioni politiche.

  2. LucaF. says:

    E’ francamente imbarazzante che il professor Lottieri additi il flop di Fare per Fermare il Declino alle urne come la dimostrazione dell’impossibilità di creare un fronte politico liberale in ambito elettorale in questo disgraziato Paese.
    Ancor più fallace è aver giudicato (e continuare a giudicare) Fare-FiD una formazione liberale o con ascendenze indipendentiste.
    Al di là della prosopopea, Fare non c’entrava un tubo col vero e coerente liberalismo né con l’indipendentismo, come peraltro anche su questo giornale numerosi commentatori e redattori hanno più volte evidenziato fin dal giorno del suo lancio nonostante la presenza di Bassani sulla scheda in Lombardia..
    Dalla lettura dei suoi 10 punti programmatici e dalle successive esternazioni stampa è parso in maniera lapalissiana che l’operazione di Fare-FiD guidata dal mazziniano Oscar Giannino non era contro lo strapotere statale o gli interessi corporativi ad essi connessi, né per la difesa dei diritti individuali o per la secessione delle regioni produttive.
    Fare era/è una formazione liberal di tipo socialdemocratica ed efficientista, in favore dello Stato unitario e del centralismo.
    Chi ha percorso in qualche modo tale strada partitica ha floppato in buona o cattiva fede, ed è bene che ammetta il proprio errore senza inutili future giustificazioni.

  3. eridanio says:

    “troppa acqua socialista nel vino liberale”

    Grande Calrlo Lottieri.

    • Federico says:

      E’ così: FARE è stato troppo socialdemocratico per cercare di prendere voti, e anche in quel modo (allungando il vino con l’acqua per non passare per liberista selvaggio) non è riuscito a prendere più dell’1%. Come faceva quel partitello mezzo liberale e mezzo socialista che era il Pli. Siamo ancora a quel punto. E chi ha immaginato un partito più libertario ha fatto un convegno a Bologna in cui c’erano 30 persone… Allora l’unica strada – concordo con Lottieri e non con chi come LucaF sembra continuare a immaginare partiti libertari che non possono avere alcun successo, almeno in questa fase – è la disgregazione, la libertà del Veneto, il progetto di Color 44 in Lombardia ecc. ecc. ecc. Basta Italia! Basta volerlo!

  4. Druido Lombardo says:

    Come si fa a dire che Zaia persegue la via catalana? Zaia non più tardi di due giorni fa ha acclamato il presidente Napolitano come presidente che unisce tutto il popolo italiano! E Zaia non ha mai parlato di via indipendentista per il Veneto, aderendo invece al progetto di macroregione che propugna il suo partito. Quanto a Unione Padana, la sua alleanza con la Lega (e tutto il centrodestra italiano berlusconiano) conferma che UP non è mai stata indipendentista: semmai UP dovrebbe giustificate questa scelta con gli attacchi che ha sempre mosso alla Lega negli ultimi mesi. Un’ultima considerazione: quando il prof. Lottieri sostiene l’alleanza Lega-Unione Padana, lo fa a titolo personale o a nome di Diritto di voto e del Comitato Color44?

  5. Francesco says:

    potere romano più debole?? può darsi, peccato che mafia, camorra e ‘ndrangheta facciano il bello e cattivo tempo nelle brumose steppe padane… e non da oggi. Pensate che vi rinunceranno facilmente? La battaglia è stata persa quando bisognava vincerla, ovvero vent’anni fa.

  6. luigi bandiera says:

    TUTTAVIA, io sono disponibile come KAMIKAZE.

    Pero’ voglio la certezza di essere PAGATO dato che ho lavorato sia in fabbrika ke politikamente. In questo ultimo ruolo lo ho fatto sempre a gratis e anzi pagando.

    Proprio il contrario degli onorevoli e senatori kon karike parallele ke ricevono paghe e privilegi da sceicchi. Ovvio, pagati da me in percentuali..!

    Il solito (…) dira’: kome kamikaze la paga non la ricevi mika..?? MIKA PIERO era il primo kamikaze talibano…
    Fu pagato..! FUNERALI A GRATIS. (forse).

    Il funerale, ed io non avendo la possibilita’ di pagarmi il FUNERALE, non me lo posso permettere. Quindi..? Non ho niente di meglio ke fare il KAMIKAZE con appunto il funerale PAGATO..!

    Io sono uno che PENSA o RAGIONA e non uno che trikogliona kome tantissimi.

    Dai, facciamo una ASSO dei KAMIKAZE..!! AHO. FUNERALI A GRATIS..!

    La potremmo kiamare:

    ASSO_TALIBANA_dei_KAMIKAZE.

    A T D K… in altri posti hanno il PKK..? (e non sono cassette o DVD TDK).

    Insomma o ci si muove o ci si RIPOSA..!

    Cioe’: stiamo SOTTO SEMPRE..??

    BON, FACCIAMOLO A GRATIS KAX…

    Intendo, SOTTO TERRA..!

    Altrimenti, stiamo SOPRA TERRA MA LIBERI KAX..!!

    Salam

  7. ingenuo39 says:

    Lega ha fatto un accordo con l’Unione Padana, la quale ha accettato di inserire un proprio candidato indipendentista, Fabio Toffa, nella lista del Carroccio? Se la lega ha fatto un accordo del genere è perchè è sicura di perdere. Che sia il caso invece che la lega candidi Fabio Toffa a Sindaco cosi forse avra qualche possibilità di farcela.

  8. Nemo says:

    Mi permetto rispettosamente di dissentire. Giannino dovrebbe trovare ospitalita’ nella Lega. Anche come esterno. Io vivo in Lombardia e posso garantire che i sentimenti “indipendentisti” sono praticamente inesistenti, al contrario i sentimenti anti-spesa pubblica clientelare sono ai massimi.
    Il Giannino-pensiero farebbe bene alla Lega e al paese tutto.
    Il liberismo e’ il vero cavallo di troia per l’indipendenza.
    Quando i trasferimenti statali saranno minimi, gli interessi meridionali a mantenere lo stato unitario saranno fagocitati dalla questione identitaria che al Sud e’ decisamente piu’ forte che non al Nord.

    • concordo con Nemo.
      Al Nord l’identità è solo consegnata alla Storia, oggi al nord solo schiavi di Roma che tirano la carretta sempre più pesante chiamata italia.
      L’identità è presente solo nelle isole, Sicilia e Sardegna, per ragioni geografiche.

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