Brescia, caso Caffaro: a quando la bonifica del territorio avvelenato?

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Brescia è una ferita aperta la bonifica non può più aspettare””: l’avvertimento arriva dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che punta l’attenzione sul Sin, sito di interesse nazionale, BresciaCaffaro. “”Le notizie che arrivano dalla procura di Brescia sono allarmanti. Sono fiducioso nell’azione della magistratura e, se le accuse dovessero essere confermate, non ci saranno sconti per chi ha avvelenato il territorio minando il futuro di migliaia di persone””, ha spiegato il ministro in relazione alle nuove indagini aperte dalla procura di Brescia, dopo che l’Arpa Lombardia, agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, ha rilevato la presenza di inquinamento da mercurio nell’area “”Caffaro“” di Brescia, già classificata Sito di interesse nazionale in quanto contaminata e pericolosa. “”Brescia è una ferita aperta per tutta l’Italia e la bonifica non può più aspettare. Per questo il ministero e l’amministrazione locale si stanno vedendo e stanno interloquendo in questo periodo: è necessario determinare la gestione e il futuro dell’area da bonificare””, ha sottolienato Costa ricordando: “”I fondi sono pronti: si faccia presto. Brescia non può più aspettare””. Il sito d’interesse nazionale di Brescia, area Caffaro – come spiega l’Ersaf ( Ente regionale per i servizi all’agricoltura alle foreste della regione Lombardia è un’area situata entro il territorio comunale della città, contaminata nelle acque superficiali (rogge), acque sotterranee (falda) e nel suolo da diverse sostanze organiche clorurate persistenti (principalmente PCB, diossine e furani) e alcuni metalli pesanti (soprattutto mercurio e arsenico). E “”l’origine della contaminazione è attribuita principalmente all’azienda Caffaro, che per oltre un cinquantennio, dagli anni trenta fino ai primi anni ottanta del secolo scorso, ha prodotto vari composti clorurati tra i quali i bifenili policlorurati universalmente noti come Pcb””. Il caso si è riaperto dopo che l’Arpa Lombardia ha recentemente rilevato la presenza di inquinamento da mercurio nell’area, oltre a una serie di criticità, in particolare relative all’ex reparto Cloro Soda.
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