Brescello sciolto per mafia. Non ci sono più i Peppone di una volta

Peppone_24maggioSciolto per “infiltrazioni mafiose” il Comune di Brescello, in provincia di Reggio Emilia, protagonista delle avventure di don Camillo e Peppone. Lo annuncia la Lega Nord in Regione Emilia-Romagna secondo cui “lo scioglimento per mafia è una vittoria di Ln che da anni sta conducendo una battaglia per la legalità”. “Ora aria pulita a Brescello, siamo pronti a collaborare col commissario, come già fatto con la commissione prefettizia”, scrive l’attivista antimafia del Carroccio Catia Silva, consigliera comunale di Brescello.

“Il commissariamento – prosegue Silva – è il riconoscimento di oltre dieci anni di lavoro svolto dalla Lega Nord che per prima fiutò il rischio infiltrazioni e denunciò i casi. Ricordo che fin dal 1999 venne l’europarlamentare Mario Borghezio per denunciare le infiltrazioni ‘ndranghetiste nel Comune”.

Secondo Gianluca Vinci, segretario della Lega Emilia: “Grazie alla sue interrogazioni e ai suoi articoli sulla stampa, Catia da me nominata responsabile legalità della Lega Emilia, ha portato alla luce il sommerso sistema Brescello, pagando a duro prezzo, subendo numerose intimidazioni tra le quali incendi, danneggiamenti e non da ultime minacce aggravate dalla finalità mafiosa, da parte di cinque personaggi, tra i quali, in primis, spicca Alfonso Diletto, ritenuto uno dei cinque esponenti emiliani della ‘ndrina, attualmente al 41bis nell’ambito del processo Aemilia e sotto processo a Bologna per le minacce alla Silva a partire dagli anni 2009-2010”.

Sul punto interviene anche Alan Fabbri, capogruppo leghista in Regione Emilia Romagna: “Ricordo la campagna elettorale del 2014, quando fummo di fatto allontanati da un bar di calabresi, in pieno centro paese, per la nostra appartenenza alla Lega Nord. Certe scene non si dovranno mai più ripetere nel paese che ci piace ricordare come quello di don Camillo e Peppone. Vogliamo una regione libera dalle mafie, libera dalle compromissioni. L’impegno di Catia e della Lega Nord sia modello ed esempio per tutti i partiti: per liberarsi dalla criminalità organizzata servono schiena dritta e nessun compromesso”.

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4 Comments

  1. Borbonico says:

    “Peccato che la mafia, camorra e ‘ndrine sono caratteristici prodotti di importazione del sud” dice il padano…Peccato,dico Io Borbonico, che le Mafie sono nate con l’unita’ d’italia perchè garibaldi e i merdosi piemontesi diedero il potere ai delinquenti delle carceri della Borbonia per placare le rivolte del Popolo Borbonico contro i saBOIA e i sanguinari norditaliani !

    • Padano says:

      Se è per questo, altrettanto hanno fatto gli americani nel ’43.
      Detto questo, trovo singolare il ritornello tipico degli storici meridionalisti, consistente nello spiegare i problemi del Mezzogiorno con l’invasione piemontese: ok, 150 anni fa i Savoia hanno annesso il Regno delle Due Sicilie con la “rivoluzione demagogica” garibaldina, seguita dalla sanguinosa repressione dell’insurrezione popolare vigliaccamente definita brigantaggio. Tuttavia, occorre ammettere che la monarchia borbonica aveva pochissimo consenso popolare: se no il popolo avrebbe dato manforte ai reggimenti napoletani, anziché schierarsi contro di essi.
      Di qui, la narrazione sul susseguente declino economico del Sud: le riserve auree portate a Torino, le industrie fatte chiudere…
      Ipotizziamo che tutto questo sia vero, o quasi (in verità, sulla comparazione economica e fiscale degli stati italiani agli albori dell’unità si è dimostrato tutto e il contrario di tutto).
      E dunque? La usiamo come motivazione per motivare l’assistenzialismo ad aeternum?
      Nel 1990 i Land orientali della Germania avevano un reddito del 50% dell’Ovest. Oggi sono all’80%.
      Nel 1993 la Slovacchia aveva un reddito pari ai due terzi della Rep. Ceca. Oggi sono alla pari.
      A inizio ‘900 in Belgio c’era una Vallonia ricca e i fiamminghi poveri. Oggi è il contrario.

      Poi, perché non posso dire che mafia e camorra sono prodotti di importazione del sud? Non è un dato di fatto? Le famiglie mafiose a Leinì, Brescello o Rho non sono quasi essenzialmente calabresi e siciliane (eventuali “innesti” padani, quando ci sono, si contano con il lanternino)?

      Un piemontese

  2. Padano says:

    Avete notato come i mass media, oggi, “narrano” i casi di mafia in Piemonte, Emilia, Lombardia? “Ormai non c’è differenza, la mafia c’è al nord come al sud”.
    Peccato che la mafia, camorra e ‘ndrine sono caratteristici prodotti di importazione del sud.

    • Venetian guy says:

      dipende, se i cittadini non si oppongono fermamente alla merdionalizzazione, è ovvio che dopo un pò i merdionali iniziano ad importare il loro primo prodotto culturale-identitario anche in casa loro…

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