Brescia, conto alla rovescia per l’autodeterminazione

di STEFANIA PIAZZO

Tecnicamente sembra il nome di un pezzo di ricambio: Mozione n. 4/2013/M.

E in effetti il ricambio c’è tutto. Dalla sudditanza alla libertà. Ma arrivarci sarà un’impresa plurigenerazionale. In passato le occasioni sono state sprecate. Per certi versi, rubate. Paradossalmente, parlare di autodeterminazione quando la pancia del popolo inizia ad essere vuota, è più difficile. Se si è arrivati fin qui, pensa la gente, le colpe sono condivise, di tutti i partiti. A chi credere, allora? A piccole ma decise sacche di resistenza politica? E che forza hanno per imporsi?

Ci si può appellare a qualsiasi cosa. All’Onu. All’Unione europea. Al papa. Ma se non c’è la volontà politica e, prima di tutto, un pragmatico accordo politico, leale e trasversale, l’autonomia è un diritto di carta. L’indipendenza è un diritto ma non per tutti. L’indipendenza resta una incompiuta dipendenza, una propaganda elettorale. Fino a quando, ovviamente, non ci si prova e non si getta il macigno nello stagno.

Tocca a Brescia, al consiglio provinciale, esprimersi il 25 luglio prossimo sulla mozione che Giulio Arrighini, facendo propria la battaglia di Color44, per arrivare al referendum consultivo sull’indipendenza lombarda, ha sottoposto al voto assembleare. Accanto alla sua firma, c’è anche quella del capogruppo del Carroccio, Paolo Formentini. Basterà per avere la maggioranza?

Arrighini, segretario di Indipendenza Lombarda, dice di sì. C’è un impegno informale del Pdl a sostenere la mozione. Maggioranza sulla carta, e una speranza che fa da apripista perché sarebbe il primo ente a prendere pubblicamente posizione. Prima ancora della Regione Lombardia. Brescia archetipo? Ci si prova. E l’esito sotto il profilo politico, è di notevole importanza, in attesa di un effetto domino.

“Scozia, Galles, Catalani… sono popoli che hanno già intrapreso questa strada, l’Europa delle regioni che si delinea nella crisi degli stati nazionali, ha già disegnato i nuovi confini futuri di democrazia, di sovranità popolare. Perché i lombardi non possono avere la stessa opportunità riconosciuta dalla Carta delle nazioni unite e da una giurisprudenza che viene ratificata per gli altri popoli?”.

Il Veneto, Arrighini, è un passo più in là di voi…

“Sì, l’architettura della mozione è di fatto la stessa, e il 30 inizia la discussione per arrivare ad un progetto di legge che porterà i Veneti a dire se vogliono stare con Roma o se aprire la strada all’autonomia che scorre da secoli nel sangue di quel popolo…”.

E i lombardi?

“Questa è una regione più complessa, attraversata da migrazioni, da trasformazioni sociali che ne hanno sicuramente snaturato o assopito il senso identitario. E lo dimostra il fatto stesso che nonostante il prelievo fiscale forzoso, i crediti verso lo Stato, i trasferimenti penosi che Roma ritorna ai cittadini, vi sia un senso di rassegnazione da una parte e di assuefazione dall’altra. Colpa di sicuro della politica inconcludente, delle promesse immolate sugli altari delle convenienze politiche, un quarto di secolo di battaglie se non buttato via, di certo reso inefficace dai tradimenti della politica”.

Un filo di speranza?

“Il referendum. Non è anticostituzionale, perché è consultivo. Non è fuori dalla storia, perché nuovi stati in Europa non sono una novità. E’ un diritto inalienabile, intangibile, imprescritibile, come enuncia la mozione”.

Ma allora, appunto perché così importante, così inalienabile, perché solo Brescia si muove mettendo sul tavolo la mozione e obbligando la politica a dire da che parte sta? Le altre province, i comuni… la stessa Regione Lombardia… Che aspettano? Tempi migliori?

“Evidentemente cercano accordi che ancora non ci sono. Accordi da consolidare. Certo è che almeno i cosiddetti federalisti, gli autonomisti che si proclamano uomini delle riforme, non possono tacere”.

A questo punto, se si perde anche questa occasione, che senso hanno le alleanze? Per l’ordinaria amministrazione, per le nomine da spartirsi?

“Certo, la gente non è stupida, e i conti si fanno in cabina elettorale. Conti che già hanno punito. Se si fa buca anche sul referendum, allora è meglio cambiare mestiere”.

E il Pd?

“Li aspettiamo al varco. Come aspettiamo al varco il centrodestra, in tutta Lombardia. Chi dice no, deve spiegare se c’è un’altra alternativa. Che tipo di Stato vuole e come arrivarci. Se dicono no, appellandosi al dogma che gli stati nascono unitari e muoiono unitari perché lo decidono i partiti e non il popolo, se pensano che nel mondo le forme degli stati non mutino in conseguenza della sovranità e dell’identità, si fa prima a dire che siamo in dittatura. Non dico nulla di nuovo, ma che la democrazia sia apparente è un dato di fatto. E il suo simulacro è l’esercizio del diritto di voto. Il popolo è un fantasma, per i partiti. Se anche i lombardi perdono questa occasione, non so quando passerà l’altro treno”.

 

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12 Comments

  1. druides says:

    Sarebbe interessante pubblicare il testo della mozione.
    E dopo la votazione riportare, per trasparenza e accessibilità di tutti, pubblicare nomi e cognomi dei consiglieri a favore, contrari, astenuti ed assenti.

  2. federico caravita says:

    CARA STEFANIA, TI SEGUO- E SEGUIAMO – CON ATTENZIONE. AMMIRIAMO L A TUA FORZA E COSTANZA,
    MA sembra che 20/25 ANNI DI LEGHISMO SPRECATO NON SIANO STATI SUFFICIENTI. ANCORA TROPPO DISINTERESSE E ABULIA CIRCOLANO NEL SANGUE DEI LOMBARDI E DEL NORD. MA DOBBIAMO CONTINUARE. LO DOBBIAMO FARE PER NOI E PER CHI CI SEGUIRA’ CON L’AIUTO DI OSTINATI COME I LETTORI DAN E BANDIERA – OLTRE A NOI DE LA MARTINELLA- CHE POSSIAMO ANCHE ESSERE CONSIDERATI UN PO’ ILLUSI, MA CERCHIAMO DI VEDEREPIU’ AVANTI, PIU’ LONTANO, IGNORANDO I TRADITORI DI PRIMA E DI ADESSO!!
    CIAO! UN ABBRACCIO DA TUTTA La Martinella.
    F.C.

  3. Peccato che Brescia e Bergamo siano Venete, se lo riconoscessero sarebbe molto più facile per loro liberarsi. però se volete illudervi con questa “secessione regionale” truffaldina ai danni della popolazione tanti auguri…

    • pietro says:

      ma quando mai…
      sono lombarde state sotto la dominazione veneziana..ma lombarde rimangono e rimarranno

      • Cam1 says:

        Sono venete dal 1528 Bs e 1529 bg fino al 1859, molto più tempo venete che lombarde con il dominio degli sforza e della reg.lombardia. Mille gli esempi, simboli di comuni e efflgi recano il leone

        • Andrea Mi says:

          BS e BG sono state venete fino al 1797 (nel 1859 la Lombardia passava al regno d’italia), poi (dopo la parentesi napoleonica) sono confluite nel Lombardo-Veneto come le altre provincie lombarde . Comunque questo non c’entra nulla, anche se ci sono i Leoni di S.Marco, bergamaschi e bresciani hanno sempre parlato lingue lombarde. Che barba….sono loro a dover dire cosa vogliono essere. Polemiche inutili.

    • NicoBS says:

      ahahah avete strarotto le palle voi colonizzatori fascisti in salsa veneta.
      A BS e BG si parlano viarianti del lombardo, nel libro d’oro della nobiltà veneta non potevano esserci bergamaschi e bresciani e sai perchè?? perchè jerenn mìa veneti giupì!!!!

  4. Simone T. says:

    Inutile cercare di stare attenti e rispettare la costituzione, quando è proprio l’itaglia, lo stato, il primo a fottersene.
    Scusate il linguaggio, ma a dx e a manca risuona sempre l’interpello alla costituzione sulla validità di molte mozioni, referendum e via discorrendo. Che siano incostituzionali o meno, non cambia nulla in uno stato dove la carta principale è calpestata dallo stesso giorno per giorno.
    L’unica strada da seguire è la volontà del popolo, voce di noi singoli individui, tutti, e unica strada verso l’autodeterminazione.

    • Dan says:

      Effettivamente per sentenziare la serietà di queste azioni basterebbe fare proprio la domanda in questione: “ti interessa il parere della costituzione ?”

  5. Dan says:

    Non basta la volontà politica, anzi non esiste proprio: ci vuole la volontà e la forza della gente poi la politica si mette in scia.

    Siamo invasi ogni giorno da anni da masse di immigrati e clandestini che occupano intere porzioni del nostro territorio, che creano delle vere e proprie enclavi e lì dettano legge.
    Provateci ad accedere a questi spazi e ricordare loro che qui ci sono già delle leggi, ci sono già degli usi, dei costumi, sociali e religiosi. Provateci a fermare una donna di loro vestita da astronauta ed a farle presente che le nostre leggi impongono la possibilità di identificare chi va sotto la blindatura di tela: non sarà suo marito o suo fratello a spaccarvi la testa, ma tutti i suoi vicini, i suoi familiari, i suoi parenti fino al 13° grado.

    Due giorni fa i maramao a lampedusa hanno preteso di essere spediti sulla terraferma senza essere identificati e/o filtrati in alcun modo e ci sono riusciti semplicemente invadendo la parte civile dell’isola, bivaccando come animali per le strade e le piazze del paese.
    Uno di loro, intervistato, festeggiava il fatto che perfino il suo amico con la tubercolosi (sì signori, avete capito bene, TBC) adesso poteva arrivare da noi. A sto punto perchè non un po’ di appestati, un po’ di malarici, qualche affetto da ebola. Hai voglia a vaccinare i tuoi figli e poi mandarli a spasso in mezzo a personaggi che ti fanno ripiombare alla preistoria dell’igiene e della sanità.

    E’ assurdo, è scandaloso che dobbiamo farci insegnare il rispetto ed il controllo del nostro territorio da degli invasori. La politica dove sta in tutto questo ? Sta in scia: vede che loro fanno così, vedono che noi siamo pacifici, a chi credete che danno la precedenza ?

    • luigi bandiera says:

      Dan,

      pensa che li vota il popolo itagliano sti traditori che oltre ad essere ben pagati siedono li’ per CURARE I NOSTRI INTERESSI..!

      Mi chiedo, invece, CHI COMANDA DAVVERO IN QUESTO STATO DI MERRRRDDDD..!!

      At salüt

      • Dan says:

        Si farà fino a quando arriverà il momento in cui si giudicheranno e puniranno come traditori coloro che hanno sostenuto certa politicaglia.
        Possiamo stare qui a dire che è brutto, che sarà l’extrema ratio, trovare paralleli col fascismo ma alla fine, finirà così.

        Non c’è stata e non c’è ancora la volontà di porre degli argini seri al problema quindi non si può che lasciare che tutto tracimi e poi si correrà…

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