IN BRASILE SI VENDE UN COMPUTER OGNI SECONDO

di REDAZIONE

Nella 23° Ricerca Annuale sull’Utilizzo dell’ IT realizzata dalla Fondazione “Getuilio Vargas” risulta che in Brasile si vende un computer al secondo. Lo studio ha messo in mostra che in appena quattro anni i computer in uso sono raddoppiati passando dai 50 milioni del 2008 ai quasi 100 milioni del 2012.

Nonostante la crescita sia stata così impetuosa non ci sono segnali di un rallentamento ed entro i prossimi cinque anni ci saranno 200 milioni di computer in uso, praticamente uno per ogni abitante. In base a questi dati non stupisce che ormai il Brasile è il secondo paese al mondo per utilizzatori di Facebook. Attualmente sono registrati 46,3 milioni di persone contro i 45,7 milioni dell’India che si trova al terzo posto, ovviamente la classifica è guidata dagli USA con 157,2 milioni di utenti.

La crescita brasiliana  è confermata anche da segnali nell’industria turistica. Lo scorso anno c’è stato un aumento del 5,3% di turisti stranieri per un totale di 5.433.354. Per la maggior parte si tratta di sud americani con al primo posto gli argentini che rappresentano il 29,3%, al secondo gli statunitensi con il 10,9% e al terzo gli uruguaiani con il 4,8%. Se l’Europa, che nonostante tutto rappresenta quasi il 30%, ha avuto un calo dello 0,4% i paesi Brics hanno avuto una crescita esponenziale: Cina +47,9%, Russia +40,9%, India +14,3% e Sud Africa +6,8%.

FONTE: ALGORITHM INVESTMENT RESEARCH

 

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3 Comments

  1. rodolfo says:

    BRASILE- nuovo paradiso, provare per credere ! Li i giovani hanno un futuro….

  2. giggi says:

    come dice un mio Zio: lo sviluppo è grande dove la manodopera non costa nulla.
    Idem in Corea del Sud stato dove si lavora più ma il rapporto tra guadagno (cmq molto buono) e le ore lavorative è basso.
    E dati alla mano ha ragione…

  3. Paolo Dodet says:

    Sono un italiano che vive in Brasile da 17 anni ormai. Il Brasile è un paese fantastico e il cambiamento che c’è stato in questi anni che ho vissuto qui è tale che posso dire sinceramente che sono arrivato in un paese e che vivo in un altro.
    Per un europeo è incomprensibile la voglia di vivere che c’è qui e la voglia di cambiare che hanno queste persone che da miserabili si sono tornate dei cittadini con diritti e doveri, con dignità, grazie a molte cose, ma innanzitutto ad una politica che vuole sradicare la povertà dal paese. Il motto del governo Lula era “Un paese ricco è un paese senza povertà” e questo stile di fare politica ha continuato ad essere lo stesso anche dopo Lula, con la presidentessa Dilma.
    Le cifre del Brasile sono allucinanti: 1 triliardo e mezzo di euro di PIL, piú di 190 milioni di abitanti con una densità di 22 abitanti per km², una superfice di 8 milioni e mezzo di km², l’11% dell’acqua potabile mondiale, in Brasile si puó viaggiare per 8000 km in linea retta e non uscire dal paese, sono cose che noi europei non possiamo immaginare, bisogna esserci sul posto.

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